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Masters of Sex

Masters of Sex: recensione episodio 3.01 – Parliament of Owls

Sono passati quattro anni dagli eventi che hanno portato alla conclusione della seconda stagione di Masters of Sex e Gini e Bill sono pronti a consegnare alla stampa il risultato del loro lavoro, il grimaldello col quale fare esplodere all’interno della società la rivoluzione sessuale, anticipata dal lavoro di Kinsey, nel cuore della rivoluzione sociale iniziata con Kennedy e sopravvissuta alla sua morte a Dallas e forse rinforzata dalla stessa.
Sono passati quattro anni e la narrazione di Masters of Sex viene completamente ribaltata. Se la seconda stagione si era conclusa con una parabola negativa per il lavoro e la vita di William e Virginia, la terza serie si apre con l’ottima accoglienza che la loro ricerca trova nella stampa specializzata, venendo addirittura battezzati, forse eccessivamente, come i nuovi Galileo in lotta contro l’oscurantismo (religioso), da un parlamento di gufi (rappresentato in parte dai giornalisti), che prima si rivela ostile, ma successivamente si dimostra favorevole al nuovo corso, consapevole del disperato bisogno della nuova dottrina.
Sono passati quattro anni e il nucleo narrativo di Masters of Sex è radicalmente cambiato. Michelle Ashford e soci decidono quindi di abbandonare una narrazione tutta incentrata su i due protagonisti (le cui vite ormai coincidevano con il loro stesso lavoro) e ampliano il tiro, inquadrando una famiglia allargata, forzatamente poco convenzionale (poiché completamente estranea al contesto storico in cui vive, quanto meno per le dinamiche familiari), ma soprattutto completamente agli antipodi rispetto ai personaggi reali, da cui finalmente si decide di distaccarsi, dando libertà di creazione al proprio estro, arrestando le effimere e inutili polemiche sullo scarso rispetto dei “fatti reali”, e distaccandosi dal reale percorso storico che ha dovuto seguire la ricerca, eliminando, di fatto, uno dei principali limiti subiti in passato, in particolare nella seconda stagione.
La nuova stagione di Masters of Sex inizia con un tacito accordo fra Bill, Gini e Libby, un nuovo equilibrio che tuttavia vede sempre in Libby l’anello più debole, ma quanto meno un personaggio più distante dallo stereotipo di moglie perfettina (un po’ scassamar… rompiscatole), depressa e insoddisfatta. Se non altro una Libby più simpatica, capace di entrare maggiormente a contatto con le emozioni degli altri, meno robotica, e allo stesso tempo in grado di attirare maggiormente le emozioni dello spettatore. La nuova vlcsnap-145245Libby è un personaggio a strati, ma non per questo un personaggio con una maschera che recita il ruolo che la società le chiede di recitare, come era prima. Rimasta ancorata al ruolo di “scarto” e di depressa, la nuova Libby si ricava nella nuova famiglia allargata il ruolo di figura materna per tutti: è lei ad accogliere Bill e Gini al loro arrivo al cottage sul lago, con tutta la casa pronta e in ordine e tutti i figli “sistemati”. Metaforicamente, è lei ad aver apparecchiato la tavola in attesa dell’arrivo a casa di chi deve portare la pagnotta ed è l’unica in grado di badare contemporaneamente alle vicende che riguardano gli adulti e alle richieste dei bambini. Sinceramente preoccupata per le sorti dei figli non suoi, la nuova Libby è un costante mutamento fra invidia nei confronti di Gini, disperazione per le sorti dei manifestanti neri (e degli ex amanti), sconforto per l’essere ignorata da Bill (che pur di non dormire con lei, dorme in giardino), attrazione verso la rivale in amore, preoccupazione per le sorti della famiglia, sorpresa e sollievo al momento di ricevere dal marito l’incarico di rivedere la bozza del libro. Insomma, un bel quadro sfaccettato, molto lontano dal personaggio bidimensionale delle stagioni scorse, che sembra finalmente attrarre anche la simpatia e le attenzioni degli autori.
In questo nuovo quadro Bill e Gini recitano il ruolo della coppia che non può (ancora) esistere: Parliament of Owls si apre con un loro, ennesimo, rapporto sessuale, completamente opposto a quello che successivamente ci verrà presentato ad opera di una classica coppia con problemi di intimità. Ma la loro perfetta sintonia sotto le lenzuola si scontra con la società circostante. Se nella seconda stagione la loro sintonia permetteva di recitare il ruolo di marito e moglie, aprendo alle confidenze più intime, la terza stagione, sessovlcsnap-77706 a parte, si apre in una completa disarmonia fra i due personaggi. Il loro essere coppia in questa prima puntata è solo apparenza, un po’ come il letto che Bill disfa la mattina dopo aver dormito con Gini. Partendo dalle camere separate in albergo, fra Bill e Gini sembra sempre esserci un muro in questa prima puntata, come evidenzia la scena del mini-crollo emotivo di Virginia durante la conferenza stampa, dove l’assistente, spinta dalla rabbia, rinfaccia al “capo” di averle invaso completamente la vita: mentre parlano con i giornalisti i due personaggi si interrompono continuamente l’uno con l’altro; apparentemente si spalleggiano, ma in realtà questa dinamica nasconde un conflitto non sopito; Gini è riuscita, supplicando in tutti i modi, ad ottenere da Bill, completamente contrario, il permesso di prendersi quattro mesi per laurearsi, ma nonostante si sia allontanata dalla famiglia e dal lavoro (per il quale si era già allontanata dalla famiglia, perdendo la custodia dei figli), non è riuscita a concludere gli studi