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Le migliori serie tv 2021: le 10 serie tv da recuperare

Lo ripetiamo ogni anno tanto che ormai è una tradizione. E le tradizioni vanno rispettate per cui riscriviamolo anche stavolta. Non ha molto senso stilare una classifica delle migliori serie tv del 2021 perché, aldilà di parametri oggettivi, il voto finale non può prescindere dal gradimento soggettivo.

Anzi, ne è talmente influenzato che ogni lettore potrà scrivere una sua personale top 10 che sarà diversissima da quella di un altro. E tutti e due avranno pienamente ragione. L’unica cosa che si può comunque provare a fare è stilare una lista (in ordine imparzialmente alfabetico) delle serie del 2021 che ognuno dovrebbe aver visto.

Se non l’ha fatto, ci sono ancora abbastanza giorni di vacanza per recuperare.

Best of 2021: le serie tv da recuperare - Arcane
Migliori serie tv 2021 – Arcane (credits: Netflix)

1. Arcane (Netflix)

Da molti punti di vista, la serie rivelazione dell’anno. Talmente sorprendente da rendere condivisibile l’opinione entusiasta di chi arriverebbe a posizionarla addirittura al primo posto di una virtuale classifica del meglio della serialità 2021. Onore che raramente spetta ad una serie animata e per di più tratta da un videogioco.

Prodotta da Riot Games, realizzata dallo studio di animazione francese Fortiche Production e distribuita da Netflix, Arcane è ambientata nell’universo di Runeterra dove si muovono i protagonisti di League of Legends, saga videludica che coinvolge milioni di giocatori online. Sebbene i personaggi principali siano tratti dal gioco stesso, Arcane è perfettamente fruibile anche da chi non ha mai neanche cliccato download sul sito del gioco. Merito di una precisa scelta degli autori che hanno voluto costruire i personaggi della serie partendo da zero (aspetto esteriore a parte).

Ciò che stupisce in Arcane è quanto sia difficile trovare anche un solo difetto. Tutto è realizzato con una cura assoluta che coinvolge ogni aspetto della produzione. Dall’animazione al doppiaggio. Dalla scrittura della storia alla caratterizzazione dei personaggi. Dai dettagli dei combattimenti alla scelta della colonna sonora. L’uso combinato di disegno a mano e CGI esalta gli scenari delle due città di Piltover e Zaun esaltate da una fotografia che adatta le tonalità di luci e colori. Il character design scolpisce volti e corpi come emergessero dalla roccia viva in modo quasi michelangiolesco.

A donare forza alla serie è soprattutto il realismo dei suoi protagonisti. Caratteri tridimensionali animati da passioni profonde e sentimenti veritieri, capaci di amare e odiare, di cadere e rialzarsi, di sbagliare e correggersi. Un modo efficace di andare oltre la manichea divisione in buoni e cattivi.

Violet e Jinx, Kate e Silco, Jayce e Victor, Mel e Ekko creano un circo delle meraviglie da cui è impossibile non lasciarsi coinvolgere. Tanto da far iniziare il conto alla rovescia per la già confermata seconda stagione.

Best of 2021: le serie tv da recuperare - Blanca
Migliori serie tv 2021- Blanca (credits: Rai Fiction)

2. Blanca (Rai 1)

L’esterofilia è indubbiamente una malattia comune a molta critica (e chi scrive non ne è immune). A favorire l’infezione ha, comunque, contribuito l’incapacità della tv italiana di comprendere la differenza non trascurabile tra i concetti di fiction e tv series.

Fortunatamente, in anni recenti, questa accusa comincia ad essere meno motivata perché sempre più sono i progressi nella direzione giusta. Si potrebbero citare la serie evento Anna di Niccolò Ammaniti per Sky Atlantic e il finale lungamente atteso di Gomorra con Salvatore Esposito e Marco D’Amore. O anche gli esperimenti con alterne fortune targati Netflix come la gradevole Generazione 56k, in collaborazione con i The Jackal, e la deludente Zero dal romanzo di Antonio Dikele Distefano. Titoli che meritano sicuramente attenzione. Sono, tuttavia, meno indicativi di un trend quanto può esserlo quello di un prodotto della tv generalista per eccellenza come è Rai 1.

