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Madam Secretary: Recensione dell’episodio 1.01- Pilot

In molti, soprattutto in questi ultimi anni, hanno cercato di portare la politica all’interno del mondo delle serie Tv e diversi hanno avuto successo, producendo serie di grande successo e di grande spessore, nonostante il tema sia stato affrontato in maniera totalmente diversa. Si passa da The West Wing che, pur mostrando un’immagine fin troppo idealistica della politica, ha offerto una serie decisamente ben fatta fino ad arrivare a Veep che affronta il tema con toni decisamente più leggeri. Nel mezzo, però, ci sono tante serie che finiscono per l’affrontare il tema politico e lo fanno egregiamente, mostrando tutte le contraddizioni che contraddistinguono un mondo non proprio limpido.3b08da3fadc64a32ca351748303bd77a

Alla lista, domenica sera, si è aggiunta anche Madam Secretary che deve fare i conti, però, con dei termini di paragone di altissimo livello e devo dire che, per quanto mi riguarda non è stata all’altezza. Non stiamo parlando di una serie Tv scadente, perché non è questo il caso. Il nuovo political drama targato CBS ha decisamente il potenziale per essere una buona serie, ha il potenziale per attrarre molti spettatori, come gli ascolti del pilot hanno dimostrato, ma se vi aspettate di vedere una serie rivoluzionaria o una di quelle serie che vi tiene attaccati allo schermo, francamente non credo sia questo il caso. Madam Secretary vuole essere un political drama poco politico: ad esempio non si conosce la fede politica del Presidente e la stessa protagonista sarà scelta per il suo essere apolitica (“Tu non pensi fuori dagli schemi, tu non sai nemmeno che esistono degli schemi” le dice il Presidente), e non so quanto questo possa funzionare.

In questo primo episodio abbiamo conosciuto la protagonista, Elizabeth McCord, interpretata dalla bravissima Tea Leoni, un’ex agente della CIA, poi docente 3b2f7a456ae9474ec75ded4b455d58eeuniversitaria e adesso, in seguito a circostanze speciali, Segretaria di Stato. Elizabeth è una donna forte, sarcastica, una di quelle donne che non ha paura di avere un’opinione e di esprimerla. E’ una donna di successo, ma la cosa interessante (e questa è una novità) è che nonostante il successo in ambito lavorativo, Elizabeth è riuscita a mantenere una discreta serenità anche in famiglia. Di solito in televisione o al cinema o nei libri si parla sempre di brave mamme e brave mogli o di donne in carriera, quasi come se una donna non potesse essere entrambe le cose, quasi come se una cosa escludesse l’altra. Non vorrei sembrare una di quelle femministe incallite che si appellano anche alle cavolate, ma per gli uomini questa separazione non si fa mai, per gli uomini essere un bravo marito e padre e avere successo sul lavoro è quasi un must. Escludere questa possibilità per le donne è estremamente sessista. E sono contenta che finalmente ci sia un personaggio che faccia funzionare bene i due mondi, almeno fino ad ora.

Questo discorso, però, va a farsi benedire, per non dire altro, nel momento in cui gli autori decidono di immettere nella mente di Elizabeth il concetto per cui una donna al potere dia sintomi di mascolinità, nel momento in cui a letto con il marito gli chiede se il suo potere possa renderla in qualche modo meno attraente. Mi chiedo: ma perché? Siamo ormai nella seconda metà del 2014 e andiamo verso il 2015, è possibile che ancora si facciano questi discorsi. E questo vale anche per l’insistenza che lo staff alla Casa Bianca ha avuto affinché Elizabeth si servisse di una personal stylist. Stiamo parlando di una Segretaria di Stato non di America’s Next Top Model.

Altra nota dolente è sicuramente che su tutto cala un velo di semplicistica faciloneria: il modo agevole con cui la McCord risolve il suo primo compito alla Casa Bianca è eccessivamente irreale: l’essere riuscita a liberare due ragazzi imprigionati a Damasco. Mi4014c2f4f1b14247c2a4bf74aaec9b02 chiedo se sarà così per tutta la stagione, perché se così fosse sarebbe decisamente poco realistico e non perché si tratta di una donna, che sia chiaro (perché anche Carrie in Homeland è brava nel suo lavoro) ma non perché non può essere perfetta. In questo primo episodio di Madam Secretary, invece, è sembrato tutto un gioco da ragazzi: faccio due telefonate, minaccio un tipo russo, che fa due telefonate e per maglia i ragazzi tornano negli Stati Uniti. In quale mondo questo succede? Di sicuro non in quello in cui viviamo.

L’ultimo appunto riguarda la decisione degli autori di trasportarci direttamente dall’offerta del Presidente a due mesi dopo, tralasciando momenti fondamentali che avrebbero non solo potuto farci conoscere Elizabeth meglio, ma avrebbero dato una visione più complete della responsabilità che la donna può sentire nel ricoprire un ruolo così importante e nella difficoltà che si presenta nel dover fare una scelta del genere che, ovviamente coinvolge anche la sua famiglia: dov’è il primo giorno di lavoro, dov’è il momento in cui la famiglia si siede al tavolo per decidere e per discutere di come la decisione può condizionare l’equilibrio dell’intera famiglia? Questi momenti non ci sono ed è una lacuna enorme a mio parere.

La serie tutto sommato è un buon drama, ma non credo potrà mai essere più di questo. Ci sono sicuramente dei margini di miglioramento e essendo ancora al primo episodio non si possono dare giudizi affrettati e definitivi, ma le lacune ci sono e sono anche profonde.

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