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Mr. Robot

Mr Robot: Recensione dell’episodio 2.03 – eps2.1_k3rnel-pan1c.ksd

Mr Robot

Guardare Mr Robot è anche immergersi in una terminologia mutuata dal mondo dell’informatica, meravigliandosi di quanto espressioni da addetti ai lavori riescano a caricarsi di significati emotivi che descrivono situazioni universali. Kernel panic è solo l’ultimo esempio e, forse, anche uno dei più immediati. Nel linguaggio informatico il termine si riferisce ad un’azione intrapresa da un sistema operativo Unix o Unix – like per identificare un fatal internal error, ossia un errore che il sistema non è in grado di risolvere autonomamente. Senza entrare nello specifico (e con le doverose scuse a chi ne capisce molto più di chi scrive), un kernel panic può essere conseguenza di un danno all’hardware del pc o di un serio problema del software.

Mr Robot 2x03Hardware o software. Quale di queste due componenti della macchina Elliot è responsabile del kernel panic del nostro psicotico amico? Hardware e software, sarebbe più corretto dire cambiando la congiunzione dalla o esclusiva alla e inclusiva. Perché è un corto circuito tra i due elementi che genera il crash del sistema reso visivamente dall’intelligente scelta di mostrare immagini che scattano come quelle di un video su un lettore danneggiato o da un file corrotto.
Il panico, quella sensazione di paura spesso irrazionale che nasce da un pericolo concreto o anche solo immaginario e che finisce per sostituirsi alla ragione portando a gesti inconsulti, è il nemico opprimente da cui Elliot vorrebbe fuggire. Ma masticare pillole di Adderall una dietro l’altra come fossero innocue mentine rinfrescanti, invece che pericolose anfetamine porta solo l’illusione del controllo (tema portante di questo inizio di stagione) e l’irrimandabile evidenza di questa verità è l’ulteriore giro di vite che stringe le spire della follia in cui Elliot precipita sempre più. Perché Elliot non può sfuggire a Mr Robot per il solo semplice e ineludibile motivo che Elliot è Mr Robot. Identificazione che è molto più profonda di quanto lui stesso voglia ammettere. Il fantasma onnipresente del padre defunto non è un ricordo che torna a tormentarlo, ma lo strato più sedimentato del suo modus vivendi, la radice più profonda della sua filosofia antisociale, l’ancora pesante che gli impedisce di andare verso una deriva solipsistica in cui lui e lui solo esistono e tutto il resto è un vuoto a perder privo di un oggettivo significato. “I am Mr Robot” aveva confessato Elliot a sé stesso parlando con quel suo amico immaginario che siamo noi spettatori, ma quella frase non era solo il cliffhanger da lungo atteso della scorsa stagione. Era piuttosto una identificazione totale che Elliot vorrebbe negare, ma la cui negazione impossibile genera quel kernel panic che blocca un sistema tanto efficace quanto precario.
Elliot che ingurgita cemento a forza per poi ingoiare volontariamente il suo stesso vomito per recuperare le pillole di Adderall; che diventa iperattivo, loquace e sorridente; che sente le persone parlare al contrario; che sconvolge il gruppo di ascolto cristiano con un feroce monologo contro ogni religione; che collassa in uno sguardo allucinato che è la perfetta versione umana del blue o black screen of death che segnala il kernel panic sulle macchine Windows o Mac. Un alternarsi vorticoso di espressioni che mostrano in modo inequivocabile perché la recente candidatura agli Emmy come migliore attore di Rami Malek sia quasi un inevitabile atto dovuto rendendo al tempo stesso difficile trovare anche una sola flebile motivazione per non considerare il prestigioso premio già in bella mostra a casa dell’attore di origini egiziane.

Mr Robot 2x03Se la costante follia di Elliot rimane la nota dominante nella affascinante sinfonia di Mr Robot, una nuova melodia sembra aggiungersi quest’anno rendendo il racconto ancora più interessante. Se Elliot continua ad essere il personaggio più psicolabile della serie, c’è un altro protagonista che lentamente sembra incamminarsi su una strada lastricata di buone intenzioni che può portare però ad un inferno tanto temuto in un recente passato quanto sinistramente attraente in un inatteso presente.
La E – Corp (significativamente chiamata ora con il suo vero nome perché non è più attraverso Elliot che la vediamo) è sempre quel mostro cinico responsabile della morte di persone amate considerate una spesa sostenibile per raggiungere un guadagno maggiore. Lo sa bene Angela, ma quel che sembra aver dimenticato è che “chi lotta contro i mostri deve guardarsi di non diventare, così facendo, un mostro”. L’Angela che nella prima stagione va a comprare un nuovo paio di costosissime scarpe dopo aver assistito da vicino al suicidio in diretta tv del dirigente della E – Corp è la madre ideale di quella che ripete davanti allo specchio frasi di autostima con una espressione assente e che a cena si comporta con modi tanto perfetti quanto meccanici. Colei che nella prima stagione era apparsa come la custode di quel poco di sanità mentale che restava in Elliot sta invece precipitando in una lucida alienazione in cui accetta di essere altro da sé stessa. Quasi come un novello Mefistofele, Mr Price le offre un patto satanico consegnandole le prove che cercava per incastrare i responsabili di tante morti, ma lo fa sottolineando come la punizione che lei anela sarebbe la condanna di chi non è poi tanto diverso da ciò che lei stessa sta diventando. Perché, come concludeva Nietzsche, “se scruterai a lungo in un abisso, anche l’abisso scruterà dentro di te”. Ha scrutato già troppo a lungo Angela da vedere ora l’abisso che è in lei?

Mr Robot 2x03Da un diverso abisso sembra invece provenire la detective Dominique Di Pierro di cui facciamo l’illuminante conoscenza in questo episodio. Un personaggio che vediamo agitarsi in una inquieta insonnia nell’attesa annoiata di una improbabile fine del mondo e che sembra trovarsi a suo agio solo parlando con la voce robotica della sua casa ad alta tecnologia o quando deve svolgere il proprio lavoro senza dover interagire con i colleghi disattenti mostrando al tempo stesso una psicosi salutista (il fotografare i fogli pur di non toccarli perché infettati dagli starnuti dell’agente raffreddato). Eppure, proprio questa probabile vittima di una disagiata solitudine riesce a scoprire la sede della FSociety (il cui nome tanto evocativo si rivela essere una fortuita coincidenza figlia di una casuale incuria). È ovviamente presto per dire quanto importante risulterà questa new entry, ma la morte inattesa di Romero che fa seguito a quella sconvolgente di Gideon suggeriscono una inedita trama investigativa che porta una ventata di novità che bisognerà saper gestire per non farla risultare fuori luogo.

Mr Robot è Elliot e la sua follia. Ma adesso è anche Angela e la sua discesa nell’abisso. È anche Darlene e la sua ossessione ribelle. È anche Di Pierro e la sua insofferente solitudine. Una seconda stagione che sembra più corale quasi fosse un antidoto a quel panico che prende chi temeva che fosse impossibile ripetersi. Tranquilli, Mr Robot non rischia il kernel panic.

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  • Schegge di follia
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