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Masters of Sex

Masters of Sex: Recensione dell’episodio 2.02 – Kyrie Eleison

Kyrie Eleison è un’espressione greca, traducibile in italiano con “Signore, abbi benevolenza”, utilizzata già nell’antichità nella liturgia cristiana.  

L’episodio si apre con una tradizionale scena di tavola americana. Padre, madre e figlia amabilmente consumano la loro cena chiaccherando del più e del meno. Tutto sembra normale e pacifico finché la ragazza non scopre di avere delle perdite di sangue. Nell’atto di allontanarsi dalla tavola a pasto non ancora concluso, viene redarguita dai genitori che le ordinano di sedersi.

la-et-st-masters-of-sex-recap-frustrations-mou-001Dopo una prima puntata un po’ fiacca, a mio parere, e non del tutto perfettamente confezionata (per una serie che vuole porsi ai livelli di Mad Men, è imperdonabile l’errore dei capelli di Virginia nella scena di sesso con Masters), questo nuovo appuntamento sembra aver dato allo show una piega giusta, in accordo con quanto visto nella prima stagione.

La tematica è sempre il sesso, ovviamente, ma quando si abbandona la seppur necessaria, vista l’autenticità del soggetto, piega sentimentalista, quando si abbandonano le dinamiche moglie – marito – amante – fidanzato, questa serie dà il meglio di sé.

Nella prima puntata avevamo assistito alle barbare cure a cui si sottopone Barton per “curare” la sua omosessualità. In questo nuovo episodio, la protagonista è una giovane donna dalla spiccata lidibo. La stessa ragazza che pensavamo stesse sanguinando seduta a tavola per l’arrivo delle mestruazioni, in realtà è una ninfoname con una lacerazione all’utero per via di una procedura di aborto sbagliata.

Se l’argomento suscita clamori al giorno d’oggi ( vedi l’ultimo film di Lars Von Trier), non oso neanche immaginare come possa essere stata la vita di una giovane come Rose a quei tempi. Forse ce lo chiarisce il discorso di Masters al suo nuovo capo, il dott. Greathouse: “Per centinaia di anni coloro che agiscono fuori dai confini della normale sessualità sono stati etichettati come deviati, immorali, puttane.”

BN-DT960_MOS_G_20140721141743“Ma questo pensiero, Doug, è solo reazionario e stupido. Ci sono disfunzioni sessuali in questo mondo, esistono davvero, magari psicologiche e neurologiche. Ninfomania, feticisti, omosessuali.” Ora magari su questa ultima categoria non sarei poi tanto d’accordo a definirla disfunzione, ma pensate un attimo alla portata rivoluzionaria di questo discorso. Quanto effettivamente la nostra vita quotidiana è sganciata dalla sfera sessuale? Quanto possiamo definire noi stessi senza includere la sessualità? E quanto questa influenza i comportamenti e le relazioni umane? “Tu non sei la tua parte peggiore” dice Masters alla paziente. “Le risposte verranno.”

In questo grande discorso, che è il sentirsi a proprio agio con la propria sessualità, un plauso va assolutamente fatto al personaggio per me meglio riuscito della serie, a Betty, e all’attrice che lo interpreta, Annaleigh Ashford. Con lei gli autori hanno fatto bingo: la particolarità del suo viso rende la sua Betty ancora più straziatamente sofferente e vera. Donna, lesbica, costretta a prostituirsi con gli uomini e ora sposa non del tutto felice di un marito che vorrebbe da lei dei figli, a cui lei non riesce a confessare di essere sterile. Sfrontatamente seduta ad una panchina come mai una signorina si sognerebbe di fare, rigida nel raccontarsi e nel trasmettere la sua lezione di vita alla giovane paziente di Masters. “Non dare peso a quello che pensano gli altri di te” che esce dalla sua bocca sembra quasi un paradosso. Spero che gli autori parlino di lei e la facciano ancora parlare.

Masters-of-Sex-Episode-2.02-Kyrie-Eleison-Promotional-Photos-2-595-slogo-042a6257307fc7a390071e4e7a409be7Sugli altri fronti, l’episodio si muove come da copione. Con Libby vediamo il confronto ancora agli inizi per l’epoca tra il mondo yankee e la black people, in un ordine di superiorità – inferiorità. Molto interessante anche il rapporto che si sta instaurando tra Virginia e Lillian, o meglio tra le due e la malattia di quest’ultima.

Su questi due ultimi argomenti si potrebbero scrivere altre due recensioni, ma vorrei aspettare e vedere come gli autori decidono di delineare queste due situazioni nei prossimi episodi.

In ultimo, non posso non citare l’arrivo nella grande famiglia della nuova segretaria del dottor Masters, la da tutti conosciuta (e anche odiata) Betsy Brandt. Ben riuscita l’idea di affidare a lei la parte comica della puntata, anche se il top del top lo si è raggiunto con il dottor Ditmer ed Ulisse.

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