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Nikita – 3.03 True Believer

L’episodio di questa settimana, dal titolo “True Believer”, vede la nuova squadra mettere da parte la caccia alla “sporca trentina” per dedicarsi ad una missione che ha la massima priorità: liberare un’agente sotto copertura, arrestato dall’FBI. Questo porta Nikita a chiedersi come mai la Divisione appoggi ancora questo genere di missioni; le rassicurazioni di Ryan sul fatto che si tratti di una buona missione, in quanto l’agente in questione (Mia) si era infiltrata in un gruppo di terroristi locali (La terza Ondata) nel tentativo di sventarne gli attentati, non convincono la nostra protagonista che continua a fidarsi di Ryan ma non di chi è a capo del Governo. Tuttavia, decide di salvare Mia che considera una vittima del sistema della Vecchia Divisione così come tutti quanti loro.
Le cose, però, si riveleranno essere diverse da quello che sembravano.
Quando Nikita e Alex tenteranno di far evadere la “collega” dalla prigione federale nella quale era detenuta, si scoprirà che quest’ultima, delusa dall’Organizzazione nella quale aveva creduto, si è lasciata influenzare dal leader del movimento terrorista, Joshua, ed è passata dall’altra parte. Tradisce le due donne e – durante la fuga – spara ad Alex, ferendola in modo serio.
L’accaduto turba e coglie di sorpresa tutta la squadra, soprattutto Nikita ma non le fa cambiare idea riguardo la missione di recupero, che la vedrà coinvolta in un faccia a faccia con l’agente ribelle nella quale non può che rivedere se stessa. Ed è soprattutto la domanda che le rivolge Mia ad un certo punto e alla quale non riesce a dare una risposta, a portarla a mettersi in discussione in una conversazione che ha successivamente con Alex. Mia afferma di essere pronta a morire per ciò in cui crede e le chiede se sarebbe disposta a fare altrettanto, e in quel momento Nikita realizza di non avere più un ideale, che in passato era stata la sua forza. Inoltre aveva lottato per distruggere la Divisione mentre adesso sta contribuendo a mandarla avanti, e questo pur avendo delle perplessità in quanto sia lei che gli altri continuano a non esistere per quel Paese per cui rischiano la vita.
Ma non è l’unica a porsi degli interrogativi in questo episodio, in seguito a quanto accaduto ad Alex, anche Sean si domanda quale sia effettivamente  il loro ruolo e se ne valga davvero la pena. Alex risponde che è lì perché crede in Nikita ed è evidente che la motivazione di Sean sia proprio lei, nonostante la situazione tra i due non sia chiara.
Anche Mia aveva creduto in Nikita e alla sua lotta contro la Divisione, ed è  questo che spinge la nostra protagonista a volerla salvare. Quando la squadra scopre le reali motivazioni del leader della “Terza Ondata”, Mia si rende conto del suo errore e decide di aiutarli. Insieme a Nikita riesce a sventare l’attacco terroristico imminente che le costerà, però, la vita. Muore da eroina ma non avrà nessuna cerimonia, d’altronde è difficile organizzare una cerimonia per qualcuno che non esiste.

Considerazioni:
– Nonostante Nikita non condivida appieno le condizioni in cui la nuova Divisione è costretta ad operare, continua ad avere fiducia in Ryan; sul finale di episodio la scena tra loro ne è la dimostrazione. Quale sarà la sua reazione quando scoprirà che ad essere cambiata è soltanto la facciata e non ciò che sta dietro?
– Nel prossimo episodio che – a detta del produttore esecutivo Craig Silverstein – sarà uno dei più importanti, rivedremo sia Owen che Amanda. Ed io spero che il ritorno di queste due vecchie conoscenze, in particolare quello di Amanda, risollevi le sorti di questa stagione.
– I momenti tra Sonia e Birkhoff sono piacevoli… ma quando ci sveleranno il motivo per cui si tengono il muso a vicenda?

Un buon episodio che, oltre all’azione, ha dato ampio spazio all’introspezione dei personaggi. Quello che continua a mancare è una trama orizzontale che coinvolga e susciti l’attesa della puntata successiva, ma per il resto è un’ottima serie che purtroppo continua ad essere sottovalutata.

Nancy

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