fbpx
Medici - Masters of Florence

I Medici: Recensione del finale di stagione

medici
Vanity Fair

Alle volte si deve fare il male per raggiungere un bene più alto.

Lo ha detto Giovanni de Medici nel primo episodio di questa serie. Lo ha ripetuto il figlio Cosimo più volte citando il padre anche in questo season finale. Lo ripetiamo anche qui perché, come direbbe il Manzoni, sembra essere questo il sugo di tutta la storia. Solo che Giovanni e Cosimo si riferivano al futuro della loro casata e della città di Firenze, mentre più modestamente il nostro orizzonte è quello del panorama televisivo italiano.

I Medici season finaleGiunti al season finale di questa prima stagione, è inevitabile giudicare non solo questi due episodi in se stessi, ma tirare un’ideale linea alla fine della lista e fare il conto per decidere se il saldo è positivo o negativo. Ed è una gradita fortuna che proprio questo doppio episodio si presta bene a illustrare i più e i meno che concorrono alla somma che fa il totale.

Cosa è stato alla fine I Medici? Un romanzo storico per immagini? Si ma anche no. Riesumando i testi di antologia delle superiori, si può leggere che questo genere inserisce personaggi inventati facendoli muovere in un contesto storico realmente esistito facendoli eventualmente interagire con i protagonisti della Storia con la S maiuscola. Così è stato per questa serie che ha forgiato figure come quella di Marco Bello e Maddalena, assegnando loro ruoli di rilievo nello svolgimento delle vicende narrate. Così Marco è diventato il più fedele scherano di Cosimo e Maddalena la madre futura del suo secondogenito.

Ma proprio questo dar loro un’importanza rilevante ai fini della trama è uno dei tanti indizi che staccano l’etichetta di romanzo storico dalla serie. Non perché non siano esistiti o non siano quantomeno verosimili, ma perché la loro introduzione è strettamente collegata a quello scollamento netto dalla storia vera. Marco indaga sull’omicidio di Giovanni, ma questo non è mai avvenuto in realtà. Maddalena è incinta del secondogenito di Cosimo, ma la cronaca storica racconta che questo avvenne prima dell’esilio. D’altra parte, Frank Spotnitz (showrunner della serie) lo aveva fatto capire chiaramente, accettando il ruolo solo dopo la promessa che avrebbe avuto piena libertà creativa.

Se gli autori avessero rispettato la Storia, nulla o quasi di quello che abbiamo visto in questi otto episodi sarebbe successo. L’omicidio di Giovanni è quell’evento inatteso che avvia il conflitto tra i Medici e gli Albizzi per il controllo di Firenze. Senza quella morte eccessiva sarebbe apparsa anche la vendetta di Cosimo. Il successivo assassinio di Rinaldo Albizzi (che in realtà morì in esilio mentre suo fratello diventava un fedele alleato dei Medici) offre la possibilità di assistere al tormento interiore di Cosimo che permea e giustifica parte delle sue azioni in questo season finale.

Si può certamente scrivere una serie di successo rispettando quasi maniacalmente la verità storica (l’eccellente Vikings di History Channel ne è un esempio da manuale), ma alle volte il male di violare la Storia può diventare il bene di una storia ben scritta. Perché alla fine poco importa che molto di quello che si è visto aveva poco a che fare con quello che realmente è accaduto. Quel che conta, dal punto di vista di una serie tv, è che questo ha permesso di dar vita a dei personaggi che, ognuno a suo modo, sono risultati interessanti.

I Medici season finale

I Medici, dopotutto, non è la storia dell’ascesa di una famiglia da umili venditori di lana a banchieri del Papa e signori di Firenze. I Medici è la storia di uomini e donne che rinunciano a se stessi. Come Cosimo, amante dell’arte e aspirante artista egli stesso, che accetta di cambiare la sua stessa natura per obbedire ad un unico imperativo accontentandosi di diventare un mecenate illuminato come unica concessione ai suoi desideri passati. Come Contessina de Bardi, che si trasforma volentieri da moglie per forza a granitica rocca che difende gli interessi della famiglia, anche a costo di tradire il suo primo amore Ezio Contarini, appena questo può portare giovamento agli interessi medicei, o accettare un figlio bastardo, come proprio solo perché questo accresce la progenie della casata. Come Lorenzo, che doma la sua stessa insofferenza per essere sempre il secondo pur di onorare la memoria tradita di un padre a cui non è mai interessato mostrare affetto. Come Piero e Lucrezia, che scalpitano per ascendere a quel trono simbolico che il futuro ha già riservato loro e tuttavia si fermano sempre un attimo prima che il loro comprensibile desiderio divenga una inaccettabile disobbedienza.

Non esiste nessun Cosimo, nessuna Contessina, nessun Lorenzo, nessun Piero, nessuna Lucrezia. Esiste solo il nome dei Medici ed è quello che deve sopravvivere a tutto e tutti. Non esiste il qui ed ora, l’io e l’adesso. Esiste solo un sogno chimerico da trasformare in una realtà scolpita nei libri del tempo. Per questo Cosimo deve rinunciare a Bianca e Lorenzo a Rosa, perché l’amore è un sentimento incapace di scalpellare la pietra dei secoli per imprimervi lo stemma dei Medici. Per questo il disvelamento finale dell’autore dell’omicidio di Giovanni è un passo falso, perché addossa la responsabilità a quell’Ugo che era stato il più fedele servitore di quella stessa causa.

I Medici season finale

I Medici è stata una serie ben lontana dalla perfezione e anche in questo season finale si possono elencare difetti tali e tanti da far dubitare della sua buona riuscita complessiva. Come un ritmo altalenante, che ha alternato una lentezza superflua ad una velocità smodata (con, ad esempio, il modo in cui Cosimo si convince della colpevolezza di Lorenzo prima e Marco poi, cambiando però idea in un attimo poco dopo, o la storia di Maddalena, che in una puntata passa da favorita a tollerata, a stento o il voltafaccia di Pazzi contro Albizzi). Come una scrittura che ha privilegiato troppo il personaggio di Cosimo, mostrando solo superficialmente i caratteri di altre figure comunque importanti (specie Piero, che dovrebbe essere il protagonista futuro, o Lorenzo, che viene infine ucciso senza che abbia il tempo di realizzare il suo destino). Come, su tutti, una recitazione decisamente deficitaria con Richard Madden che risulta troppo monoespressivo, mentre lo stesso Dustin Hoffman che avrebbe dovuto essere la punta di diamante del cast sembra limitarsi a svolgere il compitino senza neanche troppa volontà di fare bella figura.

Ma tutti questi difetti ci riportano alla citazione iniziale. Perché I Medici non è stata una serie fatta bene, ma ha avuto il pregio di aprire le asfittiche stanze della paludata e antiquata serialità italiana per far entrare l’aria fresca delle produzioni moderne. Se I Medici saranno l’inizio di un corso finalmente nuovo, allora potremo dire che Giovanni aveva ragione: bisogna fare il male per raggiungere un bene più alto.

VOTO: 3/5

Comments
To Top