fbpx
Recensioni Serie Tv

Mad Men: Recensione dell’episodio 7.10 – The Forecast e dell’episodio 7.11 – Time & Life

La fine di un’era. Ogniqualvolta arriva l’ultimo fotogramma di un episodio di questa settima stagione e l’accompagnamento musicale ti conduce lungo i titoli di coda, ogniqualvolta si arriva al nero a me parte una fitta allo stomaco. E non perché accadono poi cose ed eventi che in fin dei conti non ti aspetteresti, ma piuttosto perché da quando questa seconda parte di stagione è iniziata si avverte sempre più pungente l’esigenza di Weiner di mettere un punto, la parola fine alla sua storia, alle sue storie.
Prima The Forecast e poi Time & Life segnano una linea di confine netta tra il passato e il futuro. Un presente, appunto, che chiude metaforicamente e letteralmente la porta ad un uomo ed una società al centro di quemad_men_710sta serie.

Il percorso di Don Draper in questi primi quattro episodi lo ha portato a confrontarsi con ogni aspetto della sua vita: i rapporti sentimentali, la paternità, il lavoro e ovviamente se stesso. Quel se stesso che si nasconde dietro un muro costruito mettendo una bugia dietro l’altra, dietro una casa vuota con una vistosa macchia di vino sulla moquette che puzza di fallimento. Pian piano ogni carta del suo castello sta cadendo, partendo dal lavoro passando per il matrimonio, per arrivare all’unica donna che probabilmente nella sua vita  amerà incondizionatamente, sua figlia Sally, la persona più vicina eppure così lontana da lui. E le sue parole pesano più di quelle di qualunque altro. Soprattutto quando colpiscono così a fondo come nel decimo episodio.
Don Draper probabilmente non è mai stato così solo come in questo momento. E non c’è modo di trovare conforto neppure  tra le braccia di una sconosciuta. O in una casa vuota con il tappeto macchiato. Stiamo davvero per dire addio a Don Draper?

mad_men_711L’altro addio che sicuramente dobbiamo dare è alla Sterling Cooper & Partners, inglobata completamente dalla McCann-Erickson.
“Fate conto che siete morti e siete andati a finire nel paradiso di ogni pubblicitario” dice Jim Hobart ad una platea di sconsolati pubblicitari che ha tentato fino all’ultimo di stringere a denti stretti il suo posto e il suo nome.
Buick. Ortho Pharmaceutical. Nabisco. Coca-Cola. Cosa si può chiedere di più? Eppure noi, come loro, siamo tristi e parecchio confusi. Chi rimarrà? Chi se ne andrà? Come cambieranno gli equilibriSarà davvero l’inizio di qualcosa e non la fine? Per ora non resta che una grande confusione. Ed un brusio di sottofondo pieno di domande e paure.

In questi due episodi Matthew Weiner inserisce ed analizza da diversi punti di vista due temi all’epoca e tuttora scottanti: la maternità e la guerra. Il primo lo affrontiamo attraverso gli occhi di due personaggi, Peggy e Joan, che spesso la serie ha messo a confronto. Le loro vite sono così diverse, eppure entrambe devono (o hanno dovuto) fare i conti con la necessità di scegliere tra l’essere madre e l’essere lavoratrice. E c’è chi tra loro ha provato a cercare una via di mezzo tra queste, vincendo a volte e perdendo altre.
mad_men_711_peggy.stanMa il suo nascondere la maternità difronte alla possibilità di una relazione con un uomo bello e facoltoso, porta Joan sempre più sulla strada di Don Draper. Per me lei ne è la copia al femminile, disposta a tutto pur di raggiungere i suoi scopi. Persino fingere di non avere un figlio e non ammettere di addossare a lui le colpe della sua infelicità.
Ma uno dei momenti più toccanti di questa stagione, ma probabilmente della serie stessa, si consuma nell’ufficio di Peggy, tra un bicchiere di troppo e una confessione urlata a metà voce. Vera e sofferta è la sua confessione a Stan di aver rinunciato a quel figlio a cui non sarebbe stata in grado di offrire molto se non una madre troppo giovane ed incosciente.
E questo non significa per lei aver preso una decisione a cuor leggero. Ma bisogna pur andare avanti e vivere la propria vita. É la prima volta che la sentiamo apertamente parlare di quel periodo. Neanche con Don era stata in grado di aprirsi così apertamente.

L’altro tema, quello della guerra, Weiner lo porta in scena attraverso uno dei personaggi più bizzarri e fuori dalle righe che abbiamo incontrato in questa serie, Glenn Bishop. Lo abbiamo incontrato di tanto in tanto nelle stagioni precedenti nei panni del caro amico di penna di Sally Draper. Nella 7.10 Gleen piomba in casa Draper – Francis per informare l’amica della sua scelta di arruolarsi e andare a combattere in Vietnam. mad_men_710_glenn.bettyLa notizia manda su tutte le furie Sally, ma non la madre, la quale si trova spiazzata alla vista di quello strano bambino un tempo invaghito di lei, ora cresciuto e pronto ad andare in guerra. In realtà scopriremo che la scelta (o le scelte?) del ragazzo é stata dettata da quel sentimento che lui ancora prova nei confronti di Betty. Come se una scelta del genere dimostrasse in pieno la virilità di un uomo. Senza tener conto che i bambini che cadranno vittime dei suoi attacchi hanno gli stessi anni di quelli che riempiono in America i parchi divertimento.

 “Come te lo immagini il futuro?” chiede Don a Peggy a metà del decimo episodio. “Vorrei essere la prima donna di sempre a diventare direttore creativo di questa agenzia” risponde lei.
E poi? Ideare una campagna per un cliente veramente importante.
E poi? Avere un’idea brillante.
E poi? Inventare uno slogan.
Che altro? Creare qualcosa che duri nel tempo.
In pubblicità? Qua parliamo di lavoro, mica del senso della vita.
“E quindi per te sono due cose distinte e separate?” risponde alla fine lui.

Quasi come se la vita fosse una grande réclame. Ma ad un certo punto bisogna spegnere i riflettori e mettere in ordine gli oggetti di scena. E iniziare a pensare alla prossima pubblicità.

7.10 - The Forecast / 7.11 - Time & Life

Fine o inizio?

Valutazione Globale

User Rating: Be the first one !

Valentina Marino

Scrivo da quando ne ho memoria. Nel mio mondo sono appena tornata dall’Isola, lavoro come copy alla Sterling Cooper Draper Price e stasera ceno a casa dei White. Ho una sorellastra che si chiama Diane Evans.

Articoli correlati

Back to top button