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Mad Men

Mad Men: recensione dell’episodio 6.07 – Man with a Plan

Che la fusione abbia inizio!

La fusione più veloce della storia è fatta. La SCDP accoglie i Mad Men della CGC nei suoi uffici, più o meno a braccia aperte. Lo spazio è poco e bisogna dividere gli uffici, trasferire qualcuno, licenziarne altri. Ma quelli che contano hanno un proprio ufficio, come Peggy che conquista anche la nomina di copy chief.

Mentre Frank Gleason lotta contro il tumore al pancreas, vediamo come i suoi soci stabiliscono un contatto con i nuovi. Jim Cutler e Roger Sterling sembrano andare d’accordo e ragionare allo stesso modo, ovvero quello che contraddistingue un buon account assetato di clienti. Il vero scontro è quello che avviene tra Ted Chaough e Don Draper, che cercano di “marcare il territorio

mad-men_607 (1)Il primo round è vinto da Don che dopo essere arrivato in ritardo di 40 minuti ad una riunione creativa, sforna l’idea vincente e fa ubriacare Ted, facendogli fare una brutta figura davanti allo staff. Ted prende però la sua rivincita quando porta Don in aereo e se da un lato lui sfoggia sicurezza alla guida e un paio di Ray-Ban alla Top Gun, mr Draper mostra un po’ d’ansia nel riporre la sua vita nelle mani di qualcuno di cui non si fida pienamente.

“Sometimes in life you think you’re the right way up when in fact you’re upside down. Gotta check your instruments.”

Mi piace questa contrasto tra due uomini e creativi molto diversi tra loro. Ted sembra avere un approccio molto più moderno sia sul lavoro che dal punto di vista personale. Cerca di instaurare una relazione con le persone e sembra un uomo che si sente a suo agio a lavorare in team. L’esatto opposto di Don.

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Questo scontro si ripercuote, naturalmente, su Peggy che, oltre all’imbarazzo del dover lavorare con Don (che non la accoglie come lei sperava) deve anche cercare di fare da mediatore tra i due. Beh, soprattutto cerca di proteggere Ted da Don, facendo notare a mr. Draper che nessuno regge l’alcool come lui e lo sa bene.

Il vero loser dell’episodio è Campbell. Povero Pete, l’ha presa proprio male questa fusione e il fatto che debba prendersi cura di sua madre che soffre di demenza senile non migliora la sua situazione. A causa sua perde l’incontro con la Mohawk, che è andato bene nonostante la sua assenza. E non dimentichiamo che nella prima riunione post-fusione non c’è una sedia per lui. Panico. Si sente escluso e non preso in considerazione ed è chiaro che teme per la sua posizione nell’agenzia.

C’è un altro dipendente della SCDP di cui voglio parlarvi. Bob Benson. Lo “conosciamo” da sei settimane, eppure sappiamo pochissimo di lui. Io adoro quel sorriso gentile (e fu così che scoprirono che era una spia aziendale senza scrupoli). In questo episodio è stato adorabile con Joan e mi piace il fatto che ci stia provando con lei. Quella donna merita un po’ di felicità!

Ma torniamo al nostro Don che, dal punto di vista privato se la passa sempre peggio. Dopo aver trascorso un’intera giornata a fare giochetti sexy (che gli avevamo già visto fare anche con Megan) con Sylvia, la donna lo lascia per cercare di reinstaurare il rapporto col marito.

“You exists in this room for my pleasure”

 

Prima della chiusura, Don aveva preso in prestito da lei un altro libro.

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Dopo l’Inferno di Dante,legge The Last Picture Show di Larry McMurtry in cui il protagonista è un povero ragazzo del sud che viene spedito in Corea, e quando torna a casa si rende conto che lì non c’è più nulla per lui. Vi ricorda qualcuno? 

A casa, lo vediamo seduto sul letto immerso nei suoi pensieri mentre Megan è in lacrime per la morte di Kennedy. Chiusura straordinaria con la notizia dell’omicidio del senatore che proviene dalla tv accompagnata dalla musica anempatica.

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