Mad Men

Mad Men: recensione episodio 7.06 – The Strategy

La nuova puntata di Mad Men ruota ancora attorno al concetto di famiglia. La puntata si apre con una serie di madri che si sentono in colpa per essere ricorse al Burger Chef per la cena che non sono riuscite a preparare; segue Bonnie che cerca di inserirsi all’interno della famiglia di Peter; Don riordina il focolare e poi l’ufficio, una seconda casa per molti, una seconda famiglia per alcuni. E di famiglia si parla all’interno della riunione per stipulare la strategia d’attacco per la Burger Chef mentre i pezzi grossi della Chevrolet piombano a New York.

Attorno a questi cinque punti focali si snoda The Strategy. Da una parte abbiamo Peter; sebbene divorziato, non smette di considerare Trudy, la casa in campagna e la figlia, che ha stento lo riconosce e si vergogna di lui, la propria famiglia, della quale però è l’unico a non accorgersi di non farne più parte e di non essere nemmeno ben accetto, al punto tale che la moglie neanche si fa trovare al suo arrivo, costringendolo alla fine, dopo ore di vana resistenza, ad abbandonare il luogo casa per il non-luogo camera d’hotel dove si incontra nuovamente con la non-moglie Bonnie per una nuova litigata.

Chi invece è ancora sposato ma a quanto pare non sembra darlo a vedere è Don. Fra lui e Megan i ruoli per un weekend si ribaltano. E’ vlcsnap-76546Megan a prendere l’aereo per andare a trovare Don. E’ Don, come abbiamo detto, a risistemare il nido di famiglia. Un nido di famiglia che tuttavia non esiste più. Don lo vede solo attraverso uno schermo, una finestra, poiché quel luogo ormai esiste solo quando Megan è a New York, ovvero mai. E allora a Don non rimane altro che la seconda famiglia da portare avanti, l’azienda, per andare a soccorrere Peggy, l’unica persona all’interno della serie, ad eccezione di Anna, che sembra essere riuscita ad allinearsi sulla stessa lunghezza d’onda del protagonista di Mad Men. I due si comportano allo stesso modo; Peggy ne ricalca i comportamenti ed analogamente a Don si ritrova da sola, a 30 anni, senza una famiglia, a lavorare su una strategia che ruota tutta attorno al nucleo familiare.

Ad essere a corto di famiglia è anche Bob. Dopo il recupero dal carcere di un uomo che sembra non sapere cosa farsene di una famiglia se non utilizzarla come specchietto per le allodole, la notizia di un immediato interessamento della Buick ai servizi dell’account, costringe Bob a diventare quell’uomo “medio” concepito dalla casa automobilistica e che mai fino ad ora è stato costretto a simulare. Dall’altra parte tuttavia si ritrova Joan che sembra aver deciso di inseguire quell’amore romantico, quella “consueta” unione familiare concepita dalla Buick, sfuggitale già una volta in passato e poco propensa quindi, al contrario del passato, a compiere un sacrificio per il buon nome della famiglia.

La famiglia sembra dunque esistere solo unicamente se concepita dagli altri. E’ con questa strategia che Don e Peggy riescono alla fine a trasformare due non-luoghi asettici per definizione nell’unico focolare casalingo inseguito da tutti in questo episodio. Il Burger Chef non è più il luogo dove recarsi per andare a recuperare la cena mancata, ma è un luogo dove chiunque, anche l’estraneo sedutoti accanto, può diventare il tuo familiare più stretto. E per pochi istanti persino l’ufficio, non-luogo per eccellenza allorquando tutti i lavoratori sono a casa, diventa l’unica fonte di calore per due persone che hanno trasformato in non-luogo la rispettiva casa.

L’altro episodio che sembra accendere le pareti finte dell’ufficio è la disputa che si gioca per far entrare Harry Crane in famiglia. I soci si dichiarano favorevoli, ad eccezione di Joan e Roger, gli unici che una famiglia reale in realtà non l’hanno più. La lite fra le pareti di vetro della sala riunioni è contrapposta alla scena finale di The Strategy, dove, all’interno di altre quattro pareti di vetro, gli animi accesi della scena precedente lasciano spazio ad un clima molto più rilassato e, forzatamente, alla materializzazione dell’idea concepita da Don e Peggy per il Burger Chef. Insieme ai due copywriter, la terza persona insieme a loro è colui che più di tutti è entrato con loro in conflitto all’internovlcsnap-71142 di Mad Men, Peter. E se persino per loro il Burger Chef può trasformarsi in una casa dove la famiglia è rappresentata semplicemente da chi ti siede di fianco, chiunque esso sia, allora l’incantesimo può funzionare per chiunque altro, come dimostra il carrello all’indietro ad allargare il campo dell’inquadratura, fino a quando il tutto non viene racchiuso nei confini del riquadro di una finestra, simulacro di uno schermo, dove la finzione per un attimo va in scena prima di svanire per chissà quanto. Un carrello che fa il paio con quello in conclusione alla scena del ballo dove Don e Peggy vengono circondati questa volta nel riquadro di una porta, capace di dividerli dal resto del mondo in una stanza tutta loro, dove la presenza di uno specchio rivela il doppio livello del loro rapporto.

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