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Masters of Sex: Recensione della prima stagione.

Settembre 2013, Showtime manda in onda Masters of Sex per la prima volta; io leggo alcuni articoli molti positivi, recensioni ottime e mi ripropongo di vederla, ma non ci riesco, a causa della vita sociale che si interpone sempre tra me e il mio sconfinato amore per le serie tv. Inizio dicembre, vengono annunciate le nomination dei Golden Globes e Masters of Sex ottiene le due più importanti, miglior serie drama e miglior attore, continuo a ripetermi che dovrei vederlo ma con l’inizio della sessione invernale di esami non ci riesco. Metà dicembre, la sera stessa dopo aver passato l’esame, mi vedo il pilot, ecco questa è la storia di come mi sono innamorata di Masters of Sex.

Episode 102Showtime, decide di adattare per il piccolo schermo il romanzo di Thomas Maier da cui prende il titolo e che in Italia non è ancora stato tradotto, affidando la regia a John Madden, noto a noi fanciulle per Shakespeare in love, che è capitano di un gruppo di sceneggiatori tutto al femminile, tra cui spicca il nome di Michelle Ashford (a qualcuno dice niente Pacific?). Ma come se non bastassero queste solide fondamenta, il canale americano punta ancora più in alto affidando la parte del protagonista a Michael Sheen, camaleontico attore inglese che è noto a molti per aver interpretato Tony Blair in The Queen e David Frost nel film di Howard, ma è solo la punta dell’iceberg. Tutte queste nozioni, sono importanti, per capire il livello che Showtime pretendeva dal suo prodotto, e credetemi, ogni aspettativa è stata soddisfatta.

Il telefilm racconta la storia di William Masters e Virginia Johnson, un ginecologo masters of sexrinomato e una psicologa che a cavallo tra gli anni cinquanta e sessanta, si interrogano sulla sessualità umana, cercando di dare risposte scientifiche a domande, che in molti ci siamo posti e ci poniamo sul sesso (le dimensioni contano? il piacere femminile è sempre lo stesso? cosa accade alla donna durante l’orgasmo, quali sono le fasi dell’atto sessuale). Come pionieri del sesso i due dottori hanno svolto esperimenti con più di 500 soggetti in dieci anni, le cui conclusioni sono racchiuse nel testo del 1966 “L’atto sessuale nell’uomo e nella donna”. Romanzando in parte la vera storia, di questi Adamo ed Eva dell’arte riproduttiva, le sceneggiatrici partono dal 1957, anno del primo incontro tra i due, per poi narrare le vicende che si susseguono e quelle che hanno preceduto questa data, attraverso un sistema di flashback, utili a far comprendere la psicologia del personaggio di Sheen e il perché egli sia tanto interessato alla materia. Ma il vero problema non sta nel soggetto della ricerca di Masters e Johnson, ma nel contesto socio-culturale che li circonda. Un’America, bigotta e retrograda, in cui il razzismo predomina ancora e l’emancipazione femminile è agli albori, e dove il sesso è estremizzato come esclusiva o delle prostitute o dei mariti.masters-of-sex- E quello che più sorprende è come il tema della sessualità, tanto abusato nelle serie tv, che qui avrebbe tutte le ragioni per predominare, vista la trama orizzontale, non è mai eccessivo, o fuori posto; nonostante il mondo descritto percepisca come “eccessivamente disgustosa” l’intera ricerca dei due protagonisti, lo spettatore ha la sensazione di non stare osservando niente di scabroso, perché ogni scena è gestita con misura e delicatezza, non ci sono scene di sesso inutili, o improprie, e a mio parere questo è il punto di forza della serie: l’eleganza e la classe nel parlare della cosa più naturale del mondo. Assistiamo impotenti, alla nascita di una passione travolgente che scoppia tra i due protagonisti, ma che entrambi sembrano incanalare nel loro lavoro insieme, mischiando l’eccitazione dell’essere pionieri con quella dell’essere insieme. E quello che inizia come una passione si evolve in progresso, in cambiamento, in rivoluzione. La trama tocca anche altri argomenti come l’omosessualità e il come era possibile gestirla negli anni 50; parla dell’accettazione delle donne in posti di potere; si chiede se sia giusto che una mamma debba lavorare; esplora il mondo delle madri single; e infine cerca di sciogliere il vendittiano dilemma sull’esistenza o meno del “sesso senza amore”.

In tutte queste sue ramificazioni narrative, Masters of Sex, conferma il talento masters of sex (2)di Sheen e sorprende con Lizzy Caplan, interprete di Virginia Johnson, che riesce straordinariamente a deliziarci e ad emozionare con il suo personaggio.

Questa serie, vi farà innamorare con la sua atmosfera vintage e la sua forza emozionale, in molte scene le corde del vostro animo vibreranno e imparerete molte cose sia sulle donne che sul sesso. Certo è che in questo 2013 questo telefilm è una delle migliori novità ed è primo come originalità del tema e coraggio. Date una possibilità a questa serie, e fatela entrare nel vostro cuoricino, vedrete vi conquisterà.

Good Luck!

P.S. Momento preferito della prima stagione: la fine dell’11 episodio in cui Virginia canta “Youn don’t Know me” di Cindy Walker.

Prima stagione

Elegante

Valutazione Globale

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La_Seria_

Studentessa universitaria, persa nella sua Firenze,sfoga lo stress da esame nello streaming selvaggio, adora le serie crime e fantasy lasciandosi trasportare a tratti dai teen drama. Cerca ancora di capire perchè le piace la pioggia incessante

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1 commento

  1. Sono al settimo episodio, quindi ancora non posso parlare della stagione nella sua totalità, ma per ora concordo pienamente con te. Sheen e la Caplan bravissimi nei loro ruoli, ma anche il resto del cast è all’altezza. Trovo anch’io veramente elegante il modo in cui è affrontata la tematica cardine della serie, non c’è niente di gratuito o volgare e devo dire che questo non fa altro che far concentrare gli spettatori sulla storia dei due protagonisti.
    Brava showtime perché ha avuto coraggio e soprattutto ha colto l’occasione per parlare di emancipazione femminile, cosa che non guasta mai 🙂
    SPOILER
    Se devo trovargli un neo, mi è sembrata un po’ forzata la storia tra Austin e la moglie di Scully…per come nasce soprattutto!

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