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Masters of Sex

Masters of Sex: Recensione quarta ed ultima stagione

Masters of Sex
Showtime

Masters of Sex è stata cancellata il primo dicembre del 2016, dopo una quarta stagione particolarmente intensa e emozionante conclusasi con un finale amaro come da tradizione. A questo punto della recensione dovrei elencarvi i motivi per cui la quarta stagione non sia stata totalmente soddisfacente ed in parte non sia riuscita a riscattare la serie, da quel tremendo ammasso di episodi noiosi che era stata la stagione scorsa ma, se siete dei lettori fedeli lo saprete, sono una sentimentale.

Permettetemi quindi di spendere poche righe nell’esprimere il mio disappunto su una ennesima cancellazione ingiusta da parte di un canale americano incapace di comprendere la qualità del prodotto che vende: Masters of Sex è una serie intelligente, coinvolgente e con dialoghi meravigliosi che ha saputo in questi quattro anni regalare scene iconiche e a indimenticabili e non merita la cancellazione, soprattutto in palinsesti in cui serie come Arrow, Once upon a time o The Walking Dead ottengono ogni anno la grazia.

Masters of Sex ha saputo portare in televisione l’argomento della sessualità in un modo completamente nuovo, in cui il nudo non è ostentato ma necessario in cui niente appare volgare o fuori posto, in cui il concetto di corpo, di donna, di sesso è elevato dall’aspetto didattico della serie a qualcosa di più. Ed è proprio per questa sua unicità che Showtime avrebbe dovuto ponderare la cancellazione, magari con una quinta stagione più breve o con uno speciale a chiusura o con qualche escamotage per evitare di troncare la serie in questo modo.

Masters of Sex

UNA STAGIONE IN ASCESA

Questa quarta stagione è riuscita a riportare la serie su i livelli della prima, recuperando il rapporto tra Bill e Virginia estraendolo dalla ripetitiva cornice del triangolo amoroso e dando nuova linfa all’aspetto medico con l’introduzione di due nuovi colleghi e l’accenno allo studio sull’omosessualità. La voglia di creare un parterre di personaggi femminili tutti diversi tra loro e tutti con una storyline dedicata, ha saputo arricchire questa quarta stagione di un’atmosfera piacevole e non scontata, donne forti, indipendenti, che sono esserei umani prima di madri o mogli, donne devote al lavoro e alla carriera ma anche estremamente passionali e legati a chi amano. Il bouquet femminile composto da Virginia, Libby, Betty, Nancy e Louise è il vero protagonista dello show, tanto da oscurare il personaggio di Bill in preda allo sbando.

Certo numerosi sono anche i difetti di questa stagione, la storyline di Betty conclusasi troppo presto e in maniera frettolosa; la questione del “brevetto” del metodo Masters e Johnson servita solo come pretesto per far riavvicinare i protagonisti e non affrontata davvero; lo stesso studio sull’omosessualità che nella vita vera ha portato la comunità scientifica a considerare retrograde le posizioni dei sue sessuologi non riesce a spiegarsi e di certo il mancato rinnovo non aiuta; ed infine la coppia formata da Nancy e Art non è ben costruita e non riesce ad essere l’antitesi di quella formata da i due protagonisti.

Masters of Sex

L’EREDITA DI MASTERS OF SEX

Cosa ci lascia questa serie? Cosa possiamo dire di aver ottenuto in questi quattro anni? Sicuramente una maggiore conoscenza di queste due storiche figure pioniere nel mondo della medicina, possiamo inoltre dire di aver appreso l’importanza del sesso nei rapporti e come esso ci circondi sempre in forme diverse. Abbiamo appreso la forza con cui una passione può unire due persone, due amanti, due cervelli ed è questo che proprio ci mancherà: Bill e Virginia, i loro dialoghi, i loro sguardi, la chimica tra Sheen e Caplan e l’energia che emettono quando sono insieme sullo schermo. Masters of Sex ha inanellato stagioni altalenanti, partendo da livelli altissimi e scendendo piano piano per poi rialzarsi alla fine, forse avrebbe necessitato una chiusura ma non così, non senza la possibilità di finire quello che aveva da dire.

Ed allora a noi non rimane che lo sguardo ambiguo di Virginia candidamente avvolta in un delizioso abito da sposa, mentre mostra a Bill un volto diverso della sua persona, e nella nostra memoria riaffiorano le note della canzone del 1955 di Cindy Walker “You don’t know me”, cantata da Virginia stessa nella prima stagione e in questo almeno la serie ha saputo chiudere un cerchio.

Good Luck!

Per continuare a parlare della serie e trovare conforto in altri fan delusi come noi seguite la pagina Masters of Sex-Italia.

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