e questo insuccesso rischia di minare la credibilità dell’intera ricerca (anche se poi non sarà così) e di fatto crea un divario di posizione sociale fra Bill e Gini che la donna non vuole accettare. Su questa richiesta di parità si incentra il dialogo fra Virginia e William durante il tragitto verso il lago (e la partita al gioco da tavola Masters Vs. Johnson), rendendo esplicita la disarmonia fra i due personaggi, raccontata più implicitamente fra i due amanti durante il precedente rapporto sessuale, dove la donna era tesa per la conferenza stampa mentre l’uomo era più preoccupato a concludere l’amplesso. Implicita, all’interno della coppia, la scelta di non dormire insieme al cottage sul lago, esplicito il divario di obiettivi del weekend che avrebbe dovuto funzionare come stacco dal lavoro, in completo rilassamento. Mentre Gini si vuole dedicare alla famiglia e ai figli, Bill vuole solo e unicamente rivedere la bozza del libro e anche quando Gini gli chiede di illustrare a Tessa i rischi di un’attività sessuale poco consapevole, Bill risponde con un secco rifiuto, al punto tale che, conferenza stampa a parte, le strade dei due protagonisti si dividono durante l’episodio, imboccando percorsi diversi, ma paralleli, con Gini che confida a Libby, invece che a Bill, la decisione del figlio di arruolarsi per il Vietnam.
Entrambi i ricercatori, in questa prima puntata, entrano in conflitto con i figli maggiori: Virginia ha paura che Henry stia seguendo le orme del padre; incapace di mantenersi un lavoro, nessuna prospettiva per il futuro e avventuroso con le donne sono le basi che minano il rapporto figlio-madre, ma, in secondo luogo, instaurano in Gini il seme di un dubbio ancor più devastante; come le ricorda vlcsnap-155169George, infatti, la scelta del giudice di affidare per la maggior parte del tempo i figli al padre, ormai non più scavezzacollo, è stata una scelta che Gini ha sempre osteggiato, ma che in fondo in fondo le è stata utile per la propria vita sentimentale e lavorativa. Solo che ora i nodi vengono al pettine, dapprima con la paura che il figlio sia uguale al padre, in seguito con la scoperta che padre e figlio l’hanno esclusa dalla decisione di arruolarsi nell’esercito. Viene sostanzialmente schiaffato in faccia a Gini, quindi, il presupposto che la sua volontà di seguire Bill l’ha resa il corpo estraneo all’interno della famiglia, con la quale Libby sembra molto più a proprio agio. Non solo, l’ha trasformata anche nell’esempio negativo da seguire  (che una volta era rappresentato da George), con Tessa che, ubriaca, tenta di sedurre William. In pratica, due punti narrativi che, se coltivati, possono minare il rapporto fra i due protagonisti, insieme alla condivisa preoccupazione di Gini e George per le sorti del figlio. Bill, in pratica, non le ha solo invaso la vita, ma l’ha portata anche ad allontanarsi dal suo mondo precedente. E questa consapevolezza la colpisce improvvisamente e profondamente, come l’incidente nel quale rimane coinvolto Henry.
Dall’altra parte, invece, troviamo Bill costantemente impegnato ad ignorare Johnny, il figlio mai voluto, concepito unicamente su richiesta della società, per poter portare avanti i propri studi. Sono sequenze corte, banali (come alla fine sono banali tutte le situazioni narrative che coinvolgono i figli in questo primo episodio), ma non per questo meno potenti o efficaci, con il povero vlcsnap-152893Johnny sempre respinto dal padre, in una rielaborazione del percorso infantile dello stesso Bill, che, come il padre, esplode e arriva a minacciare di botte il bambino, insultandolo senza mezzi termini. A quel punto Bill realizza di essere un padre incapace, figlio di un padre incapace: ha tenuto i figli a digiuno e li ha lasciati addormentare in giardino sulle sdraio, non ha saputo relazionarsi con Tessa che puntualmente ha evaso il suo negarle l’alcool, non ha capito la richiesta d’attenzione del figlio, subendone la tremenda vendetta, che, con il rifiuto di Johnny di chiedere scusa, ora e per sempre, va ben oltre l’aver lanciato le pagine del libro nel lago. La valigia con all’interno tutte le “cose” della famiglia (e dalle quali Bill è tagliato fuori, non riuscendo ad aprirla), improvvisamente gli esplode in faccia, facendo saltare in aria tutto quanto. Quasi sconvolto dall’aver intrapreso le stesse orme della figura paterna, Bill retrocede dalle sue posizioni, diventando quasi innaturale, chiedendo la collaborazione di Libby e mettendo a letto i bambini, portandoli in braccio in camera.
A completare il quadro di una situazione apparentemente idilliaca ma dirottata allo sfascio, arriva a fine episodio la gravidanza di Virginia, accolta non proprio positivamente dall’espressione dei due personaggi. Avere un figlio con Bill, infatti, per Gini potrebbe voler dire un ulteriore allontanamento dai figli, per Bill la fine del matrimonio socialmente apprezzato dalla comunità, per Libby il casus belli per iniziare quella separazione familiare che invece vorrebbe a tutti i costi evitare, spingendosi ad accettare l’idea di una famiglia allargata, ora completamente a rischio instabilità,  controcanto al successo lavorativo agognato e finalmente arrivato. D’altronde, che le dinamiche familiari sarebbero andate a ramengo, Masters Of Sex ce l’aveva detto fin dai primi minuti di questa puntata, descrivendoci la realtà disgregata di Lester e Barbara, che, al contrario, avevano chiuso la seconda stagione come una coppia avviata all’iddillio.

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