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Diego Armando Maradona tra cinema e tv

Maradona

Ei fu. Sono state spese migliaia di parole, scritti centinaia di articoli, mandati in onda ore di filmati, condivisi sui social quantità innumerevoli di immagini e video, versate damigiane di lacrime. Ma, alla fine, forse, il modo migliore di commemorare Diego Armando Maradona è affidarsi all’icastico incipit che Manzoni usò per Napoleone. Lasciare che sia poi ognuno ad aggiungere al passato del verbo essere tutto ciò che Diego è stato per chiunque potrà raccontare “io c’ero quando Maradona”.

Chi scrive questo articolo è napoletano e tifoso del Napoli (due termini quasi sinonimi) ed è stato ragazzo negli anni d’oro in cui Diego trasformava i sogni in realtà e mostrava come anche gli ultimi possano diventare dei. Ma su Telefilm Central scriviamo di cinema e tv per cui è di come questi media si sono relazionati negli anni a Diego che parleremo. Sicuri che molto ancora si potrebbe dire perché lunghissimo è l’elenco di titoli.

Tifosi
Diego e il cinema: Tifosi

Diego e il cinema

Il cinema non poteva che interessarsi a Diego Maradona. Sia perché le storie dei campioni hanno sempre avuto successo sul grande schermo. Sia perché la popolarità mondiale di Diego era ovviamente un ottimo specchietto per attirare tantissime allodole. Paradossalmente, però, Diego è stato più un ideale che un personaggio concreto. Quasi che il cinema volesse liberarsi dell’ingombrante presenza dell’uomo per cogliere l’aura del campione. Per questo motivo c’è un solo film che possa definirsi un biopic su Maradona. Si tratta di Maradona – La mano de Dios del 2007 diretto da Marco Risi e con Marco Leonardi nei panni di Diego. La vita di D10S è raccontata dall’infanzia al capodanno del 2000. Un film piuttosto classico nel suo svolgimento che si preoccupa più di mantenersi fedele ai fatti che di restituire ciò che davvero Diego era.

Di qualità nettamente diversa è Santa Maradona del 2001 di Marco Ponti con Stefano Accorsi, Libero De Rienzo, Anita Caprioli e Mandala Tayde. Il film si intitola come l’omonima canzone dei Mano Negra dedicata dal frontman Manu Chao al suo amico Diego. Il film fu un grande successo diventando anche una sorta di manifesto per una generazione la cui unica possibilità era vivere di espedienti al limite tra legalità e furbizia. Il Maradona evocato dai due amici Andrea e Bart è quello del goal di mano all’Inghilterra nei mondiali del 1986 (la famosa mano de dios). Una furbata che diventa sberleffo vendicativo da parte di una generazione che è capace anche di gesti memorabili. Proprio come Diego che prima segna di mano e poi fa il goal del secolo mandando in estasi una nazione.

Impossibile non citare anche il finto cameo in Youth di Paolo Sorrentino dove un Diego stanco e appesantito (interpretato da Rolly Serrano). Nel film del 2015, compare un Maradona che condivide con gli altri ospiti della clinica di lusso l’inesorabile cammino verso un tramonto inevitabile. Un ritratto spietato ma anche affettuoso che non poteva piacere a un Diego che non ha mai voluto scrivere la parola fine alla sua carriera nel calcio.

Ironico che, invece, Diego abbia accettato di buon grado di partecipare ad un film la cui qualità è alquanto dubbia (a voler essere generosi). Tifosi del 1999 è, infatti, il classico cinepanettone firmato da Neri Parenti e con un cast infarcito di comici di quegli anni. Spicca ancora di più, quindi, la partecipazione di Maradona che interpreta sé stesso non limitandosi ad una pura apparizione, ma svolgendo un ruolo di rilievo nell’episodio con Nino D’Angelo e Peppe Quintale. Una scelta inattesa, ma dopotutto coerente con un personaggio che sapeva che il tipo di pubblico a cui il film si rivolgeva era pieno di tifosi anche del Napoli.

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Maradona by Kusturica
Diego e i documentari: Maradona by Kusturica

Diego e i documentari

Se i prodotti di finzione dedicati esplicitamente a Maradona sono relativamente pochi, ben più ricca è l’offerta di documentari. Forse, perché è più semplice raccontare la realtà che interpretarla, mostrarla e lasciare che siano gli spettatori a prendere quel che vogliono. Vero è che alcuni documentari sono a loro volta cinema.

