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Mark Pellegrino: il cattivo ragazzo è più interessante

Mark Pellegrino non potrebbe essere più simpatico, più affascinante e più socievole. Ma nonostante questo carattere, c’è ancora qualcosa di sinistro nei suoi occhi, nella sua bocca e nel suo comportamento. Forse è per questo che ha portato in vita in modo memorabile alcuni dei cattivi più cattivi (Lucifero in Supernatural) e dei buoni più misteriosi (Jacob in Lost).

E mentre gli hanno appioppato Ia malvagità nel suo ultimo ruolo – nei panni del vampiro Bishop in Being Human del canale SyFy –il ruolo si allontana enormemente dal suo precedente: Mark sapeva cosa diavolo stava succedendo.

Questo non vuol dire che non gli sia piaciuta la sua esperienza in Lost, anzi il contrario. Ma a detta di Mark, sapere se il tuo personaggio è buono o cattivo, vivo o morto, reale o immaginario fa davvero la differenza per un attore. Sconvolgente.

 

Conoscevi l’originale della BBC?
No. Quando l’ho scoperto, ho visto solo una parte di un episodio. Era davvero buono ma non volevo imitare lo stile o avere nessun’altra versione nella mia testa perché sapevo che stavamo facendo la nostra cosa originale.

Allora cosa ti ha attratto di Bishop?
Ho trovato il problema di Bishop molto interessante – e come suggerisce lo show, è davvero molto umano. Tutti attraversano problemi di lealtà e tradimento. Il suo problema era come per un padre con il figliol prodigo. Uno che rifiuta i suoi valori e sta cercando di riportarlo sulla retta via nella vita. Ho pensato che fosse davvero profondo ed un legame emotivo che volevo esplorare.

Il pubblico sembra vedere Bishop come “il cattivo”, ma la tua analogia sul padre chiarisce che non lo sei.
Certamente. Ci può essere una parte su un milione che la pensa così e pensi, non c’è umanità qui, ma la maggior parte della gente sta solo cercando di vivere la propria vita. Sta al pubblico decidere se le azioni del mio personaggio sono appropriate o meno.

Un paio dei ruoli più importanti che hai ottenuto (in Dexter, Supernatural) erano certamente più nel lato malvagio, ti intrigano i ragazzi cattivi?
Sono più interessanti perché io credo che la nostra cultura renda “il male” più attivo. Per un artista, o un attore, i ruoli attivi – se li si ha come obiettivo – sono molto più interessanti che dover rispondere solo passivamente come fanno i bravi ragazzi.

Significa che avresti preferito interpretare l’Uomo in Nero piuttosto che Jacob in Lost?
[ride]. La cosa grandiosa di Lost è che c’era così tanta ambiguità. Eravamo tutti in territorio grigio e questo pone la domanda sulla nozione del bene. Non per distruggere l’idea del bene ma per comprendere che è un’idea complicata. L’uomo in Nero aveva alcune cose grandiose da fare, ma anche Jacob – e così tante delle sue cose si sono rivelate diversissime da ciò che pensavo.

Tipo?
Era una figura divina travolgente diventata solo una di una lunga serie di persone. Aveva una caratteristica infantile e un’innocenza che riguardavano molto la lealtà. Aveva virtù semplici, ma faceva cose cattive [ride].

Ora che tutto è finito, hai idea di ciò che era Lost e il ruolo di Jacob in quel mondo?
Penso che lui sia un altro ingranaggio in una macchina enorme. Abbiamo concluso la storia quando si è capito che lui era un ingranaggio [ride] – colui che azionava le leve e ottiene redenzione e chiarisce le cose spiegando ciò che aveva fatto. Ho alcune idee ma penso che i fan si siano scervellati su questo molto più di me, quindi le loro nozioni sono più figurate delle mie.

Era parte dell’attrazione il fatto che Being Human fosse uno show un po’ più diretto, meno esoterico, di Lost?
Sì, è stato bello conoscere la maggior parte del mistero prima, sicuramente. C’erano dei momenti in Lost in cui venivano a galla informazioni che speravo di aver potuto conoscere quattro episodi prima. Non ha rovinato nulla, è funzionato tutto nell’insieme, ma in un certo senso è bello per un attore sapere dove sta andando perché anche tu stai raccontando la storia. Mi piace la chiarezza che si ha nell’interpretare Bishop.

Visto che non puoi confrontarlo con l’originale, dimmi, mentre proseguono gli episodi, cosa ne pensi della regia di Being Human?
Oh, mi piace davvero. Ci sono molti momenti elettrizzanti, elementi crudeli. Non so se è così nell’originale, ma rimani sempre sospeso tra un episodio e l’altro, chiedendoti dove si arriverà successivamente. Cosa accadrà dopo. E’ anche molto sexy. Penso che i vampiri abbiamo bisogno di essere sexy – quella crudeltà, quel pericolo.

Cosa ne pensi del mondo dei vampiri?
Vedo il mio mondo di vampiri come una minoranza oppressa. So che lo fanno anche in True Blood, ma penso che sia giusto quando si parla di mondo di vampiri. Sono ai margini, si cibano strisciando nell’oscurità perché sanno che potrebbero essere annientati se scoperti. Per questo Bishop si insinua in un’area di autorità dove può prendere il comando mentre diffonde la sua influenza. E’ una mossa piuttosto furba da parte di Bishop.

NYPost.com

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