fbpx

Mark-Paul Gosselaar di Avvocati a New York, NYPD Blue e della reunion di Bayside School – Saved By The Bell

27 maggio 2009 9:49

Mark-Paul Gosselaar contribuisce alla nostra discussione su Avvocati a New York (Raising the Bar) (la prima 8 giugno alle 10 su TNT), la sua esperienza in “NYPD Blue” e la reunion di Bayside School (Saved By The Bell) organizzata da Jimmy Fallon. Inoltre sta cercando di risolvere un dilemma che non ha mai sentito prima: come fanno tre studenti delle superiori dell’Indiana (da Good morning, Miss Bliss / Bayside School – Saved By The Bell: The Junior High Years) a ritrovarsi un anno dopo a vivere in California il loro primo anno da matricole con il loro preside, senza alcuna spiegazione.

 

Mike: La prima domanda di solito dovrebbe essere “come sei finito in Avvocati a New York (Raising the Bar)?” ma ovviamente perché hai lavorato con Steven Bochco prima (in NYPD Blue). È così?

Mark-Paul Gosselaar: No, ma quasi. Lui è stato così gentile negli anni passati da ingaggiarmi… è solo venuto da me e mi ha proposto la cosa. Aver avuto a che fare con un produttore di questo livello e di grande successo è veramente forte – non direi un dono – ma è bello avere qualcuno dalla tua parte.

Mike: É meglio aver partecipato a un programma famoso come NYPD Blue o è bello creare qualcosa dall’inizio come nel caso di Avvocati a New York (Raising the Bar)?

Mark-Paul Gosselaar: Sono due cose diverse. La pressione che avevo in NYPD Blue era quasi ovvia: avrei lavorato con un ragazzo che è stato nominato nove volte per un Emmy interpretando il suo partner 27enne. C’era molta ansia di mezzo. Tennis (Franz) è uno dei migliori attori in televisione, ma anche una delle persone migliori: è assolutamente genuino e simpatico. C’era solo pressione su di me. Da questo punto di vista è stata una sfida. Abbiamo iniziato subito con qualcosa di nuovo; la serie sulla giustizia criminale è stata fatta prima, ma non dalla prospettiva dei difensori pubblici e dei loro clienti e ascoltando le loro storie. Questa incertezza funzionerà… C’è molto di più sulle spalle di tutti noi.

Mike: Io ho veramente partecipato a una giuria di un processo per un assassinio a Manhattan con un difensore pubblico e ho apprezzato davvero le fotografie al rallentatore durante la riproduzione in aula. Contrariamente alla credenza popolare, perfino in un processo non è un’azione non-stop.

Mark-Paul Gosselaar: Sì, qual è stato il verdetto?

Mike: Dopo tre settimane. Non colpevole.

Mark-Paul Gosselaar: Non colpevole, wow. Scommetto che quel difensore pubblico era… che sollievo per un difensore, non solo per il cliente… wow, grande.

Mike: Il tuo personaggio, Jerry, è interessante. Di solito ha ragione, ma sembra non voler insistere mai ed essere piuttosto delicato.

Mark-Paul Gosselaar: Decisamente. Abbiamo detto che questa stagione inizierà con qualcosa di evidente: i miei capelli. Mi taglio i capelli nel primo episodio e, contemporaneamente, Jerry acquisisce più tatto. Durante la scorsa stagione lo abbiamo visto abbastanza mentre usava la sua voce piuttosto che la sua testa. È uno degli avvocati più intelligenti nel tribunale, ma fa o dice lo stesso delle cose una persona più prudente eviterebbe di dire. È sempre stato un ribelle, un furbetto. Questo è il suo fascino. Ma, hai ragione, il personaggio doveva diventare un po’ più delicato e intelligente e penso che lo diventi nei primi due episodi.

Mike: Mi piacciono Jane Kaczmarek e il giudice Kessler. Ogni volta che pensi di affidarle una decisione di un certo livello, dice qualcosa che ti riporta a pensare che è un po’ fuori di testa.

