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Modern Family, Glee e tanti altri: il ruolo della televisione nella lotta per i diritti degli omosessuali

La televisione, nelle sue tante sfaccettature, sa essere un’arma a doppio taglio: da un lato ha la capacità di condizionare irrimediabilmente   il modo di pensare e di agire di chi guarda, generando spesso la tendenza all’omologazione a miti lontani dalla gente comune, ma dall’altro lato la televisione, se fatta bene, proprio per il suo enorme potere di comunicazione, riuscendo con facilità ad entrare nelle case di chi guarda, può essere un mezzo per la sensibilizzazione della massa. Questo è sicuramente il caso dell’omosessualità e di come oggi viene trattata in televisione ed in particolare nelle serie TV.

La costanza ormai del tema all’interno di sempre più serie televisive, ma soprattutto il modo in cui esso è trattato stanno in un certo qual modo combattendo l’ignoranza diffusa e portando, anche se attraverso personaggi di finzione, la normalità degli omosessuali nelle case di chi questa normalità non era mai riuscito a vederla, o meglio non gli era mai stata mostrata. Infatti è proprio il modo in cui l’omosessualità è mostrata nelle serie TV che è cambiata negli anni, eliminando l’errata opinione sul fatto che i gay fossero tutti malati di AIDS, in conseguenza ad poligamia sessuale perenne.

Brian-Justin-in-1x02-brian-and-justin-20626234-1015-559Ad esempio, per quanto abbia assolutamente amato la serie ed in particolare la malsana relazione tra Brian e Justin, Queer as Folk non ha, a mio parere, aiutato gli scettici a cambiare idea, mostrando un mondo in cui i gay non facevano altro che rinchiudersi in locali notturni e scopare come ricci (passatemi il francesismo). E sicuramente non ha aiutato il fatto che fondamentalmente la serie fosse molto esplicita nel mostrare i rapporti sessuali: non di certo un telefilm per le famiglie! La serie era rivolta sostanzialmente ad una cerchia di persone che comprendeva omosessuali e persone già più avanti nell’apertura all’omosessualità. Di sicuro gli scettici o gli omofobi per ignoranza non avrebbero mai visto la serie.

Quello che oggi permette alle serie TV di avere un ruolo importante nella lotto per i diritti dei gay, ma anche nella sensibilizzazione delle masse al tema, è il fatto che  sempre più personaggi gay si vedono nei telefilm per le famiglie ed in telefilm magari non incentrati sul tema. Ma facciamo qualche esempio.

Il ruolo maggiore in questi anni è stato svolto sicuramente da due serie che si sono date battaglia a suon di premi: Modern Family e Glee. Il primo,  raccontando le vicende di una simpatica famiglia “moderna”, non poteva escludere la famiglia moderna per eccellenza eModern_family la racconta attraverso l’entusiasmante e divertente relazione tra Mitchell e Cameron, che crescono in un ambiente pieno di amore, divertimenti e stranezze una meravigliosa bambina, originaria del Vietnam, Lily Pritchett-Tucker. Di recente uno dei creatori della serie, Steve Levitan, ha detto che la serie ha un grande impatto culturale ed in particolare ha fatto riferimento al ruolo che telefilm come Modern Family possono rivestire nella lotta per l’abolizione della Proposition 8 (che ricordiamo essere la legge che impedisce i matrimoni tra persone dello stesso sesso in California): “Se dovessimo avere anche un piccolo ruolo nella sconfitta della Prop 8, dando agli omosessuali gli uguali diritti che meritano, allora sono un uomo felice!”.

Simile è stato il ruolo di Glee in questi anni, che oltre a dare una voce ai cosiddetti “underdogs”, generando un vero e proprio fenomeno sociale e culturale, ha avuto un ruolo fondamentale nella sensibilizzazione  e nella educazione delle famiglie rispetto al tema dell’omosessualità ed in particolare nelle sue iniziali manifestazioni: il coming-out, l’accettazione da parte di se stessi, degli altri ed in Glee-kurt-burtparticolare delle proprie famiglie. Glee ha mostrato tutti i primi passi: già dalla prima stagione abbiamo potuto seguire e vivere la storia di Kurt Hummel, adolescente gay che ha dovuto affrontare tutte le problematiche che qualsiasi adolescente gay può trovarsi ad affrontare, dimostrando che alla fine della fiera, l’unico modo per essere sereni è quello di essere se stessi. Uno dei momenti più significativi è stato sicuramente il coming out di Kurt a suo padre, Burt, un meccanico originario di una piccola cittadina dell’Ohio, stato storicamente repubblicano. Burt Hummel, nel modo in cui accetta ed ama suo figlio incondizionatamente, vuole essere un esempio di come accettare l’omosessualità di un figlio non sia sempre facile, soprattutto per tutta la cattiveria che il figlio stesso dovrà affrontare, ma proprio per questo ha bisogno di tutto l’amore ed il supporto possibile. Burt è la dimostrazione che si può cambiare, che si può arrivare a capire.