Ed è per questo che preferiamo citare, invece, Blanca, trasmessa proprio dalla rete ammiraglia del servizio pubblico. Tratta dai romanzi di Patrizia Rinaldi, la serie riesce a coniugare gli aspetti tradizionali della fiction italiana con una serie di innovazioni sia formali che sostanziali.

La storia ha le tinte note di un crime a episodi dove la componente investigativa si mischia con le tinte rosa delle schermaglie amorose della protagonista indecisa tra due contendenti. Da premiare è il diverso approccio alla disabilità della protagonista che non viene trattata come un modo low cost per attirare le simpatie del pubblico. Al contrario diventa parte integrante del personaggio ed elemento caratterizzante della trama. Inoltre, spinge gli autori a ricercare soluzioni visive innovative come la stanza nera e l’uso dell’olofonia, un particolare modo di ripresa del suono tramite microfoni che simulano il modo in cui è percepito dall’orecchio umano.

Blanca si avvale della consulenza di Andrea Bocelli per rendere ancora più realistica la descrizione dell’esperienza sonora di un non vedente. Un esempio di come la serialità italiana stia sempre più muovendosi verso una nuova maturità che possa portarla a giocare su campi più internazionali.

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Best of 2021: le serie tv da recuperare - Maid
Migliori serie tv 2021 Maid (credits: Netflix)

3. Maid (Netflix)

Può una serie tv vivere negli occhi della sua protagonista?

Si, se questi occhi sono un mare blu in cui far annegare il mondo intorno. Come quelli di Margaret Qualley in Maid. Tratta dal romanzo autobiografico di Stephanie Land e adattata per Netflix da Molly Smith Metzler, la serie ha per protagonista Alex nei panni di una ragazza che deve affrontare mille piccole enormi sfide quotidiane.

Essere madre attenta nonostante debba abbandonare il marito perché alcolista e violento. Restare una figlia presente per una madre bipolare che non è mai veramente cresciuta. Gestire le insistenti richieste di un padre pentito in cerca di una espiazione che solo lei può concedergli. Fronteggiare una burocrazia impersonale che ha risposte sempre uguali e distanti dalle necessità di domande specifiche.

Barcamenarsi tra difficoltà economiche con rette dell’asilo troppo alte e spese irrimandabili che erodono costantemente il poco denaro guadagnato con tanta fatica. Problemi che si riflettono nello sguardo rassegnato ma fiero di una moderna working class heroine.

Maid è la storia di una ragazza che non si arrende. Una persona che vuole solo essere una buona madre e una donna indipendente. Alex persegue questi obiettivi con determinazione, ma soprattutto senza pretendere che debbano essere raggiunti. Senza cercare o chiedere scorciatoie che rendano tutto più semplice consapevole che nessuno ha scritto che tutto debba essere facile. Pulire case altrui, liberarle del superfluo, restituirle all’ordine diventano metafore involontarie di ciò che con naturalezza fa per la sua vita. Un modo di dire a sé stessa che può farcela comunque. Anche da sola. Affidandosi a quella dignità e quel coraggio che catturano istintivamente lo spettatore.

Maid diventa così il racconto dello straordinario successo che è la conquista della normalità. Perché, alle volte, essere eroi significa non arrendersi finché non si ottiene ciò che ti spetta.