Come definire altrimenti Maradona by Kusturica del 1998? Il regista di Sarajevo e il campione da Villa Fiorito ripercorrono insieme i luoghi simbolo della vita di Diego fino a quel momento: Buenos Aires, Napoli, Cuba. Non c’è solo il Diego che da ragazzino arriva prima ad esordire con l’Argentinos Junior fino all’apoteosi col mondiale del 1986 e i successi napoletani. C’è anche il lato buio del doping e del declino di un giocatore arrivato troppo presto a fine carriera. Soprattutto, però, c’è il Maradona uomo. Il suo modo di vivere e le sue idee sulla droga, le istituzioni calcistiche, la politica e l’avversione verso l’imperialismo capitalista nordamericano. Un Maradona debordante in un documentario che come pochi altri fa capire perché un campione di calcio sia diventato una icona conosciuta anche da chi non sa cosa sia un pallone.

Il mondo intero conosce Diego Armando Maradona, ma c’è un posto dove il suo nome è quello di una divinità laica venerata e amata come e più di un santo patrono. Napoli ha fatto di Maradona il santo protettore di chiunque pensi che chi ha sempre perso può trionfare un giorno. Il rapporto tra Diego e Napoli è stato e resterà unico. Talmente unico che merita di essere raccontato in Maradonapoli, documentario del 2017 diretto da Alessio Maria Federici. Maradona non è presente di persona, ma lo è nel suo essere una idea astratta divenuta realtà concreta. Federici intervista tutti, dall’impiegato al professionista, dal cuoco al direttore di banca, fino a quei ragazzi che non lo hanno mai visto dal vivo. Un modo per capire come e perché Napoli tramanderà le sue gesta come si fa con gli eroi dei poemi epici.

Napoli e Maradona. Maradona e Napoli. Questo binomio è il tema portante di Diego Maradona, documentario di Asif Kapadia prodotto da Channel 4 e reso disponibile su Netflix nel 2019. Senza ombra di dubbio il prodotto più completo potendo vantare una quantità incredibile di materiali inediti risalenti al periodo napoletano di Diego. Merito del progetto mai andato in porto di una serie su Maradona risalente al 1981. Due cameramen seguirono Diego ovunque e quei filmati riemergono ora restituendo l’immagine a tutto tondo del campione nel suo periodo di massimo splendore. Un racconto che scandaglia ogni aspetto del Diego di quel periodo mostrando come fosse pervasiva la sua figura senza tacere del rapporto con la cocaina e la malavita.

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Maradona - Sueño bendito
Diego e le serie tv: Maradona – Sueño bendito

Diego e le serie tv

Ironicamente Maradona muore senza poter assistere al debutto della prima serie tv dedicata a lui e realizzata con il suo beneplacito. Proprio nel giorno del suo sessantesimo compleanno, Amazon Prime Video aveva rilasciato le prime immagini di Maradona: Sueño bendito. Un progetto ambizioso che si propone di essere una sorta di The Crown, ma dedicata a Diego. Un budget importante è stato investito per garantire massima verosimiglianza e fedeltà ai fatti e per ingaggiare tre attori per interpretare Diego. Nicolas Goldschmidt, Nazareno Casero e Juan Palomino saranno i volti del Maradona ragazzo, del campione all’apice del successo e dell’uomo dopo il ritiro dal calcio. Nessuna data è stata fissata, ma ci si aspetta che la serie sia disponibile verso fine anno.

Del tutto ignota è anche la data in cui approderà su Netflix È stata la mano di Dio di Paolo Sorrentino. Ambientata nella Napoli degli anni ottanta, la serie già dal titolo lascia intuire il peso che Maradona ha avuto nella formazione giovanile del regista napoletano. Influsso tanto pesante da spingere Sorrentino a citare Diego nel suo discorso di ringraziamento agli Oscar affiancandolo a nomi come Fellini e Scorsese. Un modo elegante per sottolineare come la grande bellezza possa cogliersi anche nell’arte di chi sa disegnare sogni con un pallone. Un ringraziamento che si trasforma in divertito omaggio in The Young Pope e The New Pope dove il cardinale Voiello di Silvio Orlando indossa la maglia azzurra ad ogni partita del Napoli e dedica a Maradona la stessa venerazione che deve al vero Dio.

Diego non c’è più. Ma Diego Armando Maradona ci sarà sempre. E anche un po’ grazie a cinema e tv.

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