Nella seconda stagione è arrivato Blaine e la serie ha mostrato tutti i passi di un rapporto, con Kurt, che è iniziato come amicizia e si è piano piano trasformato in amore. Una relazione tra due adolescenti, con le stesse gioie e problematiche di una qualsiasi relazione tra adolescenti, anche se non può essere vissuta con la stessa serenità, a causa dell’odio cui sono sottoposti ogni giorno, ma tale odio non deve condizionarli a tal punto da rinunciare ad avere una vita normale. Dalla seconda stagione abbiamo assistito a tutti i passi della loro relazione, dal primo bacio, al primo Ti amo, alla prima volta, facendo impazzire milioni di ragazzi e ragazze.

Kurt e Blaine non sono stati gli unici e non sono tutti Burt: Glee ha mostrato anche l’altra faccia della medaglia, con Santana, cheerleader lesbica, che non ha trovato la stessa accettazione di Burt nella nonna, o in Karofsky, giocatore di football gay non dichiarato, che ha avuto non pochi problemi ad accettare se stesso, arrivando a tentare il suicidio, ma c’è sempre un messaggio di speranza.

Molto di questo, che dir si voglia, lo dobbiamo al creatore, o meglio uno dei creatori, della serie, Ryan Murphy che, gay egli stesso e quindi vivendo in prima persona le cose che racconta, ha fatto, soprattutto negli ultimi anni, una missione della sensibilizzazione new-normall-x-largerispetto al tema dell’omosessualità. Proprio in questa stagione televisiva è partita la sua nuova serie, The New Normal, che racconta, con un sorriso, il percorso della surrogazione, e vede protagonisti una coppia di omosessuali e la loro madre surrogata. Ryan Murphy è convinto che la televisione possa avere un ruolo importante nella lotta per i diritti day gay, ma soprattutto per portare dei gay nelle case degli spettatori per farsi conoscere in qualche modo: “E’ stato un momento molto molto buio della nostra storia, e si tratta solo di 4 anni fa. Cosa ha cambiato le cose in 4 anni? entrambi hanno risposto senza esitazione: ‘la Televisione’. Con serie come The New Normal, Modern family e Glee la gente sente di sapere molto di più sulle coppie omosessuali, senti di conoscere gli omosessuali più che mai“- ha detto qualche settimana fa, in occasione del PaleyFest che ha visto protagonisti gli attori di The New Normal.

greys-anatomy-arizona_weddingMa non è finita qui. Molto successo ha riscosso la relazione tra Callie e Arizona in Grey’s Anatomy, anche se recentemente alcuni fan lamentano un diverso trattamento della coppia rispetto alle altre, considerando che non si mostra molto della loro intimità. Nonostante molti siano incontentabili, Grey’s Anatomy sta comunque facendo un ottimo lavoro nella rappresentazione della comunità LGTB. Molto interessante è la costante presenza di personaggi gay in serie tv che raccontano epoche diverse: Game of Thrones, Downtown Abbey,  Spartacus tra le altre, sfatando il mito dei molti che contestando l’omosessualità come una non scelta, affermano che sia un fenomeno moderno dato da una crisi etica e morale diffusa Va menzionata anche Political Animals, che con T.J. ha visto il primo figlio gay di un presidente degli Stati Uniti, andando ad “intaccare” quell’alone di famiglia perfetta tipico della rappresentazione televisiva e cinematografica della famiglia presidenziale.

Quel che è certo è che il successo di queste serie, ed in particolare di serie come Glee e Modern Family, dove i personaggi omosessuali occupano una buona fetta delle storia raccontate, è il segno che il mondo sta cambiando in una direzioni di completa accettazione e questo si deve anche in buona parte alla televisione. Vedere e vivere in qualche modo questi personaggi, ogni giorno, anche se attraverso i propri schermi, permette alle persone di familiarizzare con qualcosa che non si accetta perché non si conosce. La televisione ed in particolare i telefilm stanno svolgendo un ruolo di propaganda in un certo senso, di sensibilizzazione, strepitoso e questo porta sempre più persone a perorare la causa dei diritti dei gay, agendo anche in prima persona, manifestando nelle piazze, pur non essendo direttamente colpiti dalla discriminazione.

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