Best of 2021: le serie tv da recuperare - Mare of Easttown
Migliori serie tv 2021- Mare of Easttown (credits: HBO)

4. Mare of Easttown (HBO/Sky Atlantic)

Credere in un personaggio dandogli vita con il massimo dell’autenticità. Rinunciando anche al tanto amato fotoritocco per lasciare che le rughe e i difetti fisici dell’età della sua interprete contribuiscano a dare credibilità alla controparte sullo schermo. Questo è quanto arriva a fare Kate Winslet in Mare of Easttown caricandosi sulle spalle il peso di una serie che si rivela uno dei migliori prodotti di quest’annata. Innalzarsi al di sopra della pantagruelica offerta di prodotti simili che invadono il mercato seriale richiede idee originali e capacità autoriali.

Il regista Craig Zobel, lo sceneggiatore Gavin O’Connor e il creatore della serie Brad Ingelsby ci riescono affidando all’attrice inglese un personaggio imperfetto perché vero. Mare Sheehan è una detective figlia d’arte, ma soprattutto è una donna che cerca di tenere insieme una famiglia complicata nonostante sia lei stessa colpevole di sbagli pesanti in un passato neanche troppo lontano. Le indagini per scoprire l’assassino della giovane Erin e ritrovare la ragazza madre Katie ci mostrano una donna di mezza età che non si vergogna del proprio essere spesso sciatta e trasandata. Una protagonista di un crime solido con colpi di scena inattesi che ha come protagonista un personaggio che non ha per nulla le caratteristiche tipiche dell’eroina televisiva.

Mare of Easttown è una detective story dai ritmi lenti che si svolge in una cittadina anonima della provincia americana tra casette ordinate, fiumi placidi, magazzini dismessi, nastri di asfalto, paesaggi di periferia. Proprio questa ambientazione diventa elemento vitale della storia perché disegna e determina il comportamento di Mare e della comunità con cui si trova a interagire.

Un gruppo di personaggi che ha problemi più quotidiani da affrontare come la crisi economica, la mancanza di lavoro, la tossicodipendenza di ragazzi senza futuro. Situazioni talmente pressanti che l’omicidio su cui Mare deve indagare trova tutti impreparati perché è un qualcosa di talmente alieno da richiedere l’intervento di un osservatore esterno. La serie diventa, quindi, anche uno spaccato di un’America che ha smarrito i suoi sogni e cerca un modo di andare avanti comunque scoprendosi però malata di morbi sconosciuti.

Mare of Easttown finisce per colpire duro nonostante abbia nascosto le sue armi per tutto il tempo. Come fa la realtà che ti presenta il conto solo quando è troppo tardi per rifiutarsi di pagarlo.

Best of 2021: le serie tv da recuperare - Scene da un matrimonio
Migliori serie tv 2021 – Scene da un matrimonio (credits: HBO)

5. Scene da un matrimonio (HBO/Sky Atlantic)

Ci voleva un’abbondante dose di coraggio per andare a confrontarsi con un maestro come Ingmar Bergman. Lo ha trovato Hagai Levi riuscendo a convincere anche Jessica Chastain e Oscar Isaac ad essere i protagonisti di Scene da un matrimonio. Remake dell’omonima opera diretta dal maestro svedese per la tv nel 1973, la serie presenta cinque momenti diversi della fine della relazione tra Jonathan e Mira. Un professore di filosofia capace di riflettere sui problemi dell’uomo e della società, ma incapace di accettare la fine del proprio universo. Un’ambiziosa manager di successo che si costringe a cercare altrove quelle soddisfazioni che in casa non riesce più a trovare.

Jonathan e Mira oggi come Jonah e Marianne ieri. Ruoli invertiti perché a tradire è lei e non lui, ma stessi muri contro cui andare a sbattere. Perché cinquant’anni dopo quasi tutto è cambiato nella società intorno, ma immutata è la sfida che rappresenta ogni matrimonio.

