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Misfits

Misfits: Recensione dell’episodio 5.05 – Episode Five

Ormai mancano tre miseri episodi alla fine di Misfits, serie che è stata iconica nei suoi primi due anni di vita, per poi andare via via scemando fino ad essere derubricata a passatempo, con qualche spunto ancora divertente soprattutto grazie alle invenzioni di Rudy e alla bravura di Gilgun.

MISFITS Series 5 - EPISODE 5Dicevamo, appunto, mancano solo tre episodi al series finale e non si intravede nemmeno lontanamente un arco narrativo che possa portare a qualcosa di diverso da un finale rabberciato. Certo, c’è la storia del maglione, ma ci dedicano un minuto ad episodio, verso la fine abitualmente, in cui sembra che ci vogliano ricordare “ehi, ragazzi, c’è una trama orizzontale, ve lo stiamo dicendo, ve l’abbiamo detto”. Poca roba insomma, dispersa in un mare di storie a sé stanti che iniziano e finiscono nel giro dei classici quaranta minuti e che a volte sconfinano nella metafora (a caratteri cubitali e con led luminosi che indicano che è una metafora) banale e melensa.

Forse esagero, ci sono un altro paio di accenni di linea narrativa costante: Alex-from-the-bar (grazie Finn che lo ha richiamato così, sentivo la mancanza del nome, oltretutto se l’è salvato così pure sul cellulare) toglie un potere a gente a caso ad episodio facendo sesso, lasciandoci col terrore che l’intera faccenda dei poteri si possa risolvere con una lunga sequenza di trombate coniglio-style e c’è la nascente love story tra Rudy e Jess, che effettivamente occupa un po’ più di screentime rispetto alle altre due.

Già nell’ultimo episodio che ho recensito (il terzo di questa stagione) mi ero espresso con molta perplessità su questa storia. Un po’ perché questo piccolo clone di wannabe-Alisha non mi ha mai detto molto, un po’ perché questo interesse è uscito così dal nulla e con un cambiamento radicale delle caratteristiche del personaggio, a dire il vero non molto ben definite, un po’ perché non vedo nessuna utilità nello sviluppare un arco narrativo simile nel poco tempo rimasto. MISFITS Series 5 - EPISODE 5Devo dire però che questa storia ha comunque il minimo pregio di lasciarsi guardare e non far addormentare nel corso della visione, principalmente perché porta il personaggio di Rudy su un terreno a lui estraneo ed è piacevole, non ben fatto, ma piacevole, vedere come si comporta e certe situazioni gli danno il gancio per uscirsene con sketch o battute che alcune volte sono anche divertenti.

Quello che però un po’ si è perso è il rapporto Rudy 1 – Rudy 2 che probabilmente negli ultimi tempi era la parte migliore dello show, sia per la bravura di Gilgun nel cambiare registro recitativo, sia per le simpatiche scenette che ci regalavano, sia perfino per l’interessante tema, questa volta affrontato con una metaforicità meno pacchiana, dell’accettazione dei diversi lati di se stessi e sulle diverse visioni, volutamente esagerate, delle stesse situazioni, una goliardica e spensierata, l’altra più introversa e riflessiva. Purtroppo ora, invece, Rudy 2, dopo essere stato protagonista dell’episodio precedente, viene relegato a “mistery box” ossia l’uomo che sta seguendo la linea narrativa misteriosa, riducendone il tempo sullo schermo e  separandolo anche narrativamente dalla sua controparte guascona.

MISFITS Series 5 - EPISODE 5Resta poi la trama verticale di questo episodio che, come dicevo in apertura, è la metafora banale e melensa. Questi giovani d’oggi che si precludono la vita reale e si rinchiudono in stanze virtuali, usando la rete come barriera emotiva e preferendo la falsa vita del computer alla vera vita della strada che farà anche male ma quanto è bella. Oltre alla banale e stupida generalizzazione e alla morale da Libro Cuore attualizzato (cose che nel Misfits originale non giravano nemmeno a venti miglia dalle idee di narrazione), la pecca peggiore di tutto ciò è che per rappresentare questo concetto lo hanno proprio reso fisico e narrato tale quale all’idea che ne sta alla base, realizzando non più una metafora, ma uno spiegone noioso dell’idea stessa.

Tante pecche che denotano una scrittura abbastanza sciatta. Tant’è, siamo a tre dalla fine e ora non ci resta che vedere come va a finire, continuando a sorridere con Rudy e ad annoiarsi col resto.

P.S.  Mi sbaglierò, ma la foto di cover non è altro che il maglione che la vecchia indovina aveva fatto alla fine dello scorso episodio, bruciando così in 40 minuti un colpo di scena che non era altro che un red herring

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