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Manhunt: Unabomber – intervista a Sam Worthington nei panni di Jim Fitzgerald nella serie tv di Netflix e Discovery Channel

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Nei mesi e giorni scorsi vi abbiamo parlato di Manhunt: Unabomber, la serie tv targata Netflix e Discovery Channel dedicata alla caccia a uno dei serial killer più famosi e temibili della storia americana: Unabomber.

Uno psychological thriller dall’eccezionale storytelling che grazie a un cast superbo riesce ad ipnotizzarti sin dai primi minuti del pilot, incollandoti letteralmente allo schermo. Scena dopo scena, battuta dopo battuta, Manhunt: Unabomber porta ad immergersi nella vita di Ted Kaczynski (interpretato da Paul Bettany) raccontandoti il suo credo, le motivazioni che lo hanno spinto a compiere gli atti criminali che lo hanno reso famoso in tutto il mondo e a svelarti il suo triste passato, quei terribili ed inaspettati risvolti che lasciano a bocca aperta tutti coloro che non conoscevano appieno la storia e le vicissitudini di Unabomber.

Abbiamo già lodato la performance di Paul Bettany (Avengers: Infinity War) nei panni del matematico, ex docente universitario e terrorista statunitense che per quasi 20 anni ha inviato pacchi postali esplosivi a numerose persone uccidendone 3 e ferendone 23 anche in modo grave. Parte del successo di questa miniserie è sicuramente da imputare a questo attore inglese che ha dato magistralmente vita a Ted Kaczynski anche attraverso un cambiamento fisico davvero notevole.

Questa volta vogliamo soffermarci sul co-protagonista, l’attore australiano Sam Worthington (Avatar) che in Manhunt: Unabomber veste i panni dell’analista James ‘Jim’ R. Fitzgerald, un profiler dell’FBI nonchè l’unico linguista forense che sia mai stato impiegato dall’FBI nella caccia a un serial killer.

Manhunt: Unabomber

Sam Worthington è James R. Fitzgerald, l’agente del Behavioral Science Service Unit del NCAVC (National Center for Analysis of Violent Crime) che ha catturato Unabomber.

“La linguistica forense è all’avanguardia nella scienza forense, in termini di applicabilità alle situazioni del mondo reale”.

Nei mesi scorsi, durante la produzione della serie tv, Sam Worthington è riuscito ad incontrare realmente Jim Fitzgerald, l’uomo da lui interpretato nello show di Netflix e Discovery Channel. “Quando l’ho incontrato gli ho detto: ‘ho intenzione di ritrarre il tuo lato buono e il tuo lato cattivo, quindi preparati’. Ma penso che sia stato felice per come la storia sia stata raccontata” ha dichiarato l’attore australiano a Maxim.com.

Per interpretare al meglio il personaggio, Sam Worthington si è immerso nei libri, nelle interviste e nelle registrazioni audio del vero profiler dell’FBI. “La sceneggiatura ha aiutato moltissimo, è stata la bibbia per capire al meglio il personaggio”.

Secondo l’attore australiano, il rischio di incontrare nella vita reale i personaggi che si deve interpretare è che possano romanzare il passato e le loro azioni. “C’è così tanto materiale che una persona può darti… Ma quello che viene raccontato nella miniserie è successo 20 anni fa. Passando così tanto tempo, c’è sempre il rischio che vengano glorificati alcuni approcci e spazzati via gli aspetti più negativi”.

L’obiettivo di Sam Worthington è stato quello di trovare la verità piuttosto che una versione romanzata. “La verità è sempre una cosa sfuggente che cerchi di catturare. Ecco perché alcuni film funzionano e altri no, o hai trovato la verità o hai solo finto”.

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