Hagai Levi si era già confrontato con le difficoltà dei rapporti di coppia nella pregevole The Affair, ma la necessità di scrivere una storia che si dipanasse su più stagioni aveva finito per far perdere forza al discorso originale. La compattezza di Scene di un matrimonio, composto da soli cinque episodi, permette, invece, di concentrare tutta l’attenzione sui due protagonisti, sulla loro interiorità, sul modo in cui devono gestire il crollo della vita in comune che avevano costruito. Le interpretazioni intense di Oscar Isaac e Jessica Chastain coinvolgono lo spettatore mostrando ogni crepa dell’animo dei personaggi. Il risultato è un racconto ipnotico da cui è impossibile staccarsi nonostante il dolore sfinente che costringe a vivere.

Funziona anche l’espediente originale che fa iniziare ogni episodio con un lungo piano sequenza che segue gli attori sul set prima che inizino le riprese della scena d’apertura. Un modo per immergere ancora di più chi guarda nel mondo della serie tv. Scene da un matrimonio è la storia di un amore che finisce lasciando dietro di sé le macerie di un rapporto che rinasce su nuove fondamenta. Perché, come già suggerito dal meraviglioso Marriage Story di Noah Baumbach, forse, di eterno c’è solo l’esserci l’uno per l’altra sempre e comunque.

Best of 2021: le serie tv da recuperare - Squid Game
Migliori serie tv 2021 – Squid Game (credits: Netflix)

6. Squid Game (Netflix)

Se il concetto di “migliori serie tv 2021” è sicuramente soggettivo, innegabilmente oggettivo è il titolo di “fenomeno mediatico dell’anno”.

Basta controllare i numeri delle visualizzazioni che hanno spinto la serie in cima alle classifiche di Netflix. O, ancora meglio, la quantità innumerevole di meme online e parodie su ogni medium che ha generato. Oppure, semplicemente, ricordare che c’è stato un periodo in cui era impossibile non sentire parlare ovunque (anche in metropolitana o in autobus) di Squid Game. La serie coreana ha avuto un successo perfino superiore alle più rosee aspettative della stessa Netflix che non si era preoccupata di tradurla in tutte le lingue convinta che sarebbe rimasta un prodotto di nicchia. Invece, la gara all’ultimo sangue per accaparrarsi una fortuna milionaria sopravvivendo alla versione macabra di normalmente innocui giochi da bambini ha appassionato chiunque avesse un qualunque mezzo per vederla.

Paradossalmente gli aspetti più spettacolari di Squid Game sono quasi un danno per la serie. Impediscono, infatti, di accorgersi subito delle tematiche sociali che ne sono il fondamento. La serie, infatti, porta alle estreme conseguenze il discorso che il pluripremiato Parasite di Bong Joon- ho già metteva in cruda evidenza. Non esiste alcuna solidarietà tra persone con gli stessi problemi. Chi sta in fondo alla piramide sociale vuole solo salire il prossimo gradino ad ogni costo. Significasse anche non ritirarsi da un gioco mortale pur sapendo che l’unica vittoria possibile è la rovina di tutti gli altri con cui avresti dovuto sentirti nella stessa barca.

Non importa se sia avidi di potere oltre ogni legalità come il gangster Deok – Su. Enigmatici opportunisti pronti a tutto come l’incontenibile Mi – Nyeo. In cerca di un futuro migliore facendolo pagare ad altri come Sae – Byeok.  Educati per essere la classe dirigente di domani come Sang – Woo. Il vero orrore in Squid Game è il dimostrare come, aldilà di mille differenze, siamo infine tutti uguali. Ma è un’uguaglianza nel peggio.

Squid Game ha imparato la lezione di Parasite e l’ha amplificata fino alle più estreme conseguenze. L’ha trasformata in una violenza fratricida che è alla fine l’unico vero fattore comune. Una verità amara che la serie mostra in tutta la sua terrificante evidenza. La dimostrazione che l’unica uguaglianza possibile è un liberi tutti che conceda ad ognuno di mostrare il peggio di sé.

