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Masters of Sex

Masters of Sex: recensione episodio 3.05 + 3.06 – Matters of Gravity – Two Scents

La terza stagione di Masters of Sex arriva al suo midpoint con molta acqua alla gola e poco ossigeno nella sua storyline principale, nel senso che ce n’è voluta di pazienza per arrivare là dove ci si aspettava di arrivare, con Gini che cede alle lusinghe di Logan e si allontana da Bill, col quale in realtà non sembra mai essere stata durante tutta questa stagione, salvo per rari momenti. La puntata iniziale di quest’anno aveva tratto un po’ in inganno per la sua scrittura non abituale e per un intreccio carico di personaggi e situazioni. Purtroppo sembra quasi essere stata concepita come un pilot di una serie che poi in realtà si rivela con poche cose da dire a riguardo della storia dei due protagonisti. Fin’ora, questa stagione di Masters of Sex fa segnare un cambiamento radicale nella caratterizzazione dei protagonisti: mentre nelle prime due stagioni i personaggi di Bill e Gini sembravano esistere uno in funzione dell’altra, aprendosi, confessandosi, sperimentando, deludendo, ferendo e via dicendo, quest’anno la coppia sembra soffrire della crisi del terzo anno di vita. Dopo la prima puntata, la loro storyline è diventata completamente monotona e  ripetitiva, apatica, senza niente da dire. E così è stata introdotta la mina vagante Logan, che di vagante ha sempre avuto ben poco, essendo sempre stato chiaro dove si sarebbe andati a parare. D’altra parte è dal secondo episodio che questa stagione di Masters of Sex tenta di separare i due protagonisti e ora finalmente sembra esserci riuscita, con Bill costretto a rimanere da solo con gli istinti animali del gorilla (ad osservare, distante, come dietro ad un vetro quando spia Gini e Logan, con i ruoli rimescolati all’interno del triangolo amoroso), dopo che il suo lavoro è stato dapprima paragonato ad una scoperta rivoluzionaria come la gravità e poi sminuito da un ex giocatore che in realtà semplicemente non sapeva come lasciare la propria ragazza.

Fortunatamente, mentre la storyline principale inizia inevitabilmente ad incagliarsi, i plot secondari continuano ad essere molto più interessanti, seppur nella loro brevità.
vlcsnap-3429Sia Bill che Gini devono affrontare il problematico rapporto con i figli a casa. Bill riesce a trovare nel football un inaspettato cuneo mediante il quale scalfire la barriera del figlio. Non c’era riuscito dando una lezione al bullo Dennis, ci potrebbe riuscire attraverso lo sport. Solo che nel momento della svolta, quando Johnny si esalta per aver realizzato due placcaggi e si appassiona al gioco, Bill è assente, salvo poi essere sorpreso a giocare con le figurine col bulletto, piccolo fenomeno della squadra di football perché il mondo è proprio piccolo (come il padre, anche Johnny è costretto ad osservare, spiare, da nascosto).
Gini invece è costretta a portare avanti una battaglia (contro la madre e contro se stessa) per riuscire ad entrare nelle grazie di Tessa. Contro la madre, sostanzialmente, combatte la battaglia che ha portato avanti da una vita, fatta della continua ricerca dell’approvazione da parte di un genitore passivo-aggressivo che di accettare la realtà non sembra proprio averne idea. Oltre al danno, poi, persino la beffa. L’approvazione tanto agognata da Virginia arriva al termine di Matters of Gravity, ma non a causa del successo lavorativo appena conseguito. Tutt’altro. I complimenti della vlcsnap-4938madre arrivano a Virginia per essere un’ottima sfascia famiglie, oltre che essere, evidentemente, molto brava sotto le lenzuola e per essersi scelta un uomo già sposato. La deriva da meretrice la signora Johnson la applica anche nei confronti della nipote, convincendola a cambiare pettinatura e adottandone una poco confacente all’età di Tessa, con il sottotesto poco nascosto che la nuova capigliatura l’aiuterà non poco ad acchiappare ragazzi. Quello che la signora Johnson pone davanti a Tessa è di fatto un “ghost”, un’anticipazione di quello che potrebbe essere il futuro della ragazza se decidesse di seguire le orme della madre: un bel pugno di mosche. E a causa di questa spinta al cambiamento imposta dalla “vecchia”, veniamo a scoprire i dissapori che hanno caratterizzato la gioventù di Virginia e che nuovamente tornano a galla, spingendo, in maniera un po’ troppo meccanica, la figlia fra le braccia di Logan. E così ci ritroviamo la signora Johnson abituata a raccontarsi delle storie e Logan che di storie ne racconta allo sfinimento, concedendo tuttavia a Virginia quel corteggiamento di cui la ragazza, di punto in bianco, avverte la mancanza nella relazione con Bill. Dal canto suo Bill ci prova ad essere romantico, ma un po’ per sfortuna (viene riconosciuto in hotel), un po’ per mancanza di esperienza, il suo tentativo si trasforma in un fiasco totale.

vlcsnap-5647E poi c’è Libby, il cui personaggio è un po’ andato diminuendo nel corso degli episodi. In Two Scents, la moglie che sognava l’emancipazione, torna ad essere la principessa sul pisello delle prime stagioni, stronza quasi in maniera affascinante, solo perché Paul le ha ripetuto le critiche di Bill riguardo la gestione della crescita del figlio, e dopo aver fatto la classica tragedia inutile di una madre iperapprensiva (che concentra nel figlio l’amore negato dal marito), vomita addosso al vicino di casa la verità. Applausi.
Applausi soprattutto per Barton e Margaret. La loro storia complicata, fatta di omosessualità nascoste e relazioni problematiche, per pochi attimi, ci riporta alla completezza della prima stagione, quando Masters of Sex non era solo dipendente dalla relazione fra Bill e Gini ed era anche altro, raccontato con la stessa solerzia del plot principale, invece di essere lasciato, come ora, ai margini. Sia Barton, che Margaret, compiono un salto importante nella loro vita, trovando finalmente il coraggio di compiere quella scelta che potrebbe portare un po’ di pace nelle loro vite: Barton svela alla figlia la propria omosessualità, Maragaret riconosce di cascare sempre all’interno di relazioni castranti, prima con un uomo non attratto da lei, poi con un Don Giovanni che per contrappasso soffre di eiaculazione precoce.

Come già anticipato in altre recensioni, Masters of Sex quest’anno le cose più interessanti da dire le riserva nei plotvlcsnap-6883 secondari, a cui purtroppo riserva un minutaggio estremamente ridotto, quasi fossero un utile riempitivo. Accanto ad una storia d’amore che si è ingolfata (d’altronde raccontare per 3-4-5 anni una storia che va sempre bene è impossibile oltre che risultare noioso), il secondo errore di quest’anno rimane quello di non aver dotato i propri protagonisti di spalle, costanti puntata dopo puntata, che li aiutino ad esplorare temi, casistiche e fatti. Masters of Gravity e Two Scents, in tutto questo, rappresentano l’eccezione che conferma la regola (i personaggi più o meno sono gli stessi); per certi aspetti un macro episodio che torna a farci assistere ad una serie con le puntate legate le une alle altre, al contrario degli episodi precedenti che, anche a causa della continua rotazione dei personaggi secondari, sembravano essere discorsi a sé stanti.

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