Mad Men

Mad Men: Recensione dell’episodio 6.12 – The Quality of Mercy

Un altro capitolo della vita di Don Draper: la solitudine.

Vorrei poter dedicare l’intera recensione a Don Draper, perché anche in questo episodio, sebbene alcuni siti americani lamentano, a mio avviso sbagliando, una mancanza di evoluzione del personaggio nell’arco di questa sesta stagione, l’assoluto protagonista è stato di nuovo lui. Un uomo sempre più allo sbando, sempre più vicino a toccare il terreno dove andrà (parere mio) inesorabilmente a schiantarsi. Ma soprattutto un uomo, come vedremo più avanti, sempre più solo, ora più che mai.

MadMen6X12-3Due parole però vanno dette anche su quello che accade intorno a Don, cominciando dall’esperienza che Sally Draper ha, per una notte, all’interno di quella che potrebbe diventare la sua nuova scuola. Sally ha infatti espresso il desiderio di cambiare aria, andarsene lontano, perché la visone del padre mentre fa sesso con Sylvia l’ha turbata non poco e per il momento non vuole proprio saperne di rivederlo. Così, per rendere più movimentata la serata, Sally chiama nella sua stanza che divide con due coetanee già dedite all’alcol e al fumo, il suo vecchio (e inquietante) amico Glenn che a sua volta si porta dietro un amico, Rolo, intenzionato a fare delle avance nei confronti di Sally. La figlia maggiore dei Draper sta diventando tale e quale ai suoi genitori, che disprezza ogni giorno di più ma a cui inevitabilmente finisce per assomigliare. Sally è Betty quando sorride compiaciuta nel vedere Gleen picchiare Rolo dopo aver saputo che quest’ultimo le ha fatto delle avance. Sally è Don quando riesce ad ottenere quello che vuole, non importa se mentendo o no. La sua maturazione (definitiva?) arriva quando si trova in macchina con Betty e, accendendosi una sigaretta datale dalla madre, accusa il padre di non averle mai dato niente. Piccola o no, Sally ha già capito come stare al mondo.

The Quality of Mercy ha avuto il pregio di farci conoscere qualcosa di più sulla figura misteriosa di Bob Benson. A “leggerlo” bene Benson non è altro che una giovane versione di Don Draper, un bugiardo patentato il cui mantra è “il fine giustifica i mezzi”. Ma quel che è più interessante per noi spettatori è la reazione che ha Pete Campbell una volta che viene a conoscenza del falso curriculum di Benson grazie alle indagini di una nostra vecchia conoscenza: Duck Phillips. Grazie a questa scoperta, Pete capisce come si sopravvive nel mondo del (suo) lavoro, fatto di squali, mentitori e approfittatori. Questo non lo farà forse cambiare come persona ma d’ora in avanti sono sicuro che vedremo un Pete diverso nel concludere gli affari.

Ma torniamo a lui, a Don Draper, l’anima e il corpo di questa splendida serie. Come dicevamo in apertura, Don ormai è stato abbandonato da tutti, o per meglio dire sono gli altri, grazie al suo comportamento scellerato, che lo hanno via via abbandonato. La lista è lunga e solo in quest’ultimo episodio ad allontanarsi da Draper sono le persone a lui più vicine. Megan, che invita Don a letto con lei ma lui, nell’indifferenza più totale, la ignora continuando a guardare inebetito un programma televisivo, Sally, che, come abbiamo già detto, è rimasta talmente scioccata da quello che si è trovata davanti che non vuole sentire neanche pronunciare il suo nome ed anche Peggy, che nella scena più bella e intensa dell’episodio, dopo che Don ha umiliato pubblicamente Ted, pur essendo sempre stata  la sua allieva prediletta lo etichetta con una frase lapidaria: “Sei un mostro”. E Don, di fronte a questa brutale verità, si rannicchia in posizione fetale sul divano del suo ufficio, così come lo avevamo visto nella prima scena dell’episodio. MadMen6X12-2

Adesso, quello che mi aspetto da Weiner è che faccia reagire al più presto Don. Dopo averle prese di santa ragione da tutto e da tutti, per completare la splendida parabola su questo tormentato e miserabile (sì, Don è davvero un uomo miserabile) personaggio, la via più giusta sarebbe quella di dare a Don un barlume di reazione, anche se poi dovesse (e secondo me accadrà tra 14 episodi) schiantarsi al suolo una volta per tutte. C’è bisogno che Don si dia una scossa e noi vogliamo percepirla, addirittura tifare per lui, così com’è capitato (spesso) di tifare per quell’essere ignobile di Walter White in Breaking Bad.

Ci aspetta solo un episodio per concludere un’altra meravigliosa e straordinaria stagione della serie tv che al momento continua a non avere rivali, e chissà per quant’altro tempo avrà terreno libero intorno a sé. Ne restano invece 14, in totale, per mettere la parola fine su Don Draper, che nella settimana stagione vogliamo vedere cambiato, conscio degli errori che ha seminato nel corso di questi anni. Non soltanto più il Don fumatore, donnaiolo, bugiardo, cinico, che si gongola nel suo Sogno Americano. Don dovrà essere quello che ha cercato invano di essere per tutta la sua vita ma che non è mai stato: un uomo vero.

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