Mad Men

Mad Men: Recensione dell’episodio 6.13 – In care of

Smettere di mentire ti può liberare, non solo dalle bugie, ma può farti diventare un uomo libero.

Mentire: è un fil rouge che possiamo considerare come parte integrante di Mad Men e dello stesso concetto che sta dietro a quello che rappresenta la serie, ossia il mondo della pubblicità. Perché, non meniamo tanto il cane per l’aia, quello che hanno fatto i protagonisti di questo show in tutti questi anni, in primis Don Draper, è stato mentire, che può essere declinato nel creare una realtà migliore di quella che è per vendere un prodotto, nel creare artificiosamente dei sentimenti per far empatizzare il pubblico con un bene (resterà sempre storia “what you call love it’s something that people like me invented to sell nylon”) fino al mentire a tutti quelli che circondano i personaggi principali.

mad men 613fLa possiamo considerare una malattia endemica, che ha colpito tutti, causandone un imbruttimento e la continua caduta in un baratro di solitudine e tristezza (forse è più questa la metafora della sigla con il pubblicitario che cade nel vuoto). Questa stagione ha rappresentato il culmine di tutto questo, una stagione di menzogne e sotterfugi che hanno reso tutti i nostri protagonisti più soli, sconfitti, incapaci di reagire alle loro pene, nonostante le ricchezze e il benessere che li circondano, ed è in questa prospettiva che li abbiamo alternativamente visti tutti in un episodio o nell’altro sdraiati a letto, su un divano, sul lettino dello psicanalista, irrimediabilmente abbandonati, tristi e senza speranza.

Chi, chiaramente, è stato il più colpito di tutti da questo “salto nel vuoto” è Don: lo abbiamo visto infilarsi in storie d’amore palesemente senza sbocco e rimanerne vittima, al contrario di tutto ciò che succedeva in passato, lo abbiamo visto, come altre volte sottolineato da chi mi ha preceduto nelle scorse recensioni, essere allontanato da tutte le persone che gli erano vicine, che lo iniziavano a vedere non più per l’immagine che dava di se esteriormente, ma per il marcio che aveva dentro. Si sono sgretolati i cartelloni pubblicitari della sua stessa vita e con loro anche la sua capacità di essere così geniale e persuasivo. Ed è proprio in questa stagione, in cui le sovrastrutture crollano, che abbiamo iniziato ad intravedere il suo percorso formativo, non più solo il brillante Don di oggi, ma l’umiliato e introverso Dick Whitman del passato. Non è stata una scelta casuale quella di mostrare a lungo e in modo così esteso il passato di Don in una stagione in cui eravamo arrivati a sentirlo molto di più come un personaggio negativo.

mad men 613eAnche Peggy è vittima delle menzogne, delle scelte di amori sbagliati, di uomini solo apparentemente forti, ma molto più vulnerabili di quanto sia lei. Peggy paga un conto salato nella sua vita privata per essere una pioniera come donna moderna, non in modo direttamente correlato a questo, perché abbiamo visto tutte le altre donne di questa serie soffrire per i tradimenti dei loro uomini, ma più per una sorta di contrappasso. La sua stessa forza attira e respinge inevitabilmente i suoi uomini, incapaci di affrontare la verità con lei. Ma lei non può scegliere; resta emblematica la scena in cui Ted la abbandona “Aren’t you lucky to have decisions?”

Così come per il povero Pete, raggirato e ridicolizzato da Manolo e Bob Benson, fino all’estremo di sottrargli la madre e il miglior cliente della sua vita in meno di quarantottore. Ma è qui che comincia la svolta dell’episodio, della stagione e forse anche dell’intera serie: smettere di mentire (a se stessi e agli altri) ti può liberare, non solo dalle bugie, ma può farti diventare un uomo libero. Pete non ha più la madre di cui occuparsi o preoccuparsi, non ha più il cliente, non ha più la famiglia a cui dover mentire o conquistare: è libero, può andarsene, può recuperare un minimo di tranquillità e armonia con se stesso e di riflesso con la sua ex famiglia, Trudy e la loro figlia.

mad men 613cCome Peggy che libera dalle bugie di due amori sperati (anche di quello del suo ex compagno giornalista prima) ora può guardare oltre, fuori da quella finestra, ripresa di schiena, sublimando l’immagine di Don Draper che è sempre stato lo specchio in cui lei si vedeva ed ora è diventata, a tutti gli effetti, come lui. Sarà un Don migliore o commetterà gli stessi errori?

Ed è in un crescendo di liberazione che arriviamo a Don: abbiamo il crollo finale, schiantato da tutte le sue bugie, dalle sue passioni, dal disprezzo che ha ricevuto dalla sua figlia reale e da quella putativa, e la scena arriva emblematica all’interno di una presentazione ad un cliente, che per la tipologia del suo prodotto, lo lega indissolubilmente al suo passato; mad men 613bil cioccolato Hershey’s è la gocciolina che fa traboccare il vaso, o meglio, lo è il passato incredibilmente radioso dei racconti della sua infanzia che ruotano intorno al famoso cioccolato a schiacciarlo completamente, fino a fargli tremare le mani e a fare scaturire la vera storia di Dick Whitman che sempre intorno alla stessa barretta di cioccolato ruotava. Basta menzogne. La verità lo rende libero, certo, lo fa allontanare dall’Agenzia, ma lo fa tornare consapevole di chi è, lo fa tornare davanti alla casa dove è cresciuto, insieme ai suoi figli, per potersi scambiare con Sally quel magnifico sguardo di comprensione e speranza.

Forse è proprio questo che ci regala il finale di Mad Men: la speranza.

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