LEGGI ANCHE: Squid Game: macabri giochi da bambini per una spietata critica alla società degli adulti – La recensione della serie coreana di Netflix

Best of 2021: le serie tv da recuperare - Strappare lungo i bordi
Migliori serie tv 2021 – Strappare lungo i bordi (credits: Netflix)

7. Strappare lungo i bordi (Netflix)

Si potrebbe ripetere quanto scritto sopra per Arcane. Usare di nuovo l’aggettivo sorprendente per la seconda serie animata ad entrare in questa lista di recuperi.

Ma Strappare lungo i bordi è una sorpresa solo per chi non conosce Zerocalcare. Sorprendente sarebbe piuttosto scoprire che c’è chi non sa chi sia Michele Rech. La prima serie animata realizzata per Netflix dal fumettista romano è, quindi, solo una conferma spettacolare di tutto il bene che si è sempre detto e scritto sulle sue qualità. Talmente elevate da farne ormai un (se non il) nome di punta degli autori italiani. La serie riprende, in parte, precedenti prodotti dello stesso Zerocalcare, ma soprattutto porta in scena il suo caratteristico universo a strisce fatto di personaggi e luoghi, modi di dire e riferimenti pop ben noto ai suoi lettori.

Strappare lungo i bordi è un prodotto innegabilmente italiano (anzi, romano), ma è paradossalmente il più adatto per un pubblico internazionale quale è quello di Netflix. Perché i temi affrontati con dissacrante ironia e malinconica serietà sono comuni ad una generazione che, differenze linguistiche a parte, ha spesso gli stessi problemi. La difficoltà di costruire sé stessi in un mondo che cambia più in fretta di quanto ci vuole a capirlo. Le incertezze di chi sa solo che ogni scelta avrà conseguenze imprevedibili il cui peso sente ricadere su sé stesso.

Quel misto di delusione e serenità nel rendersi conto di essere solo un filo d’erba che non può fare la differenza anche quando invece vorrebbe che fosse così. Il tutto affrontato con la leggerezza e l’autoironia di chi non pretende di essere in possesso della verità assoluta. Anzi, di chi sa che di assoluto c’è solo il proprio egoistico desiderio che tutti giustifichino i suoi problemi.

Strappare lungo i bordi scorre via frenetico facendoti ridere per tutta la sua durata prima di abbondarti con tanti pensieri che neanche ti eri accorto di avere ascoltato, ma che ti restano dentro. Perché nessuno sa farti riflettere più di un amico che si maschera da clown per ricordare insieme.

Best of 2021: le serie tv da recuperare - Ted Lasso
Migliori serie tv 2021- Ted Lasso (credits: Apple Tv+)

8. Ted Lasso (Apple Tv+)

Si dice spesso che la seconda stagione sia la più difficile per una serie tv di successo. L’effetto novità è svanito e, al contrario, tutti sono pronti a criticare sia un eccessivo concentrarsi sui punti di forza sia un allontanarsene in cerca di novità che evitino ripetizioni inutili. Il coro di recensioni positive confermato dall’incetta di premi tra Emmy e Golden Globe ponevano Ted Lasso in questa tanto piacevole quanto complessa situazione.

Ce l’avrebbero fatta Jason Sudekis, Brendan Hunt, Brett Goldstein, Bill Lawrence e Joe Kelly ad uscire vittoriosi da questa sfida?

La risposta è un si talmente grosso che non sorprende di ritrovare la serie ancora in vetta alla lista delle nomination nelle categorie comedy. Merito ancora una volta del perfetto matrimonio tra una scrittura intelligente e un cast formidabile. Non a caso tre dei cinque autori sono anche interpreti di quello che si conferma il prodotto più interessante della piattaforma streaming targata Apple (con buona pace del mezzo passo falso che è stato Foundation).

La seconda stagione di Ted Lasso riesce a bissare il successo della prima grazie soprattutto alla capacità di rinnovarsi restando uguale a sé stessa. Immutati restano il tono scanzonato con cui si guarda al mondo del calcio professionistico e la freschezza creativa delle situazioni in cui coach Lasso e il suo team vengono a trovarsi.