Mark-Paul Gosselaar: Bè, dipende da dove sei e da come interpreti la legge. Lei interpreta la legge davvero alla lettera e questo non è giusto… e ovviamente parlo io, non Jerry. Lei fa le cose alla lettera: non puoi fargliene una colpa. Qualche volta il suo rapporto con Jerry sembra aspro, ma, sì, lei è un grande personaggio. Non so se sai che tutti e due abbiamo procurato John Michael Higgins (Best in Show) per interpretare un giudice. Lui è un tipo con delle regole un po’ eccentriche. Probabilmente sarà con noi per sei o sette episodi e, certamente, con il suo retroscena comico: questo renderà la cosa molto dinamica con Jerry e gli altri avvocati.

Mike: Grande, non vedo l’ora di vederlo. Anche il giudice Kessler ha un lato umano: nel finale della prima serie, quando ringrazia il difensore di Jerry dopo che era stato assolto e la perdona per aver pensato male la prima volta. La scena è commovente.

Mark-Paul Gosselaar: Lo era, infatti. E se vedi come cerca di liberarsi dei magistrati il prima possibile, perché non vuole avere quel momento umano perché sembra che qualche volta tu stia facendo il tuo lavoro.

Mike: Hai detto di aver fatto NYPD Blue, a 27 anni, ma adesso qualcuno pensa che eri più giovane di ora. Hai mai avuto la sensazione che le persone dimentichino quanti anni hai? Addirittura perfino quando stavo preparando questa intervista, la mia prima reazione è stata “Wow, Mark-Paul Gosselaar è nato nel 1974, adesso ha 35 anni”. Poi in un secondo momento ho pensato “Aspetta, è nato nel 1974, quindi io sto per compiere 35 anni”.

Mark-Paul Gosselaar: (Ride) Penso sia perché le persone crescono guardano i miei film; c’è una sorta di affinità, tipo “Sì, siamo cresciuti insieme”. (Ride). E io sono ancora su pista… sì, ho compiuto 35 anni quest’anno, mi sono guardato indietro e ho detto “Oddio, sono stato sposato per 13 anni, ho due bambini…”. Trentacinque è come un’età ufficiale, sai? Sono sicuro che ti senti nello stesso modo.

Mike: Bene, è questo venerdì. Ho ancora qualche giorno, quindi non dirmi cosa succede. Non voglio anticipazioni (Ride).

Mark-Paul Gosselaar: É strano. Adesso non sei proprio negli -enta, stai andando verso gli -anta. È una cosa seria. Ma, sì, recito da così tanto tempo che le persone si sono dimenticate quanti anni ho.

Mike: Bene, hai apportato una stabilità apprezzabile a NYPD Blue. Tra il personaggio nauseato di Jimmy Smits e il personaggio fuori di testa di Rick Schroder, Clark era una ventata di stabilità per Sipowicz.

Mark-Paul Gosselaar: Sono stato chiamato John Clark, perché il produttore esecutivo, Bill Clark, è stato un detective nel NYPD per 25 anni e, fondamentalmente, mi ha dato il nome di suo fratello John Clark Jr. Quindi non poteva far essere anche il mio personaggio troppo diverso. Ero più vicino al “non potrei fare niente di male”. Smits aveva un personaggio così amato che io non potevo nemmeno lontanamente andarci vicino, se non in termini di “non potrei fare niente di male”. Però non stavo diventando un alcolista e non stavo andando con le prostitute. Sipowicz voleva Danny (Schoder), era una specie di mentore, ma Danny era talmente stronzo e c’erano molti spunti per Danny. E sì, quando mio padre è morto sulla scena, Sipowicz è quasi diventato il mio secondo padre e io mi sono ribellato. Pensavo fosse una bella relazione anche per il personaggio di Sipowicz. Essere in scena è stato veramente un piacere. Speravo di poter esserci per tutti i 12 anni di programmazione.

Mike: Ancora due cose. C’è una storia con Bobby che è successa nella prima stagione, cosa possiamo aspettarci dalla seconda stagione di Avvocati a New York (Raising the Bar), oltre che al nuovo taglio di capelli?

Mark-Paul Gosselaar: Piano, piano, piano; siamo solo al settimo episodio. Quest’anno ci sono 15 episodi e quindi possiamo andare con calma. L’anno scorso siamo andati molto veloci, così solo 10 episodi non ci hanno dato la possibilità di rimuovere questi personaggi. Avevamo alcune storie buone, ma penso che per quanto riguarda i personaggi, questi abbiano sofferto un pochino. Quest’anno possiamo andare con calma, sapendo che ci sarà una seconda stagione. E possiamo anche allargare un po’ le nostre vedute con i personaggi e vederli da diverse prospettive, che è sempre buono per una serie.

