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Mistresses: Recensione dell’episodio 1.01 – Pilot

Ci provi, fallisci. Ci provi, fallisci. Ma il vero fallimento è quando smetti di tentare.

Pare che l’ABC abbia preso alla lettera le parole della veggente della Casa dei Fantasmi, tentando per una seconda volta il remake della serie inglese ‘Amanti’. La prima se l’era infatti aggiudicata Lifetime, la cui storia era stata scritta ed interpretata da Holly Marie Combs, ma la cui produzione si era bloccata al pilot. Stavolta la protagonista è l’ex sorellina della Combs, Alyssa Milano, che speriamo abbia miglior fortuna. Dopo questo doveroso background, passiamo alla serie.

Raramente un pilot fiacco è sinonimo di una serie di successo. Capita, sicuramente, ma non è la regola generale. Malgrado un cast di tutto rispetto, purtroppo, il primo episodio di Mistresses mi ha lasciato notevolmente interdetta. La storia in sé è anche interessante, non fraintendetemi, con un giusto mix di ‘Desperate Housewives’ e ‘Sex and the City’, ma continua a mancare quella scintilla che rende un telefilm non solo buono ma ottimo. Spero, comunque, che sia soltanto un caso e che gli ingranaggi inizino a girare meglio nelle prossime puntate.

La serie ruota intorno a quattro amiche, alle prese con le rispettive vite e relazioni sentimentali.

misstress_2Alyssa Milano – Savannah ‘Savi’ Davis

Dopo un lungo periodo di assenza, è sempre un piacere rivedere Alyssa sullo schermo. Malgrado abbia messo su qualche chiletto dai tempi di ‘Streghe’, resta un’attrice straordinaria. In questo caso, presta il volto ad un avvocato di successo, che tuttavia ha dei problemi con il marito, dal momento che quest’ultimo è poco fertile e dunque non in grado di metterla incinta. Si contrappone, in questo caso, la determinazione e la forza dell’avvocato con la fragilità e la sensibilità di donna, messa davanti alla difficile condizione di una gravidanza non raggiunta. Per fortuna c’è il suo collega in ufficio a tenerle compagnia. Dopo un paio di flirt neanche troppo velati, infatti, i due finiscono con il cedere alla reciproca passione. Un po’ scontato, forse, per una donna con problemi coniugali cercare conforto tra le braccia di un collega, ma lasciamogliela passare per buona – solo stavolta, però! Savi mi sembra una donna forte ma, sotto sotto, molto fragile. Non nega mai il proprio aiuto alle persone a cui vuole bene – le sue amiche o sua sorella, in questo caso – ma si rende anche conto di quali sono i suoi limiti. Nel litigio con il marito, quando i sentimenti hanno il sopravvento, non ho potuto fare a meno di sentirmi molto vicina a lei.

Voto per episodio: 8-

misstress_3Rochelle Aytes – April Malloy

Per ora c’è poco o niente da dire su April. Sappiamo che ha perso il marito e che pensa di ricevere chiamate dal suo fantasma. Per fortuna della sua salute mentale, si scopre che a chiamare non era altri che l’amante del marito, rimasta incinta poco prima della sua morte. La poverina, quindi, si trova a gestire una relazione extra coniugale del marito morto, terminata con un bel pargoletto. Non ho mai avuto modo di apprezzare la Aytes prima di questo sceneggiato e, per ora, a parte un bel visino non riesco a scorgere dello spessore sotto la superficie. E’ bella, probabilmente anche talentuosa, ma la sua storia deve ancora acquisire un certo sapore, perché io possa pronunciarmi per davvero sul suo conto. Aspettiamo.

Voto per episodio: 5 ½

misstress_4Yunjin Kim – Karen Rhodes

La Kim mi era particolarmente simpatica in Lost e, adesso, non posso dire di aver abbandonato la visione idilliaca che conservo nei suoi riguardi. Certo è che, stavolta, il personaggio che deve affrontare è molto più complesso di una semplice naufraga. Qui veste i panni di una psicologa, che intraprende una relazione – si, extra coniugale, non c’è bisogna di sottolinearlo – con un proprio paziente, malato di cancro e in procinto di morire. La richiesta da parte di un fascinoso Josh Schneider è quella di aiutarlo, nel momento in cui sarà il momento, a morire in maniera dignitosa. Dopo una simile richiesta, mi aspettavo molta più enfasi sul discorso dell’eutanasia che, puntualmente, è mancato. Naturalmente la serie è ancora lunga e possiamo ancora sperare, almeno in parte, che molti topic centrali tornino a essere riesaminati. Dopo la morte del suo paziente e amante, Karen trova letteralmente alla propria porta il figlio di lui che, oltre ad essere ossessionato dalla relazione che suo padre aveva con una donna a lui sconosciuta, ha un’infatuazione per la dottoressa stessa. Questa, molto più delle storyline delle altre protagoniste, promette scintille.

Voto per episodio: 7+

misstress_5Jess Macallan – Josslyn Carver

In un gruppo di una psicologa, un avvocato e una casalinga, non poteva mancare la bellezza mozzafiato, un po’ moralista un po’ troietta. La sorella minore di Savi, in questo caso, è una donna che ha una carriera nell’ambito immobiliare – probabilmente ottenuta grazie alla sua relazione con il capo – e che si trova senza una casa e quindi costretta a trasferirsi dalla sorella. In questo episodio deve trovare una casa per una coppia di lesbiche molto esigenti. Tra le due, in cui una ha un lavoro fisso e l’altra fa la mantenuta, si trova subito attratta dalla seconda. Solo io credo che la cosa sfocerà nell’ennesima relazione extra coniugale? Avanti, è chiaro come il sole! La recitazione, quando hai belle gambe e un bel visino, non sempre è requisito fondamentale per avere successo. Nel caso di Josslyn credo che ci sia ancora molto da vedere della sua personalità e delle sfumature del suo personaggio, e proprio per questo le concedo una sufficienza, almeno per stavolta.

Voto per episodio: 6

Diciamo, quindi, che il telefilm parte non benissimo ma con tanta buona volontà, supportata da un ottimo cast e da una serie originale piuttosto seguita e amata. Aspettiamo dunque l’evolversi delle singole storie e della trama, incrociando le dita perché Alyssa Milano rimanga sul piccolo schermo il più a lungo possibile.

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