Ma la serie sa anche arricchirsi di note agrodolci andando ad esplorare il lato nascosto del suo protagonista dandogli così quella nota dolente che ne completa l’umanità unica. Un lavoro simile viene svolto per ogni personaggio dandogli così la possibilità di andare oltre il mero ruolo di spunto comico fino a diventare un protagonista aggiunto come è il caso di Sam. Lodevole è poi l’attenzione con cui vengono fatti evolvere i caratteri dei volti più in vista come Roy e Keeley, Rebecca e Jamie non avendo paura di giungere ad un finale in cui possono anche cambiare campo di gioco come avviene per Nathan.

L’attento lettore avrà notato come tutte le serie citate in questa lista hanno debuttato in questo 2021. Unica eccezione è proprio Ted Lasso perché è il solo caso in cui confermarsi è più spettacolare dei successi.

Best of 2021: le serie tv da recuperare - The Underground Railroad
Best of 2021: le serie tv da recuperare – The Underground Railroad (credits: Amazon Prime Video)

9. The Underground Railroad (Amazon Prime Video)

Tratta dal romanzo omonimo scritto dal premio Pulitzer Colson Whitehead nel 2016, The Underground Railroad è una serie diretta dal Barry Jenkins premio Oscar per Moonlight. Punto di partenza di entrambi è l’idea di fare della ferrovia sotterranea non un riferimento allegorico, ma un treno vero e proprio su cui la protagonista Cora viaggia nelle viscere oscure degli Stati Uniti in un’ucronia dove i diritti dei neri variano da stato a stato. “Se vuoi vedere cosa è questa nazione, lo dico sempre, devi viaggiare sui binari; guarda fuori mentre la attraversi e troverai il vero volto dell’America si raccomanda con finta bonarietà il primo capostazione. Ma i dieci episodi mostreranno quanto beffardo e ingannevole fosse quella frase. Perché l’unico fattore comune è sempre e solo il razzismo

Violento e crudele nelle piantagioni dove il padrone balla e banchetta mentre a uno schiavo viene dato fuoco. Ammantato di buonismo ipocrita e finto scientismo da parte di chi vede i neri come una razza a parte da allevare nel modo migliore. Sostenuto da una religione deviata e alimentato dal fanatismo integralista di chi si convince di essere il popolo superiore. Politicamente giustificato e accettato con convinzione da chi acriticamente ha scelto di credere che il dominio dei bianchi sui neri sia un destino manifestoNascosto dietro il paravento della buona società e del comune interesse economico fino a quando l’eccezione si illude di poter essere regola e va soppressa con ferale rapidità.

The Underground Railroad è un viaggio nel cuore di tenebra dell’America attraverso un passato ucronico che squarcia il velo sottile che non ce la fa a nascondere un presente che di quel male immaginario ha fatto una realtà fin troppo concreta e immutabile. Una verità che non deve essere dimenticata. In questo The Underground Railroad si fa portatrice dei versi con cui Primo Levi apriva il suo Se questo è un uomo. Neri invece che ebrei. Schiavismo e razzismo invece che olocausto. 

Storie diverse, ma unite dalla stessa follia. La serie è allora il modo in cui Barry Jenkins, come Primo Levi prima di lui, viene a dirci: meditate che questo è stato.

Best of 2021: le serie tv da recuperare – Them (credits: Amazon Prime Video)

10. Them (Amazon Prime Video)

L’imparzialità dell’ordine alfabetico ha portato alla curiosa coincidenza che a chiudere questa lista del meglio del 2021 siano due serie accomunate non solo dall’avere lo stesso distributore. Anche Them è un prodotto originale del servizio streaming di casa Amazon. Soprattutto, anche Them affronta il più atavico dei problemi della società americana: il razzismo. Lo fa in un modo nettamente differente che risulta, forse, anche il più drammaticamente adatto: l’horror. Protagonista è una famiglia afroamericana che, a seguito di una tragedia figlia della follia razzista, si trasferisce dalla Carolina del Sud a Los Angeles nel 1953.

