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Recensioni Serie Tv

Misfits – Seconda stagione

Io ci ho pensato, giuro, ci ho pensato seriamente, ma capire quale sia il genere di misfits è davvero complicato.

É un teen? Bè, formalmente i protagonisti sono adolescenti, sono incasinati, sessualmente attivi (pure molto…) quindi sì, è un teen, ma non ci sono prom, non cisono cheerleader, non ci sono highschool, ne genitori che si ingroppano l’un l’altro… quindi non è propriamente un teen, per lo meno non uno di stampo classico.

É un fantasy? Uno sci-fi? Bè, i ragazzi hanno acquisito particolari abilità dopo lo strano temporale del pilot e da allora, un po’ come supereroi Marvel, sono chi in grado di tornare indietro nel tempo (ma no, Hiro non c’entra una mazza), chi capace di leggere i pensieri altrui, chi in grado di rendersi invisibile, chi capace di scatenare la libido estrema, chi, addirittura, è diventato immortale. Però non indossano nè intendono indossare costumini e calzemaglia e soprattutto non glie ne può fregare di meno di salvare il mondo. Questi supereroi adolescenti sono egoisti, usano i superpoteri per pararsi il culo dopo aver fatto qualche cavolata, e bivaccano ai margini della vita, sopravvivendo più che vivendo.

É un drama? Bè, certo, in sei puntate si seminano cadaveri, si ha la visione di una società inglese un po’ spenta e malata, di sobborghi e vite ai margini, i protagonisti sono tutti ragazzi che devono svolgere servizi sociali perchè hanno combinato qualche casino in precedenza e la società li sta punendo (o rieducando) per questo. Ma questo è il contorno, non è mai il centro della storia. I ragazzi non incolpano ciò che li circonda e non hanno nessunissima intenzione di cambiare (nè quelli attorno a loro intendono cambiarli, per quel che può valere) quindi se il drama è la proposizione di un problema ma anche il tentativo di risolverlo… sì, Misfits è un drama ma… no, Misfits non è un drama.

É una serie british? Sì, assolutamente, dalla parlata a volte incomprensibile nonostante i sottotitoli, fino a quell’umorismo corrosivo, passando per la perfetta scrittura delle puntate, il ritmo preciso di chi sa dove vuole andare a parare ed è ben consapevole di come fare, le gite al pub, la musica (bella musica, davvero)… insomma, tutto grida “Long live the queen”, e da appassionata di serie inglesi, che ne riconosce l’assoluta superiorità rispetto alla serialità americana così spesso standardizzata (ahinoi…) non posso che essere felice che l’unica vera classificazione di misfits sia questa.

Cos’è Misfits? Misfits è british.

Un piccolo capolavoro, nato come guilty plasure e diventato invece qualcosa di più, è corrosivo, è “sesso, droga, e altro sesso” , è tanta truzzagine (meravigliosa truzzagine!), ed è Nathan, incredibile protagonista antietico, antimorale, il classico ragazzo che non vorresti mai vedere accanto a tua figlia, non perchè è cattivo ragazzo da giubotto di pelle nera e qualche canna nella tasca dei jeans, no, Nathan è di più, un incosciente guidato dall’egoismo e dai suoi sempre presenti istinti sessuali.

Misfits è quello che Hereos avrebbe potuto essere se fosse stato un telefilm figo, con i superpoteri presi un po’ sul serio ma anche no, con dei giovani che sono cattivi, opportunisti, egoisti, menefreghisti, inaffidabili e pure assassini. Misfits è la serie che dovete vedere, da mettere rigorosamente in cima alla lista delle vostre imminenti visioni telefilmiche.

