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Made in Italy: 5 motivi per vedere la serie TV sulla moda italiana

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Made in Italy è la nuova serie TV italiana prodotta da Taodue e The Family attualmente disponibile su Amazon Prime Video, ma in onda in chiaro prossimamente su Canale 5.

La serie racconta la nascita del made in Italy attraverso la redazione di un giornale di moda. Con un cast composto tra volti nuovi e attori di vecchia conoscenza, gli otto episodi scorrono velocemente appassionando sia alle vite degli stilisti (nonostante siano in secondo piano) che alle vicissitudini dei protagonisti principali.

Ambientata nella metà degli anni ’70 a Milano, segue principalmente le vicende di Irene Mastrangelo che stanca dell’ambiente asfittico universitario si ritrova a lavorare nella redazione del giornale di moda Appeal. Molte le tematiche affrontate: le lotte studentesche e sindacali, il terrorismo, l’emancipazione femminile, la malattia, la droga e tantissimo altro.

Ecco i 5 motivi per vedere Made in Italy:

1 – Il tema di Made in Italy

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Per la prima volta una serie TV italiana si concentra sulla moda. La moda (e la sua storia) in Italia dovrebbe essere conosciuta maggiormente e considerata più seriamente non solo dagli appassionati o addetti ai lavori.

Finalmente con questa serie si può iniziare a far conoscere al grande pubblico la creatività, l’ingegno e il coraggio degli stilisti italiani. Ovviamente non è un documentario sulla moda e quindi la parte dedicata ad essa è rilegata a piccoli momenti durante ogni episodio. Tuttavia permette a grandi linee di capire e comprendere l’impatto di questi creativi e lasciare anche la curiosità di scoprirne di più.

Molti gli stilisti ricorrenti negli episodi: Versace, Albini, Armani, Krizia, i Missoni, Fiorucci e molti altri.

Nella serie a interpretarli molti attori conosciuti come Raul Bova, Claudia Pandolfi, Stefania Rocca e Nicoletta Romanoff.

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2. La produzione di Made in Italy

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Made in Italy è un ottimo prodotto anche dal punto di vista tecnico. La regia è ispirata, soprattutto quando segue la protagonista Greta Ferro. L’attrice e modella è alle prime esperienze di fronte alla cinepresa, ma è perfettamente a suo agio, è fresca e carismatica. Questo per sottolineare, se ci fosse ancora bisogno dopo l’amica geniale e Gomorra tra i tanti esempi, come non sempre sia necessario cercare attori famosi, ma ne esistono di bravi e poco conosciuti.

Così come la regia di Luca Lucini e Ago Panini è di livello rispetto alla solita fiction italiana anche la fotografia, croce e delizia italiana nelle serie TV, è perfetta ricreando un effetto caldo come i rullini dell’epoca.

La sceneggiatura è scritta da un team di varie persone: Luisa Cotta Ramosino, Laura Cotta Ramosino, Paolo Marchesini, Mara Perbellini, Mauro Spinelli, Lea Marina Tafuri e si ispira senza dubbio alle serie TV americane. Basta cercare su Google il curriculum della prima sceneggiatrice per capire che effettivamente c’è un bagaglio statunitense ( n.d.r. ha seguito lo Showrunner Progam a Los Angeles).

Una menzione d’obbligo anche al set design estremamente curato sia nelle strade con cartelli e pubblicità dell’epoca, ma anche nelle scrivanie e case dei vari personaggi.

Infine la ciliegina sulla torta: i costumi. E qui la fortuna e la bravura della produzione è stata di riuscire ad avere abiti d’epoca dalle maison.

Albini, Curiel, Fiorucci, Krizia, Missoni e Valentino hanno reso possibile l’utilizzo dei loro abiti vintage regalando ancora più autenticità alla serie.

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3. L’amore non è il fulcro della storia in Made in Italy

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Addentrandoci di più nella trama della serie, ma senza spoiler si può sicuramente riconoscere il pregio di non voler relegare la protagonista femminile nell’ennesima storia d’amore da favola.

Ovviamente è stata una scelta intelligente, ma anche necessaria visto il periodo storico trattato coincida con l’emancipazione femminile. La nostra protagonista ha dei sogni e delle ambizioni, non si vede come una possibile moglie e madre rinchiusa in casa.

Chiaramente l’aspetto romantico è presente, ma non è il fulcro della storia e il motore delle scelte della protagonista.

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4. C’è una storyline gay

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Probabilmente anche questa scelta era dovuta (parliamo di moda dopotutto) e stiamo applaudendo al minimo indispensabile, ma è bene riconoscerlo.

Nella serie c’è un personaggio gay, non stereotipato che vive la sua vita da omosessuale (con una storia d’amore) in maniera libera per quanto lo possa permettere l’epoca. Insomma non si odia e quindi già è tanto!

Ci sarebbe da discutere su alcune scelte di sceneggiatura relative ad alcuni aspetti della sua storia, ma in questa sede evitiamo spoiler.

5. Se non vi fidate di noi date retta agli americani!

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Deadline ha stilato una lista di 10 serie di tutto il mondo da vedere e Made in Italy è presente!

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