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Interviste

Mad Men: Matthew Weiner e Jon Hamm parlano del finale

madmen714_hammSì, Don Draper ha creato la pubblicità della Coca-Cola.
Se dovesse ancora servire una spiegazione al meraviglioso e ambiguo finale che Matthew Weiner ha regalato la scorsa settimana ai fan di Mad Men, ora sappiamo con sicurezza che Don è tornato a lavorato alla McCann-Erickson e che è stato proprio lui a creare la pubblicità. A raccontarlo è stato lo stesso creatore della serie in un’intervista rilasciata alla scrittrice Amy Michael Homes presso la New York Public Library.

“Non sono mai stato chiaro e sono sempre stato in grado di vivere con ambiguità ha detto Weiner “In astratto, ho pensato, perché non concludere questo show con la più grande pubblicità mai fatta? Per quello che significa per le persone e tutto quanto, non per la semplice voglia di essere ambigui. Ma è stato bello avere la propria torta e mangiarla, in termini di cosa è la pubblicità, chi è Don e cosa è questa cosa?
Ho sentito delle persone dire che quella pubblicità è banale. Questo cinismo mi disturba un pò. Non sto dicendo che la pubblicità non sia banale. Dico solo che le persone che trovano tale pubblicità banale, probabilmente la pensano così troppo spesso e stanno dimenticando qualcosa. Cinque anni prima di quello spot, neri e bianchi non potevano nemmeno essere in un spot insieme! E l’idea che qualcuno in uno stato illuminato possa avere qualcosa creato di molto puro – sì, è uno spot di soda, ma quello spot per me è lo spot migliore mai fatto e nasce da una situazione molto bella. Questo spot in particolare fa così parte del suo tempo ed è bellissimo. “

Già dalla quarta stagione Weiner sapeva come avrebbe concluso la serie. Ad Hamm e gli altri il tutto è stato raccontato solo questa estate.
“Abbiamo parlato per molto tempo di questo finale” ha raccontato Jon Hamm al The Hollywood Reporter “Mi ha colpito la poesia. Non sapevo quali sarebbero stati i suoi piani per arrivare a questo Don meditativo e contemplativo. Sapevo solo che lui aveva questa immagine finale in mente.
Quando vediamo Don in quel luogo e questo sconosciuto racconta di non sentirsi sentito o visto o capito o apprezzato, la vicinanza con Don è totale in quel momento. Lo vediamo incredibilmente vulnerabile, circondato da estranei e si protende verso l’unica persona che può in quel momento ed è questo sconosciuto.
Il giorno dopo, quando si sveglia in questo bellissimo posto, e ha questo momento sereno di comprensione, si rende conto chi lui è. E lui è un pubblicitario. Si può vedere la cosa anche in modo cinico e pensare che sia terribile. Ma io credo che per Don questo momento rappresenta una forma di comprensione e conforto in questo incredibilmente inquieta, scomoda vita che ha vissuto”.

madmen_714_leonardPer Weiner Leonard è stato “probabilmente il ruolo più importante nella serie.” Il dopoguerra in cui è ambientato l’inizio dello show, “la parola ‘depresso non faceva parte del vocabolario” ha spiegato Weiner “gli uomini non esprimevano i loro sentimenti se non in risse da bar. Avevo bisogno di qualcuno di non famoso che potesse piangere, e farlo davvero. Crediamo da subito che lui sia invisibile.” L’ abbraccio tra Don e Leonard ha due significati. “Spero che il pubblico sia sentito da una parte abbracciato e dall’altra parte ascoltato. Non voglio spiegarlo con altre parole.”

Riguardo agli altri personaggi, Weiner ha ammesso che non sapeva come sarebbero andate le loro storie, che Peggy e Stan sarebbero finiti insieme o che Joan sarebbe diventata una mamma, femminista e single. Solo su Betty le idee erano chiare. “Le persone muoiono di cancro negli Stati Uniti. E’ un fatto. Avevo questa idea già dall’inizio. Sua madre era appena morta nel pilot, e sapevo che questa donna non avebbre vissuto a lungo e ci piaceva l’idea che volesse realizzare il sogno della sua vita proprio quando il tempo si stava esaurendo… Credo che ci sia una lezione da imparare sulla casualità delle cose e sui propri comportamenti”

Weiner ha anche raccontato che il viaggio di Don è ispirato alla serie tv degli anni 60 Il Fuggitivo. “Come attore il viaggio di Don è stata un’esperienza difficile” ha raccontato Hamm “Essere alla deriva, sperimentare davvero la solitudine, l’auto-esilio, è stato molto disorientante. Era tematicamente perfetto. Il mondo va avanti e questa e Don si chiede ‘questo cade a pezzi senza di me?’ Beh, no. Non è così che funziona. E questo gli provoca un esaurimento nervoso”.

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