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Masters of Sex

Masters of Sex: recensione episodio 3.03 – The Excitement of Release

Gini dietro un vetro ad osservare la figlia, come Bill di fronte alla vetrina della libreria a guardare il proprio libro. Era finito così il secondo episodio di Masters of Sex e nonostante l’ellissi di 8 mesi, da qui si riparte, con Bill, ormai dimentico dei figli (in quanto anche scomparsi dalle scene),  tutto concentrato a far crescere il proprio lavoro da un punto di vista istituzionale (in un certo senso a farlo maturare) e con Gini che, vuoi per sensi di colpa, vuoi per dimostrare alla società di essere una buona madre, vuoi per una spaccatura interiore, decide di mettere i figli al primo posto e solo in un secondo momento dedicarsi al lavoro, al contrario di quanto fatto fin’ora. Una scelta che ovviamente a Bill non sta affatto bene, anche perché i figli concretizzano le paure del ginecologo, diventando ostacoli e distrazioni, sia in momenti lavorativi, sia in momenti extra lavorativi.

Della masnada di persone attorno al nucleo famigliare Masters-Johnson, tuttavia, in questo terzo episodio sono rimasti solamente pochi personaggi, tre, oltre alla nascitura. La quarta è Tessa, in una profonda crisi puberale, in pieno conflitto con la madre, del cui lavoro si vergogna, anche perché la trasforma, agli occhi dei ragazzi, in una “facile” e sessualmente intraprendente. E a modo suo Tessa lo è anche sessualmente intraprendente, studiando il libro della madre. Solo che, come successo la settimana scorsa con l’auto, anche in questo terzo episodio, la figura della madre (e il suo lavoro) le mette i bastoni fra le ruote, creando nei vlcsnap-53340ragazzi fantasticherie e pregiudizi un po’ archetipici, che si concludono con la costrizione di una fellatio.

Durante uno sfogo nel primo episodio Gini aveva rinfacciato a Bill l’intrusione negativa nelle loro vite; probabilmente lo stesso pensiero ha attraversato più volte anche Tessa: a causa di Bill e del suo lavoro, sua madre è stata sempre più assente e anche in quello che le sarebbe dovuto riuscire bene (parlare ai giovani di sesso e di maturità sessuale), ha abbandonato il proprio ruolo di figura guida. Bill e il suo lavoro sono stati la principale motivazione che hanno spinto Tessa e suo fratello verso l’affidamento al padre, privando i figli della legittima figura materna. Figura materna che, già ben prima della causa di affidamento, si era sottratta ai figli per stare con Bill.  

Ora Bill e il suo lavoro, agli occhi della ragazza, sono la causa di un’altra violazione, che lascia Tessa disgustata (forse anche di sé stessa) e umiliata, nel pieno di un rapporto con la madre che non ha proprio intenzione di sbocciare. Gini prova ad essere comprensiva nei confronti della figlia, la incoraggia comprandole un vestito per il ballo, non la punisce per aver fatto buco a scuola (anzi, sembra quasi spalleggiarla), ma quando tenta di condividere con lei un’esperienza, il ballo, involontariamente commette un disastro e nel tentativo di uscirne fa addirittura peggio, accettando di tornare al lavoro, sempre per colpa del quale arriverà in ritardo a prendere Tessa.

Questi primi tre episodi di Masters of Sex per ora seguono la costante di lasciare ai personaggi minori di puntata un più profondo percorso narrativo, sebbene rinchiuso in poche scene o poche battute rispetto ai personaggi principali della serie. Nel primo episodio erano i figli maschi ad ottenere questa attenzione. Nel secondo la regina, nel terzo è la volta di Tessa.
Per quanto riguarda Gini e Bill il loro percorso all’interno di The Excitement of Release è alquanto schematico e per questo anche abbastanza insoddisfacente. I figli si frappongono fra di loro sul lavoro e nella loro relazione. Punto, stop. Ma se Bill non accetta di realizzare qualcosa senza Gini, Gini è assolutamente felice di poter realizzare qualcosa senza Bill, anche per dimostrare il proprio valore, anche se le scelte finali non collimano, quanto meno sul lavoro. Nella vita privata invece, Bill si muove verso quel gesto d’affetto fin’ora sempre negato (agli occhi dello spettatore) ai figli.

Contraltare della relazione dei due protagonisti è il veloce scambio fra Lester e la moglie. Mentre Virginia e William vengono divisi nel lavoro, Lester e la moglie si riappacificano.
La minaccia, invece, viene ancora rappresentata da Libby e dalla vicina Joy, che cospirano per l’abbandono del tetto coniugale, un’azione che riporterebbe agli occhi della società la relazione fra Bill e Gini alla situazione antecedente il matrimonio fasullo con George. Ma se da una parte Libby gioca a fare la salvamatrimoni, cercando di convincere il marito a svelare la verità a Paul, dall’altra le si para davanti una minaccia ancora più drastica: così come a Joy parte l’aneurisma al momento di lasciare Paul, così Libby sarebbe niente nel caso abbandonasse Bill e la famiglia allargata costruita con i Johnson, soprattutto adesso che non ha più nemmeno i diritti civili dei neri per i quali lottare. Insomma, una mostra che per ora, come l’aneurisma, è completamente autodistruttiva.

Dal canto suo Bill, come sempre gli accade, è completamente accecato dal proprio obiettivo (e ancora una volta tutta questa concentrazione sfocia in rabbia): far accettare il proprio vlcsnap-53606lavoro alla Washington University come libro di testo. Sarebbe la rivincita morale per come è stato trattato, è prerogativo, quasi vitale, anche se altre università sono pronte ad offrirgli quello che lui chiede. Ma non la Washington University, che per una questione personale fra l’ex primario e Fitzhugh, blocca il processo di sviluppo. E’ un po’ come la battuta involontaria con la quale il dottor Masters conclude il colloquio iniziale. Talmente ottuso e accecato, Bill non capisce la situazione con la Washington finché non ci sbatte contro. Così come Barton (o con Barton), ha creduto di poter far finta che nel passato non fosse successo niente, ma si è sbagliato. E come lui si è sbagliato Barton, che quindi viene invitato ad andarsene per non ritrovarsi insieme a fare i camerieri di Fitzhugh. “Chi va dove non è desiderato ?” chiede Bill a fine episodio. Quello che però ci fa vedere Masters Of Sex è un’altra cosa, a priori: prima bisogna capire dove si è desiderati e dove no.
Purtroppo questo The Excitement of Release lascia un po’ l’amaro in bocca come episodio, non avendo molto da dire o da mostrare riguardo ai due protagonisti. Le cose da dire invece abbondano negli altri personaggi, anche se forse sarebbe il caso che Masters of Sex desse una regolata ai propri personaggi secondari, perché in tre episodi abbiamo visto tre sfere di personaggi differenti, che rischiano così di entrare nel dimenticatoio della serie ed essere utilizzati a casaccio perché qualcosa accada, perché qualcosa appaia. Il personaggio della dottoressa Wesh in questo è esemplare, utilizzata semplicemente per sottolineare come non fosse Virginia e per evidenziare come, contrasti a parte, Bill e Gini si completino (e per far fare un cameo a Maggie Grace, anche se puntualmente, manco stavolta, l’ho riconosciuta).

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3.03 - The Excitement of Release - Il nostro giudizio
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