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Mr. Robot

Mr. Robot: Recensione degli episodi 2.06 – eps2.4_m4ster-s1ave.aes e 2.07 – eps2.5_h4ndshake.sme

Esistono mille modi con cui una persona approccia all’intrattenimento, cinematografico o televisivo che sia, affidando ad esso una funzione o uno scopo. Eppure, se proprio volessimo risalire al significato primo (o ultimo) del cinema, se volessimo immedesimarci in quei poveri avventori che all’inizio del 20esimo secolo saltarono dalla sedia quando videro arrivare verso di loro un treno, riusciremmo a trovare una risposta chiara e netta alla nostra risposta. Illusione.

“Il controllo a volte può essere un’illusione.”

mr robotA metà del suo percorso stagionale Mr. Robot ci costringe ancora una volta a metterci alla prova, a testare la nostra capacità di definire quella sottile linea tra reale e immaginario che i protagonisti di questa serie tv non fanno altro che attraversare (o farci attraversare). Queste ultime due puntate ci mostrano di nuovo quale sia il vero centro di interesse del racconto per Sam Esmail. Mr. Robot, checché ne se dica, non è (solo) la storia di una rivoluzione, del tentativo da parte di un gruppo sparuto di hacker di mettere in ginocchio quel grande mostro tentacolare che è la E Corp (e in questa stagione abbiamo avuto modo di comprendere un po’ di più quanto diffuso e potente sia il suo controllo sotto la superficie). Mr. Robot è soprattutto la storia di Elliot. Lui è stato il filtro attraverso cui abbiamo letto la realtà nella prima stagione, senza che peraltro ce ne rendissimo conto, e lui ha continuato ad esserlo in questa, con la nostra inconsapevole approvazione.

Se all’inizio il dubbio che quella trappola visiva fosse stata di nuovo messa in piedi aveva portato molti a teorizzare la possibilità che quello che vedevamo non fosse vero, andando avanti il gioco si è fatto ancora più duro. L’introduzione di un personaggio come Ray, di una storyline che ricalcava come schema quella di Vera dello scorso anno avevano portato a credere che Elliot fosse davvero andato a vivere dalla madre per riprendere in mano la propria vita. La possibilità che quella ripetitività di situazioni e personaggi potesse essere letta come una condizione carceraria è stato poi messa a dura prova dalla meravigliosa sequenza di apertura del sesto episodio. Come una sorta di gioco di scatole cinesi, Esmail ha creato un altro mondo nel mondo della mente di Elliot. Un misto tra ricordi, impulsi esterni ed inconscio. Un viaggio – fisico e mentale – nell’oscurità, addolcito da quel senso di nostalgia e familiarità che la serialità televisiva degli anni ’90 si porta dietro.

mr robotEppure aldilà delle risate e dello sconcerto che provoca vedere gli Alderson in versione “Genitori in blue jeans”, quei dieci minuti ci raccontano un altro piccolo tassello di una verità che non possiamo però con certezza sapere quanto sia vera e che pone in essere diversi e disturbanti quesiti. Se veramente Elliot ha ucciso Tyrell, può essere questo il motivo per cui si trova in carcere, visto che le indagini sulla fsociety sono state avviate da un tempo relativamente breve? Decisamente no, dato che la sua pena dovrebbe essere agli sgoccioli. L’unica spiegazione plausibile tirerebbe in ballo l’ex compagno di Krista, tra le vittime del nostro hacker nella prima stagione.
Tornando alla morte del business manager, è possibile che Mr. Robot – in un meccanismo di autodifesa – abbia portato Elliot a credere che Tyrell sia morto, per evitare che il ragazzo una volta uscito dal carcere potesse decidere di seguirlo nei suoi folli progetti di “giocare a fare Dio”?

E se proprio vogliamo mettere in discussione tutto ciò che abbiamo finora visto della storyline di Elliot, anche la parentesi Ray, Maxine e il fantomatico mercato nero potrebbero essere un’invenzione della mente del ragazzo. Anche perché nel disvelamento della bugia Elliot ci mostra il vero aspetto di alcuni ambienti e personaggi da cui quel nemico è escluso.

“A volte, hai bisogno di un’illusione per avere il controllo. La fantasia è un facile mezzo per dare un significato al mondo, per mascherare la nostra dura realtà con dei comfort che ci fanno evadere dalla realtà.”

Alla fine del settimo episodio, felicemente storditi, riusciamo a rivedere tutto ciò che è stato con una luce diversa. Comprendiamo perché Darlene abbia dovuto prendere in mano la situazione (ma non venga comunque detto che Mr. Robot non è una serie tv che valorizza le donne e il loro ruolo attivo nella società), perché sia Angela ad occuparsi di Qwerty e chi sia effettivamente Leon (e qui si apre la necessità di reclamare a gran voce uno spin off su White Rose). Colei sulla quale nutriamo ancora dei dubbi è invece Joanna Wellick, la cui collocazione all’interno della storia non trova ancora una degna spiegazione. Per di più non riusciamo a comprendere se lei effettivamente sia al corrente della verità sul marito o da chi provengano quei regali che riceve in continuazione. Che ci sia ancora la mano di Mr. Robot dietro? E come potrebbe visto che, a quanto pare, si troverebbe in prigione?

mr robotMentre noi continuiamo a porci delle domande, fuori dalla gabbia (la nostra come quella di Elliot) Darlene, quel che rimane della fsociety e un’Angela (che credevamo, anche grazie ad Elliot, aver perduto la rotta ma che al contrario per tutto il tempo ha puntato a quel preciso obiettivo) portano avanti il progetto di “cambiamento” iniziato dai fratelli. Un cambiamento che ipotizzavamo insieme ai nostri che avrebbe avuto un impatto decisamente più importante, sottovalutando la capacità del nemico di riuscire nonostante tutto a restare a galla. Forse è così, forse la serie tv non è stata in grado o non ha voluto ancora raccontarcelo, nell’attesa che al vero protagonista, al leader fosse data la possibilità di condurre la grande battaglia finale. Cosa accadrà domani e chi avrà la possibilità di essere presente non è dato sapere.

Eppure il grande quesito che tutti si ponevano ad inizio stagione ha già ricevuto una risposta più che soddisfacente: Mr. Robot è stato in grado di superare egregiamente l’ostacolo e di creare una nuova storia, emancipandosi dai quei riferimenti cinematografici che il pubblico aveva rimproverato ad Esmail di aver reso troppo presenti nell’intreccio narrativo. Ma Elliot è figlio del suo tempo, un mondo la cui cifra è proprio la mescolanza e la capacità di reinventare e reinventarsi. Nell’illusione di essere autentici, reali, veri.

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  • Il controllo è un'illusione, ma a volte hai bisogno di un'illusione per avere il controllo.
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