Episode 1
Il misterioso uomo incapucciato che aveva salvato i nostri eroi nel finale della prima stagione ritorna, per avvisare Kelly di andare alla tomba di Nathan. Lì Kelly percepisce i pensieri di Nathan mentre è in alte faccende affacendato, quindi capisce che è ancora vivo e il gruppetto di amici per caso lo dissotterra riportandolo alla vita. Viene anche scoperto il cadavere della probation worker (Sally) uccisa da Simon, e i ragazzi decidono di disfarsene gettandola via. Caso della settimana. Lucy, l’amica di Simon, è una shapesfter che dopo aver disseminato guai e incomprensioni nel gruppo, prendendo di volta in volta le sembianze di uno dei ragazzi, minaccia di rivelare alla polizia che Simon ha ucciso Sally, ma alla fine si risolve tutto in un nulla di fatto e il gruppo rimane integro e lontano dalla galera.

Quote of the week
Nathan “Can we please stop killing our probation workers?”

Episodio 2
Dal nulla spunta fuori il fratellastro di Nathan, Jamie. Il rapporto tra i due ingrana immediatamente, soprattutto grazie al comune risentimento verso un padre assente, fino a che, in maniera del tutto accidentale e sfortunata, Jamie non muore in un incendio provocato da alcune pillole che hanno lo strano effetto di invertire i poteri di tutti (e che, per esempio, fanno finire Curtis nel futuro dove viene baciato da una sconosciuta). Scopriamo anche che parte del potere di Nathan consiste nel vedere fantasmi (“vedo le persone morte”…) e così lui, ignaro, accompagna il defunto fratellastro a un confronto finale con il padre. Una volta qui, però, si rende conto di cosa sia veramente successo e grazie alla mediazione del fantasma di Jamie riesce a superare almeno parzialmente il risentimento verso il genitore.
Nel frattempo Simon segue l’uomo incappucciato fino a un appartamento che si scopre essere l’appartamento della misteriosa ragazza ha baciato Curtis nella sua visione del futuro.

Quote of the week
Nathan “Yeah, ok. I’ve always wanted a brother”

 


Episodio 3

Puntata dedicata all’amore, con un tatuatore che per vendicarsi di Nathan lo costringe, con i suoi poteri, a innamorarsi di Simon; Curtis, che tenta senza successo di provarvi con Nikki (la donna del tetto) e Alisha, che scopre che l’uomo incapucciato altri non è che Simon, proveniente dal futuro, e che i due nel futuro hanno una storia.

Quote of the week
Kelly “You can’t make people gay just because they’re dickheads.”

 

 

Episodio 4
Al gruppo si aggiunge Ollie, un ragazzo che ha la capacità di teletrasportarsi. Ollie muore, prestissimo nella puntata, e il suo cuore viene trapiantato a un’ignara Nikki che non solo sopravvive ma acquisisce anche il suo potere e questo la fa legare con i membri del gruppo (e concede a Curtis l’occasione della vita per farsi avanti con lei). Nel frattempo gli altri vengono braccati da Tim, che crede di vivere all’interno di un videogioco, che prima minaccia diversi di loro, poi tenta di ucciderli fino a che il Simon del futuro non interviene e, per salvare Alisha, muore al posto suo.

Quote of the week
Alisha “He just got shot in the face and you’re insulting him.”
Nathan “He made an obscene gesture, I don’t care if he’s dead, there’s no excuse for rudeness.”

 

Episodio 5
Un padre possessivo e iperprotettivo uccide tutti i ragazzi che ci provano con sua figlia Jessica e nel suo mirino finiscono prima Nathan e poi Simon (che proprio con Jessica perde la sua verginità). Nel frattempo Curtis vive il suo flashfoward avuto ai tempi delle pasticche, Kelly incontra e fa sesso con un gorilla diventato uomo grazie alla tempesta, e Alisha comincia ad essere gelosa di quel Simon che era suo e sarà suo, ma non può esserlo nel presente.

Quote of the week
Simon “Jessica isn’t a psychopathic killer. She’s a virgin.”

