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Mistresses: Recensione della Prima Stagione.

Non è mai facile iniziare una nuova serie, soprattutto se si tratta di una nuova serie, che è per giunta un remake. Sia che ci piaccia, sia che la si detesti, alla fine, si resta sorpresi in entrambi i casi. Perché la speranza e l’incertezza finiscono con il fondersi in un binomio intrigante e quanto mai affascinante.

La base di partenza è un drama, con molto drama e poco altro, in cui la vita sentimentale di quattro donne si intreccia con le problematiche di tutto il gruppo, in cui la vita di una finisce con l’influenzare quella delle altre. Non so nulla della serie originale, devo ammetterlo, ma se devo concentrarmi solo su questo remake americano… un sette è più che guadagnato. Certo, si tratta di guardare in uno specchio un po’ deformato ‘Desperate Housewives’ ma un cast forte e una storia, tra alti e bassi, coinvolgente, ha reso questo telefilm degno di rientrare nella scaletta estiva, lo ammetto.

ALYSSA MILANOCome ho già accennato, la storia si concentra su quattro amiche (e nessun paio di jeans): Savi, la sorella Joss, Karen e la dottoressa Kim. Savi si presenta inizialmente come la donna perfetta: una carriera invidiabile, un marito invidiabile, delle scarpe e dei vestiti da sogno. Purtroppo si rivela essere una fragile facciata, in procinto di frantumarsi in mille pezzi. Dopo aver tradito il marito con un collega, scopre di essere incinta, insicura su chi sia l’effettivo padre. Tra alti e bassi finisce in un letto d’ospedale – nulla a che fare con il parto, tranquilli! – e con una scelta difficile da fare: Dom o Harry? Da lungo tempo aspettavo il ritorno di Alyssa Milano sulle scene. Dopo Streghe non ha avuto la possibilità di avere un ruolo degno della sua bravura e sono stata più che entusiasta di rivederla. Certo è che, a parte il fatto che si è sgonfiata dalla prima all’ultima puntata di un paio di chili, la sua recitazione è stata impeccabile. Frizzante, seria ma anche attiva parte di una storia difficile da gestire, direi che ha saputo destreggiarsi bene, anche senza l’aiuto di poteri magici o premonizioni!

Mistresses_4La sorella Joss, a mio parere, è stata quella maggiormente stereotipata, nello show. Da ragazza incapace di avere una relazione sentimentale duratura, è passata all’essere lesbica – proprio per poter avere una relazione degna di questo nome – solo per tradire la propria compagna con il capo (uomo) che odiava a morte. E’ inoltre stata il ‘Cupido fallito’ del matrimonio della sorella, sempre in giro a cercare di riappacificare Savi con Harry. Non fraintendetemi, non ho nulla contro Jes Macallan, la trovo una bellissima donna e un’attrice mediamente capace, è solo che ho trovato le situazioni tanto banali e le reazioni tanto prevedibili da non essere stata in grado di guardare a lei e tutto ciò che le succedeva senza ironia e un giudizio davvero poco lusinghiero. Non si smette di andare a letto con gli uomini dalla mattina alla sera (almeno credo!) e di certo non si diventa santi in meno di 24 ore. Sono sicura che Joss abbia solo bisogno di avere una storia forte in cui impegnarsi – e non solo emotivamente parlando – e da lì dimostrare di essere, sullo schermo, un’attrice eccellente. Non si è ancora vista questa parte di lei ma, di sicuro, il suo visino imbronciato non smetterà tanto presto di perseguitarmi.

YUNJIN KIMYunjin Kim, che alcuni ricorderanno dai tempi d’oro di Lost, qui presta il volto ad una psicologa, coinvolta in una relazione con un paziente, che poi muore. Da lì, dopo che la moglie scopre la relazione e la denuncia, la dottoressa ha la brillante idea di andare a letto con il figlio del suddetto uomo. Figlio che, per giunta, testimonia contro di lei, appoggiando la storia della madre. La stessa madre che tenta di uccidere la dottoressa Kim con una pistola, ma viene interrotta da Sam, il figlio, e finisce con lo sparare a… (prende fiato) non si sa chi. Si, perché pare che gli autori abbiano ritenuto opportuno lasciarci in trepidante attesa (gli piacerebbe) di scoprire chi sia stato il povero sfortunato finito nel mirino della bionda pazza. Io punto su Sam, ma le scommesse sono aperte, gente! Secondo voi, chi è stato lo sfortunato, questa volta?

Mistresses_5Ultima (e meno importante) April (Rochelle Aytes). La cara imprenditrice – di un negozio che, dopo un’intera stagione, devo ancora capire se vende caffè o cuscini e mobili – inizia una relazione morbosa (no, niente 50 sfumature: si fa così, per dire!) con il padre di una compagna di scuola della figlia. Si, perché lei è vedova, o meglio lo è per finta. Scopre infatti di avere un marito finto-morto che ha vissuto negli ultimi anni con la sua amante-(non morta) che da lui ha avuto un figlio (anche lui vivo e vegeto). Una allegra famiglia felice, insomma, che tuttavia bussa alla porta di April per chiedere soldi. Pare che non ci sia la cassa integrazione per quelli che si fingono morti, in America. Forse dovrebbero trasferirsi qui: in Italia la gente morta riceve anche la pensione! Ma concentriamoci su April. Insomma, marito morto e tutto, alla fine rimane da sola, perché lascia Richard (il papà dell’amichetta della figlia, per intenderci) e manda via l’ex marito vivo. Morale della storia? Non so, onestamente, se ce ne sia una. Fatto sta che la storia di April è stata tanto inverosimile da aver reso ancor più inverosimili le sue reazioni. La verità? E’ stata forse un’interpretazione peggiore di quella di Joss. Speriamo che la seconda stagione la metta in una luce migliore. Chissà che non riesca a sorprenderci.

Un voto definitivo? Come ho detto un sette mi sembra appropriato.

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