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Mob City

Mob City : Recensione dell’episodio 1.05/1.06 – Oxpecker/ Stay Down

Ogni combattente sa che prima o poi ci sarà uno scontro che non può vincere. Bisogna accettare che quel momento arriverà. Lascia che l’arbitro conti fino a dieci. La mia ultima offerta.

Sono queste le ultime battute del famoso mafioso che per anni aveva controllato Los Angeles, gettando le basi per la futura Las Vegas ma senza successo. Siegel, il nemico incontrato in questa prima (e speriamo non ultima) miniserie intitolata Mob City non ci ha mai mostrato il suo vero lato malvagio ma ha preferito rimanere nell’ombra lasciando spazio alla recitazione dei suoi sicari che si sono aggiudicati molta più stima del loro boss che, tutto sommato, non ci ha turbato più di tanto. Mob-City-1.3-RothmanMike, Ned e Sid, i tre scagnozzi di Siegel sono riusciti a colmare il vuoto del loro capo quando questi era in prigione, ognuno facendo giustizia con i propri mezzi; la triade mi ha colpito molto di più di Siegel e penso che se in un futuro questi personaggi si mettessero assieme, creerebbero un’ oligarchia criminale molto pericolosa per la polizia di Los Angeles. Non rimaniamo quindi scandalizzati più di tanto quando Joe, non accettando la resa, trivella la vetrata e il ventre di Siegel di proiettili; la sua fine era inevitabile e questo permette di creare grandi trame per il futuro.

Devo dire la verità, sono rimasto un po’ deluso dal finale di questa miniserie: il fatto di aver proposto il telefilm in tre maxi puntate mi ha un attimo destabilizzato in quanto, in ogni doppio episodio, mi sembrava di assistere ad un acpitolo di un lungo film spezzato in tre atti; il fatto di aver lasciato tutto in sospeso non concludendo nulla (se non la trama Siegel), mi ha lasciato un po’ di amaro in bocca ma poi ho capito che stavo guardando un telefilm e il finale era studiato. La scelta della miniserie è di per sé studiata, per conoscere i personaggi quel tanto che serve e per coinvolgere maggiormente lo spettatore ma penso che, con un finale più conclusivo, qualche punto in più il buon Darabont poteva aggiudicarselo. La trama che all’inizio sembrava complessa si è rivelata essere un po’ troppo classica, termine che caratterizza questo telefilm che non ha Screen-4707702abbassato mai la guardia per quanto riguarda lo stile e l’attendibilità rispetto all’epoca. Questi ultimi due doppi episodi sono pieni di eventi importanti per la struttura del telefilm e per il suo futuro, non ultimo lo scorcio sull’oligarchia criminale che governa la West Coast e l’East Coast, inpersonificata da Meyer (il terzo criminale nell’assalto ai furgoni di liquori nella prima puntata e personaggio presente anche in Boardwalk Empire) che, facendo le veci dell’impero mafioso, riferisce a Siegel che la sua epoca è finita. Se da una parte la polizia cerca in tutti i modi di tappare le faide all’interno del suo dipartimento, dall’altro l’impero mafioso dilaga per ingegno e furbizia mettendo i nostri protagonisti alle strette. Sarei stato molto più contento quindi se il telefilm fosse stato visto dagli occhi dei mafiosi portandoci quindi a tifare (come nel caso del personaggio Dexter) per i cattivi che in questo telefilm ci hanno affascinato più dei fiacchi poliziotti.

Joe non è riuscito a incantarci con la sua lotta tra il bene e il male (a qualcuno ricorda Luke Skywalker?) mentre chi a parer mio si meritava il titolo di protagonista era Sid, il personaggio più astuto di questa miniserie. All’inizio di questo episodio, Sid mette alle strette Joe costringendolo a dirgli il luogo dove è rifugiato Frank (l’aiuto cuoco) tra pestaggi crudeli e ricatti verso Jasmine. Quando però Sid viene a sapere che i suoi uomini gli hanno risparmiato la fatica, riesce a scagionarsi della morte di Frank portando addirittura Joe a perdere la fiducia dei suoi collaboratori che pensano sia la spia del Mob-City-1X06-3dipartimento. La scena della morte di Frank è piena di suspance e di proiettili; fino all’ultimo ho sperato che il buon vecchio Frank riuscisse a salvarsi. La mafia riesce a vincere quindi il primo match ma il capo della polizia Parker riorganizza i ranghi, creando addirittura una sezione segreta della polizia per controllare dall’interno il dipartimento, chiamata appunto Affari Interni. Affiancato da Ned che riveste il titolo di Riparatore (come il Mr Wolf di Pulp Fiction) e da Mickey Cohen che prenderà il posto di Siegel, Sid si guadagnerà di sicuro un ruolo maggiore nel futuro del telefilm e non so voi, ma io sono curioso di vedere il loro rientro in scena per mettere in scacco la lotta al crimine. Joe dovrà fare i conti con le sue ferite che per tutto il doppio episodio continuano a sanguinare, grazie anche agli schiaffi di Jasmine che decide di tirarsene fuori scappando a San Francisco. La presenza di Jasmine all’interno del telefilm è stata solo una spina nel fianco per il detective che, per paura di perdere la sua ex moglie si getta in un atto estremo. Non accogliendo l’ultima offerta di Siegel, Joe indossa il capello grigio e decide di alzare la voce trivellando la sua casa e segnando, per una volta, una vittoria per i cappelli bianchi. La scena della morte del boss della mafia è gestita in maniera fantastica; tra un proiettile e un sospiro, Siegel esala il suo ultimo respiro tra gli sguardi increduli dei suoi compagni che avevano già recuperato le foto che potevano inchiodare il loro capo.

Insomma, Siegel non ha fatto bene i suoi conti e ora tocca al buon Mickey ristabilire l’ordine malavitoso di Los Angeles con Meyer che sembra addirittura Mob-City-1X06-2disponibile ad aiutarlo per trovare l’assassino di Siegel. Mob City si chiude lasciandoci molti dubbi ma senza nessun rancore; lo stile di queste tre settimane è stato infallibile e distinto e tra una raffica di proiettile e una canzone jazz non possiamo far altro che calcarci un cappello grigio in testa, attendendo la prossima stagione per vedere da che parte penderà l’ago della bilancia di Los Angeles.

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