La posizione lavorativa relativamente agiata del capofamiglia non è sufficiente a farsi accettare dai vicini che sono tutti rigorosamente bianchi e profondamente intenzionati a respingere quella che considerano una imperdonabile invasione che degraderà il loro perfetto quartiere.

Razzismo, quindi, ma anche soprannaturale. Ognuno dei membri della famiglia è, infatti, tormentato anche dai suoi propri demoni personali che generano spaventose allucinazioni e terrificanti incubi a occhi aperti. Non a caso, però, tutti richiamano le diverse forme in cui la discriminazione razziale si è espressa nella lunga storia del razzismo in America. Il demone che tormenta Henry ha la maschera distorta della Blackface con cui i bianchi parodiavano i neri. Le visioni che spingono Gracie alla follia prendono la forma di un sadico predicatore che ammanta di fanatismo religioso i suoi deliri sulla purezza della razza. Le fantasie distorte di Ruby Lee hanno il volto rassicurante di una amica immaginaria che le insegna come cambiare il colore della propria pelle.

Su tutto svetta la maschera sorridente e luminosa di Betty che nasconde dietro la fissità di denti splendenti l’oscurità che vuole comunicare agli abitanti di quel quartiere di cui si considera regina. Them è l’horror che nasce dalla realtà. Il cane rabbioso che ti strappa le carni con cui sei costretto a convivere da sempre e che ti segue anche quando cerchi di liberartene. Come capita ai neri d’America con il razzismo.

Best of 2021: le serie tv da recuperare - Brand New Cherry Flavor
Best of 2021: le serie tv da recuperare – Brand New Cherry Flavor (credits: Netflix)

+1 Brand New Cherry Flavor (Netflix)

Dieci serie tv da recuperare sono abbastanza anche per l’appassionato più ingordo.

Ma ogni lista merita una traccia aggiuntiva che sia come un bonus che si differenzia dagli altri titoli per un motivo particolare. Non volendo venire meno a questa tradizione, aggiungiamo all’elenco un prodotto che avranno visto, forse, solo lo showrunner, parte del cast e qualche recensore in cerca di prodotti alternativi. Brand New Cherry Flavor rientra in quella esclusiva categoria delle serie che si possono definire di nicchia. Modo elegante per dire che è impossibile incasellarla in un genere specifico e tantomeno giudicarla con i parametri usuali. Perché la serie con Rosa Salazar e Catherine Keener, scritta da Nick Antosca e Leonore Zion, fa di tutto per farti domandare cosa hai appena visto. Non che questo sia necessariamente un bene, ma è sicuramente una prova evidente del tentativo di fare qualcosa di differente.

Brand New Cherry Flavor sarebbe la storia di Lisa Nova, intraprendente giovane regista, che si trasferisce nella Hollywood dei primi anni novanta per trasformare in film il suo primo cortometraggio. Premessa che neanche lontanamente prepara il lettore a ciò che vedrà. Un delirio ipnotico fatto di body horror e gattini vomitati vivi, magia in stile voodoo e inganni truffaldini, splendore hollywoodiano e miseria quotidiana, amicizie sincere e amori traditi. La serie si muove sull’esile filo tra realtà e fantasia rendendo spesso difficile capire cosa sia verità e cosa finzione, cosa incubo a occhi aperti e cosa allucinante sonnambulismo. Ogni episodio colpisce allo stomaco con la forza di un pugno inatteso che al tempo stesso ti costringe a non distogliere lo sguardo perché curioso di capire cosa deve ancora arrivare.

Brand New Cherry Flavor può essere accusata di una certa pretenziosità, ma è una serie che non ha paura di non porre limiti al suo sperimentalismo. Sarà magari un gioco fine a sé stesso, ma il coraggio di essere unici va sempre premiato.

Winny Enodrac

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