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Masters of Sex

Masters of Sex: Recensione dell’episodio 2.11 – One for the Money, Two for the Show

“Vorrei chiarire che… l’aspetto lascivo della ricerca non ci interessa minimamente. L’obiettivo e’ quello di originare discussioni sulla sessualità umana che non siano effettuate bisbigliando a bassa voce.
Il vocabolario del sesso, parole che questa emittente non consente, dovrebbero essere ordinarie. Pronunciate come se ci riferisse, ad esempio, ad (…) un singhiozzo.
(…) La censura alimenta la vergogna che quindi favorisce l’ignoranza. E l’ignoranza impedisce il cambiamento. Quindi, capite, e’ una strada pericolosa rifuggire dal linguaggio del corpo.”

MoS 2x11Quando si guarda Masters of Sex bisogna secondo me partire sempre da un assunto: questa serie è ambientata in un’epoca in cui le donne mettevano le gonne sotto al ginocchio, in televisione non esistevano programmi di intrattenimento pieni di posteriori ed anteriori e la pillola anticoncezionale era considerata un peccato di Dio.
Parlare di sesso era non solo complicato, ma la maggior parte delle volte, se non addirittura tutte, proibito. Nonostante la spinta rivoluzionaria della proposta di Herb di portare il duo Masters & Johnson in televisione, questi ultimi devono comunque scontrarsi con la spinta tradizionalista che l’ente stesso porta con sé. Censura visiva, censura verbale: anche lo studio più rivoluzionario deve sottostare alle regole della censura se vuole avere l’opportunità di entrare nelle case degli americani.
Colui che ne soffre di più è sicuramente il dottor Masters: lui che ha dovuto sopportare umiliazioni, licenziamenti, schiaffi in faccia, dovrebbe ora vestire i panni del venditore a porta a porta, mettere su una maschera (anche in senso strettamente letterale, vista la quantità di cerone che Bill deve usare per coprire il brutto livido che la scazzottata col fratello gli ha lasciato – e il rossetto) e soprattutto indossare il suo sorriso migliore. Come può sorridere chi di sorrisi ne è davvero parco?

Ancora una volta questa puntata tende a sottolineare quanto Masters & Johnson siano indispensabili l’uno all’altra, quanto le parole di uno riempiano le frasi dell’altro. Ma questa volta lo fa non solo per lo spettatore, ma anche per quella persona che fino ad ora pareva non rendersene conto. O faceva finta.

Masters of Sex 2x11 LibbyContinua l’ascesa di Libby come personaggio peggiore della serie: non so se per colpa della poca espressività dell’attrice Caitlin FitzGerald, o per volontà degli sceneggiatori, la storia della moglie di Masters convince meno di qualsiasi altra storyline trattata fin ad ora. Il suo percorso diventa di una prevedibilità imbarazzante, conducendola nel posto in cui credo tutti si aspettino che arrivi. In quello che dovrebbe essere il culmine della presa di coscienza che suo marito è di un’altra donna, lei finisce tra le braccia dell’uomo che ci aspettavamo.
Sessualmente e mentalmente frustrata, Libby si avvicina a quell’uomo senza peli sulla lingua che non ha paura di dirle quanto è stupida. E se la vera storia non includeva che quest’uomo fosse nero ed è stata una trovata degli sceneggiatori, il mio giudizio è purtroppo negativo. Credo che la tematica dell’integrazione razziale sia un campo minato e il modo in cui passa sottovoce l’arresto di Martin Luther King sinceramente non mi piace.

Un’altra parte dell’episodio è dedicata a Virginia e al suo essere madre-lavoratrice in una società in cui alle donne era permesso di essere o l’una o l’altra. Anche se questa parte della sua vita viene tirata fuori poco spesso, il suo essere madre emerge sempre, con i clienti, al lavoro e soprattutto con Bill. A lei è affidato il compito di consolarlo, di curarlo e di proteggerlo, più di quanto un’amante e una moglie possano fare.

Masters of Sex 2x11L’episodio si conclude in una sorta di parallelo a specchio. Due coppie, entrambe illegittime per diversi motivi, che condividono due momenti di intimità differenti. Libby giace distesa sotto Robert Franklin sul pavimento di una casa gelida, scoprendo finalmente le gioie del sesso. Anche Bill e Virginia giacciono sul pavimento, ma in maniera diversa. Lui piange distrutto tra le braccia di Virginia, facendoci venire in mente sculture michelangiolesche.

Una penultima puntata che apre uno scenario quasi già scritto. La crisi di matrimonio tra Bill e Libby è oramai arrivata ad un punto di non ritorno, portando lei ad essere in questo momento il terzo incomodo. Non ci resta che aspettare…

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