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Interviste

Netflix difende le cancellazioni: il 93% delle serie è stato rinnovato

sense8

Alcuni dirigenti in casa Netflix difendono le scelte della compagnia, precisando che la maggioranza delle serie prodotte sono state rinnovate.

Negli ultimi tempi, Netflix è stata al centro di una serie di proteste dei fan che hanno visto alcune tra le loro serie preferite cancellate dalla compagnia. Andiamo da esempi molto recenti, come Sense8, The Get Down o Girlboss a serie un po’ più lontane, come Marco Polo o Bloodline.

Alcuni dirigenti in casa Netflix hanno quindi deciso di sdrammatizzare la situazione, difendendo e spiegando ulteriormente le scelte della compagnia. L’occasione è stata quella dell’intervista rilasciata Lunedì per discutere dei risultati della compagnia nel secondo trimestre del 2017. Presenti all’intervista erano Reed Hastings, CEO della compagnia, Ted Sarandos, responsabile dei contenuti e David Wells, direttore finanziario.

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Ted Sarandos, ha sdrammatizzato la decisione della compagnia di cancellare alcune serie TV dicendo che da un lato, è vero che Netflix ha bisogno di correre più rischi. Ma allo stesso tempo, la media di rinnovi della compagnia è decisamente più alta rispetto alla media degli altri network televisivi.

“Se non fallisci, forse non ci stai provando abbastanza” ha detto parlando dei risultati di quest’anno della compagnia.

Paragonato al resto del panorama televisivo, le cancellazioni per Netflix sono state una novità, ha aggiunto Sarandos. E difende le scelte della compagnia, sottolineando che ben il 93% delle serie originali distribuite sono state rinnovate. In media, un network TV cancella 1/3 degli show dopo la prima stagione.

marco polo

“Quando hai un alto tasso di successi, vuoi continuare a mettere in dubbio te stesso, anche se hai una grande percentuale di rinnovi” ha aggiunto Sarandos. “Quanto più show abbiamo, quanto più probabile diventa la possibilità di cancellarne qualcuno, parlando in termini assoluti.”

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David Wells, direttore finanziario, ha dichiarato che Netflix controlla l’andamento delle visualizzazioni delle serie ogni tre mesi. Questo per capire su quali show valga la pensa continuare a investire. “Per noi conta più la continuità delle visualizzazioni piuttosto che la vita stessa dello show” ha precisato.

“In generale, cerchiamo di concludere in qualche modo l’arco narrativo degli show che non saranno rinnovati” ha continuato Wells. Il direttore finanziario ha citato come esempio Bloodline, serie che è durata per tre stagioni.

Reed Hastings, ha citato Youtube come standard di riferimento per controllare le attività di visualizzazione. Il CEO Netflix ha dichiarato che la compagnia ha ancora parecchia strada da fare prima di arrivare ai livelli di Youtube.

“Non penso che siamo la compagnia leader di video streaming” ha detto Hastings “specialmente se guardiamo quanto avanti sia rispetto a noi Youtube. Da un lato è vero che proponiamo un diverso tipo di contenuto. Ma dall’altro è pur sempre coinvolgente per l’audience che lo sceglie.”

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Nel secondo trimestre di quest’anno, Netflix ha aggiunto più di cinque milioni di nuovi iscritti alla piattaforma, fattore che ha superato le previsioni della compagnia, così come di Wall Street.

Inoltre, la scorsa settimana, Netflix ha fatto incetta di nomination agli Emmy, raggiungendo ben 91 nomination, a fronte delle 54 dell’anno scorso. Come ricordiamo, la piattaforma streaming ha cinque contendenti nelle categorie delle migliori serie di quest’anno: Stranger Things, The Crown, House of Cards, Master of None e Unbreakable Kimmy Schmidt.

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