Mike: Ok, ultima cosa. Ti faccio un’ipotesi…

Mark-Paul Gosselaar: Ok.

Mike: Ipoteticamente, diciamo che inizia la seconda stagione di Avvocati a New York (Raising the Bar). Invece di New York, tutto d’un tratto si sposta in California. E ci sono solo Jerry, Charlie e Bobby, nessun altro. Tutte le loro famiglie vivono lì adesso. E anche il giudice Kessler. Ma, non c’è nessuna spiegazione per tutti questi cambiamenti. Ok, ho cercato di raffigurarmi lo stesso scenario per 21 anni, solo che lo spostamento era dall’Indiana in California. Hai qualche spiegazione per questo così che io possa compiere il mio 35esimo anno sapendo come sia potuto accadere?

Mark-Paul Gosselaar: (Lunga pausa). Di che? Perché dovresti trasferirti, bè… Indiana?

Mike: Da quello che abbiamo visto succedere in Good morning, Miss Bliss a quello che è divento il seguito Bayside School (Saved By The Bell), loro si sono trasferiti dall’Indiana in California. Tre famiglie (i Morris, i Turtle e i Powers) e il loro preside (il signor Beliding) senza alcuna spiegazione.

Mark-Paul Gosselaar: Ohhhh, è vero! (pausa, poi una gran risata). Oh, cavolo, Mike, questo è semplicemente fantastico. Me ne ero completamente dimenticato. Good morning, Miss Bliss era ambientato in Indiana?

Mike: Sì.

Mark-Paul Gosselaar: (Ancora ridendo) Che cavolo, è vero! Perché…

Mike: Cercherei di spiegarmelo pensando che forse i tre genitori lavoravano per la stessa azienda e quindi si sono trasferiti tutti in California… Ma perché allora anche il loro preside è lì?

Mark-Paul Gosselaar: (Ridendo) Questo fa ridere. Devo dire che sei il primo giornalista che si pone una domanda stupida come questa. Buon per te, amico.

Mike: Bè, grazie, lo apprezzo.

Mark-Paul Gosselaar: Puoi compiere i tuoi 35 anni con un badge che dice “ho posto una domanda che ha messo in difficoltà Mark-Paul”. Questa è la prima volta che mi si chiede una cosa del genere. Grandioso (ride).

Mike: Ho cercato di preparare questa intervista senza mai nominare il titolo della serie. Ecco perché è formulata così.

Mark-Paul Gosselaar: No, è perfetta. Stavo pensando “che cavolo c’entra con la serie?”

Mike: Allora hai una risposta? Una spiegazione di come potrebbe accadere?

Mark-Paul Gosselaar: Oh, mio Dio, no. Fantastico. E il bello è: perché hanno portato Haley Hills a fare questa serie in Indiana? Dove stai andando dall’Indiana? Non ci ho mai pensato, ma ora che me lo dici, che cavolo c’è in Indiana!?

Mike: Almeno avrebbero potuto aggiungere un trafiletto per spiegare perché sono andati in California… compreso il capo. Penso che oggi finalmente abbiamo una risposta.

Mark-Paul Gosselaar: (Ride) No, sono sorpreso. E poi penso che stia per accadere, ma sopra a Jimmy Fallon, faccio lo spettacolo l’8 giugno. Ha fatto tutto questo con una reunion per Bayside School. Non so se la farò, ma farò qualcosa di veramente carino nel suo spettacolo. Penso che sia qualcosa che i fan di Bayside School prevedono. (Fallon) Sembra abbastanza aperto a queste cose. Vorrei divertirmi un po’ e non farmi intimidire dalla reunion. Ci divertiremo tutti.

(Mike’s Pulse)
Mike’s Pulse è una rubrica curata dal newyorkese trapiantato dal Midwest Like Ryan, Per qualsiasi complimento o lamentela, preferibilmente i primi, potete contattare Mile direttamente all’indirizzo [email protected] o porre una domanda del lettore per le celebrità a Mike su Twitter.

 

Bibiana

"Shakespeare once wrote that life is about a dream, and that's exactly how i live my life. From one dream to the next."

Articoli correlati