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Recensioni Serie Tv

Nikita – 1.01 Pilot / 1.02 2.0

Chiariamolo subito: il problema non è che Nikita è il sequel di una serie del passato che a sua volta era il remake televisivo di un film di Luc Besson del 1990, il problema, semmai, è che tra quella Nikita e questa Nikita c’è stato di mezzo qualcosa chiamato Alias, e due persone che rispondono al nome di JJ Abrams e Jennifer Garner. E scusate se è poco.

Ma bando alle ciance e sbrighiamo le formalità saltando quasi a piè pari la trama del pilot, che tanto è sempre quella (ragazzina disagiata viene reclutata da organizzazione governativa e addestrata ad essere un’assassina) per passare alle cose interessanti. Come ogni prima puntata che si rispetti il pilot di Nikita ci serve a fare le presentazioni, a conoscere Michael (un noiosissimo e irritante Shane West), Amanda (la prezzemolina delle serie tv Melinda Clark) ma soprattutto Alex, destinata ad essere il personaggio con cui lo spettatore empatizzerà perché è giovane, apparentemente sprovveduta, all’inizio della sua carriera di spia e arrogante quanto basta, oltre che interpretata da un’attrice, Lyndsy Fonseca, che nella media generale della recitazione rischia di spiccare come una tra le migliori.

Il pilot più o meno si esaurisce qui, con le presentazioni, gettando la premessa di tutta l’intera serie: Nikita è una spia supercazzutissima e ha tutta l’intenzione di farla pagare alla Division. Occhei, ho capito che bisogna mettere le basi della storia e che purtroppo Nikita parte svantaggiata dal momento che la trama la conoscono ormai tutti, ma ho trovato ripetitivi e pedanti la maggior parte dei dialoghi, così’ come ho pensato fosse troppo forzata e plateale la rappresentazione del rapporto tra Micheal e Nikita: l’ambiguità è la chiave di ogni film o telefilm di spie, e qui invece mi pareva che si volesse spiegare tanto, decisamente troppo.

Insomma, il mio giudizio sulla prima puntata non è lusinghiero quindi, vi domanderete voi, perché mai se la prima puntata ti ha fatto così schifo hai comunque guardato la seconda? Semplice miei cari, perché la prima puntata si è conclusa con un colpo di scena che non avevo visto arrivare e che mi ha piacevolmente sorpreso. Dopo averci lasciato per tutto l’episodio a chiederci quando e come Alex e Nikita si sarebbero incontrate abbiamo scoperto, nei secondi finali, che in realtà le due stanno già lavorando assieme (come direbbe mara maionchi: bravi, mi siete piaciuti, bene…).

Apro una piccola parentesi di gusto personale: quanto mi sarebbe piaciuto se l’illusione che il loro incontro dovesse ancora avvenire fosse durata qualche episodio in più. Vi immaginate, arrivare, che so, alla sesta puntata tirando giù santi e madonne perché gli sceneggiatori non le hanno ancora fatte incontrare, e poi scoprire tutto di botto che in realtà lavorano assieme? *___* Chiusa parentesi personale.

Comunque questo espediente narrativo è stato quello poi che mi ha portato a vedere anche alla seconda puntata e, indirettamente, è stato anche il mezzo che mi ha fatto incontrare Mirko Dadich, alias l’uomo che le madri non vorrebbero mai vedere a fianco delle loro figliole (soprattutto visto che utilizza con gioia i servizi di escort “locali”…) e decisamente l’uomo a cui non lascerei mai il controllo di 25 kg di uranio arricchito.

Evidentemente anche la Division deve pensarla come me perché passa l’intero episodio a cercare di mettere le mani su quell’uranio, prima con le buone, accettando di proteggere Dadich e chiedendo come pagamento le informazioni per recuperare l’uranio, e in un secondo momento con le cattive, con Michael che spara in testa al povero criminale di guerra prima di lanciarsi all’inseguimento di Nikita che, nel frattempo, zitta zitta (bè, insomma, neanche tanto zitta zitta visto che ha scatenato una sparatoria in metropolitana), ha rubato le informazioni per arrivare al piccolo tesoro nucleare. Volete spere l’esito dell’inseguimento? Bè, la serie si chiama Nikita e non Micheal… fate voi!

Trama nuda e cruda a parte questa seconda puntata prosegue nel lavoro di presentare i personaggi e definire un po’ meglio i rapporti tra di loro, in particolare ci viene mostrato come Nikita e Alex si siano incontrate e ci viene svelato che, nella sua vita precedente, Alex era una ragazza sbandata e drogata, più o meno come quella che pensavamo di aver conosciuto nei primi minuti del pilot (a questo punto proponendo per pensare che gli sceneggiatori siano pigri almeno quanto me dal momento che non si sono nemmeno impegnati per dare ad Alex una back story diversa dalla copertura). Comunque, dicevamo, Nikita salva Alex mentre sta per essere violentata dal suo spacciatore e se la porta a casa per una forzata riabilitazione per nulla soft (la chiude in una sauna fatta in casa… O.o). Ovviamente il rapporto tra le due non è che decolli immediatamente, Alex è diffidente e appena ne è in grado tenta di ammazzarsi, solo per essere salvata ancora una volta da Nikita che le rivela di conoscerla molto bene e le dice (con quel tono da rivelazione che hanno tutti i personaggi negli ultimi trenta secondi di una puntata di telefilm) che ha sicuramente qualcosa per cui vivere.
Previsione personale: la Division ha fatto uccidere i genitori di Alex. Accetto scommesse, la do tre a uno vincente…

A questo punto, con due puntate sul gobbone, ho un’idea un po’ più precisa, anche se non definitiva, di questa serie: un prodotto medio, decisamente migliorabile ma anche con qualche buona potenzialità a patto che vengano sistemati alcuni punti un po’ vaghi che, personalmente, mi lasciano perplessa:

– il clima da high school della Division. È triste pensare che un’inquietante organizzazione terorristica sia in realtà la versione più bianca e hitech di un comunissimo liceo americano, con i soliti gruppetti, le lezioni di informatica, la mensa, le catfight tra ragazze che non si sopportano… manca il compito di chimica, e la selezione delle cheerleader e poi abbiamo fatto l’amplein

come Nikita preveda di smantellare da sola un’organizzazione che si suppone molto superiore a lei. D’accordo siamo in un telefilm, d’accordo lei interpreta la parte della supereroina del caso, ma insomma, persino Sidney Bristow ha dovuto appoggiarsi alla cia e a centinaia di sottoreparti e agenti e intel… credo che il presupposto che Nikita faccia veramente tutto da sola sia un po’ eccessivo (ok, ok, c’è pure Alex, ma insomma…)

la voce fuori campo a inizio episodio: fa tanto, troppo alias, e qui si oltrepassa il confine della citazione per arrivare direttamente nel territorio della copia di bassa qualità. Tarocco cinese, insomma. Spero la tolgano presto perché il confronto tra le due cose è impari

Voto complessivo: 6 su 10, sufficienza.

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