Nathan “I knew there was somthing wrong”

 

Episodio 6
Dopo che Brian, insoddisfatto e represso barista di un centro commerciale, rivela al mondo i propri poteri (può controllare i latticini e l’ha chiamato, con tanta fantasia, lactocinesi), snche il gruppo dei nostri supereroi decide fare lo stesso. Presto si ritrovano circondati da fama, televisioni, giornalisti, e Nathan ha addirittura uno speciale tutto suo in televisione dove si uccide in diretta e resuscita. Ma ovviamente la comparsa dei nostri finisce per togliere Brian dal centro dell’attenzione e il ragazzo non la prende bene tanto da cominciare a seminare cadaveri un po’ dovunque. A salvarsi è solo Curtis, intollerante al lattosio, che torna indietro nel tempo e impedisce a Brian di rivelarsi al mondo. A questo punto non resta che la scena finale, con i ragazzi che concludono il loro periodo di servizi sociali e se ne vanno, senza aspettative concrete, al pub a bere.

Quote of the week
Kelly “That has to be the shitest powaaah, evaaah”


Episodio 7 – Christmas Special
(e che sia uno speciale di Natale lo si capisce dal fatto che per tutta la puntata Nathan se ne va in giro con un vestito da babbo natale…)
A tre mesi dall’ultimo episodio i nostri eroi sono sempre assieme, accumunati da un’amicizia che nel corso della seconda stagione è diventata reale. A pochi giorni dal Natale scoprono che un uomo acquista i poteri in cambio di soldi e decidono di venderli. I poteri, però, sono a loro volta rivenduti e finiscono nelle mani di un sedicente Gesù che li usa per i propri scopi e che, indirettamente, finisce per causare la morte di Nikki. I ragazzi decidono allora di recuperare i poteri e l’episodio si conclude con la possibilità che i poteri recuperati non siano esattamente i loro, ma che abbiano scelto di possedere nuove capacità.

Quote of the week
Alisha “Where are you going?”
Simon “I’m gonna kill Jesus”

 

Riassunti a parte la forza di questo telefilm sta nella scrittura e nei personaggi (Nathan in primis, tant’è vero che tre quarti delle sue battute sarebbero perfette per diventare citazioni a sè). Questi ragazzi sono molto più reali, pur nel loro essere estremi, di quanto siano i personaggi che si aggirano per i licei americani, e in questo senso aiuta, decisamente, anche una recitazione convincente.
Punto positivo anche la fotografia che non solo rende benissimo il grigio inglese, ma evidenzia in maniera incredibile i ragazzi che indossano la tuta arancione (e in effetti diquesta costante visuale ho sentito un po’ la mancanza durante l’ultima puntata) che finisce per essere un credibile sostituto a calzamaglia e mantello che di solito indossano i supereroi.
Elemento finale che mi permette di dare a questa stagione un bel  five by five (cit), in barba anche ai piccoli demeriti che comunque ci sono (vedi i personaggi di Curtis e Alisha che rimangono marginali e poco interessanti rispetto agli altri tre) è la mancanza di morale, classica o moderna che sia, nei personaggi e nelle storie. Perchè anche quando c’è la tentazione di cadere nell’ovvio buonismo (e la puntata di natale è una trappola per questo genere di cose) Misfits si risolleva immediatamente facendo combattere a Nathan una disgustosa (ed esilarante) lotta contro una placenta aliena pochi istanti dopo un quadretto presepiale con tanto di canzoncina cantata da tutti i suoi compari.

Appunto sul finale: ho apprezzato la conclusione del sesto episodio (fine canonica della stagione) che a mio parere era più definitiva e corretta del finale dello speciale di Natale dove, invece, rimangono in sospeso un paio di questioni riguardo i poteri. Fortunatamente già sappiamo che ci sarà una terza stagione e quindi che le domande aperte troveranno risposta.

Voto generale alla stagione: cinque su cinque, assolutamente da vedere, per ridere e disgustarsi allo stesso tempo, ma anche per convincersi, devinitivamente, che “british do it better”.

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