fbpx
Mad Men

Mad Men: recensione episodio 7.09 – New Business

Continua ad essere colpito duramente Don Draper in questo lento viaggio che ci accompagna alla fine di Mad Men. Nel giro di pochi minuti l’inizio di New Business ricorda al protagonista tutte le sue occasioni mancate, le famiglie distrutte, quello che poteva avere e che non ha più, lunga coda conclusiva dell’episodio precedente dove veniva messa in scena la morte di Rachel. Dal quadro familiare iniziale dove prepara i frappè per i figli, Don viene rapidamente sostituito e poi escluso; lo ritroviamo subito dopo, rientrare nel vlcsnap-155924proprio appartamento vuoto con Megan che lo chiama per chiedergli dei soldi e avvertirlo del suo arrivo. Una semplice telefonata durante la quale Don mantiene una conversazione affettuosa, segno di come sia incapace a lasciarsi il proprio passato alle spalle. Poi, più tardi, dopo la notte trascorsa con Diana,  in ascensore, in quello che più volte è stato il loro ascensore, complice della loro relazione extraconiugale, incontra Sylvia col marito.

Ancora una volta quello che poteva avere e non ha, in netto contrasto con l’ennesimo simulacro di relazione che perversamente Don cerca di portare avanti fin dall’inizio di Mad Men (stessa cosa per la cameretta vuota dei figli), con la battuta di Arnold che arriva come un macigno sulle spalle e sul futuro del pubblicitario. Se mai ci si fosse illusi che Diana potesse essere l’ennesimo tentativo di Don di costruire qualcosa di duraturo, l’uscita di Arnold ha stroncato ogni aspettativa. Diana, donna di mondo, non prende e se ne va all’istante per la battuta, che se vogliamo è pure offensiva (e che mette in risalto il suo essere vestita da cameriera di una tavola calda in un altolocato palazzo dove abitano persone che staccano assegni da un milione di dollari come fossero bruscolini), ma rimane quasi a voler rigirare il coltello nella piaga all’interno della ferita secolare di Don. Diana se ne va perché in compagnia di Don rischia di andare incontro ad un identico destino, anzi peggiore, dove non solo ha mandato in malora una famiglia, ma si è pure dimenticata della figlia (sia quella vivente, sia quella morta), a cui non pensa più. E’ come se gli dicesse che va via per non essere come lui. E ancora una volta i new business di Don si risolvono in un bel niente, come sottolinea l’appartamento definitivamente vuoto che chiude la puntata. Come afferma Don, una volta staccato il maxi assegno a Megan, questa volta sarà veramente tutto alle spalle ?

Attorno a Don, in questo nono episodio, non è che poi ruotino personaggi molto migliori del nostro Draper. La madre di Megan, dopo aver più volte ribadito quanto odia Don per quello che ha fatto alla figlia, praticamente fa uguale se non peggio; spinta da irrefrenabili impulsi (che il testo sembra voler sottolineare essere tipicamente statunitensi) dapprima ripulisce da cima a fondo l’appartamento di Don, poi si fa trovare dalla figlia con le mutande praticamente abbassate.
Megan, che sembra far di tutto per recitare il ruolo di moglie oltraggiata e mai considerata, recitando un copione già scritto prima (come suggerisce l’intuizione di Roger, capace di anticipare le battute della ragazza), è pronta a giustificare la relazione extraconiugalevlcsnap-156262 della madre. Inoltre, decisa a non prostituirsi per la propria carriera, vende la propria parte recitata per un milione di dollari tondi tondi, abbandonando l’ufficio dell’avvocato questa volta lei a braghe calate, per una cifra che a quanto pare meritava molto di più della proposta di Harry.

Roger non è certo il miglior amico che uno vorrebbe avere: sorvolando sull’amoralità, riesce puntualmente a peggiorare ulteriormente il destino dell’amico. Il viscido Harry sostanzialmente fa sé stesso, offrendo a Megan un ruolo in cambio di sesso, salvo poi mettere avanti le mani con Don ribaltando il racconto degli eventi, dai quali Don (almeno da quelli) riesce a non farsi coinvolgere minimamente.
Al contrario di Megan, Pima, invece, non disdegna di barattare i propri lavori, il proprio successo, con la cessione del proprio corpo, andando da prima ad affascinare Stan e poi usandolo per il proprio tornaconto personale, con il disegnatore a fare la figura del perfetto cretino, incapace di ragionare di fronte ad una donna con le mutande abbassate.
I nuovi “affari” di Mad Men non sono quindi diversi da quelli appena lasciati qualche mese fa e la speranza che per Don inizi veramente il cammino dell’illuminazione, come sembrava voler suggerire la conclusione della midseason l’anno scorso con la morte di Cooper, si riduce sempre più ad ogni puntata che passa. A cinque puntate dalla fine Don è sempre lì, nel suo costante cadere verso il basso che non sembra avere mai fine, salvo poi resettare e ricominciare a cadere.

Comments
To Top