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Da Vinci's Demons

Ma come ti vesti? – Rinascimento Italiano Edition, The Borgias e Da Vinci’s Demons

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Madame e messeri buongiorno! Questo lunedì io e Katia siamo ufficialmente tornate, dopo un’estate all’insegna del capo chino sulle “sudate carte” con tanto di abbronzatura lunare e occhiaie da panda. Ma la nostra estate moscia di sicuro non vi interessa, nè siamo qui per raccontarla, in quanto oggi, dopo una piccola parentesi sulla moda mare, il duo che fa tremare i costumisti seriali di tutto il mondo torna al suo genere preferito: il period. 

Se vogliamo essere precisi torniamo con il period rinascimentale: oggi infatti ci trasferiamo a casa nostra per esaminare due serie che hanno fatto del rinascimento italiano, l’epoca più sexy e sontuosa di tutti i secoli, mandando in pensione la precisione della ricostruzione storica e giocando con le trame amorose dei loro protagonisti quasi come nelle telenovelas argentine.

Cate e Katia questo lunedì faranno le pulci al guardaroba di Borgias e Da Vinci’s Demons (donne state calme!!). Partendo proprio da quest’ultima, il designer dietro al fascino intramontabile (mai attendibile) di Leonardo è niente meno che Trisha Biggar nota in tutto il mondo per aver disegnato i costumi degli ultimi tre Star Wars ( vi ricordate i costumi della principessa Amidala?) e che effettivamente gioca anche in questo caso con forme geometriche molto complesse e squadrate.

Per quanto riguarda i porcelloni Borgias siamo davanti ad una costumista che è una pietra miliare della cinematografia italiana e non, mia conterranea e grande mito: Gabriella Pescucci. Ha curato i costumi di molti film di Fellini, nonché di opere teatrali, di C’era una volta in America, La fabbrica di Cioccolato e il più recente Penny Dreadful e questi sono solo pochi esempi, è sicuramente uno dei simboli dell’arte sartoriale  italiana nel mondo. Dopo questa breve e doverosa parentesi sulle menti che si celano dietro rasi, pizzi e merletti, veniamo ad esaminare i peggiori e migliori del Rinascimento:

Leonardo/Giuliano de’ Medici – Da Vinci’s Demons

leonardo da vinci's demons

Partendo prima dai belli, luccicanti, magnifici non potevamo non iniziare da Leonardo da Vinci. Diciamo la verità signorine, se non fosse stato per Tom Riley, un Leonardo vestito sempre di “stracci logori” e con il petto peloso sempre in bella vista, che fa delle ali di legno e tela il suo accessorio must-have non attirerebbe nessuno, ma, sarà per le numerose scene in cui non indossa altro se non la sua pelle e per quella barbetta incolta, il nostro geniale protagonista non poteva non essere inserito tra i migliori.

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Altro Tom (Bateman), altra gioia per gli occhi. In “Da Vinci’s Demons” il livello di “gnocco” è veramente alto, e anche Giuliano Medici non fa eccezione, anche lui amante del petto in bella vista, preferisce tessuti sgargianti e luccicosi oppure fantasie floreali. Anche in questo caso la barba lunga ma curatissima è uno dei marchi di fabbrica per l’uomo dal cuore d’oro e innamorato; accessorio preferito? Lo stemma araldico dei Medici che ha cucito ovunque.

 Clarice Orsini/Lorenzo de’ Medici – Da Vinci’s Demons

clarice orsini de medici

Moglie di Lorenzo il Magnifico la bellissima Clarice Orsini (che tanto bella poi non era) è interpretata da Laura Pulver, per la gioia dei maschietti che hanno potuto ammirarla in tutto (proprio tutto) il suo splendore in Sherlock, e che qui si mostra completamente vestita e agghindata. Gli occhi di ghiaccio della Pulver da soli potrebbero bastare a legare a doppio filo qualsiasi gentiluomo fiorentino, ma se la signora si mostra avvolta da rasi gialli o arancioni dalle forme geometriche particolari (molte volte storicamente inesatte) e ingioiellata fino ai piedi, può da sola illuminare una stanza. Accessorio preferito: collane d’oro e gemme ad ornamento dei capelli bruni… perfetta.

Oh Magnifico, Magnifico… ma chi te l’ha comprato il guardaroba? Tuo fratello Giuliano è vestito molto meglio di te e non è neppure il capo della potente Firenze. Quando non indossa la mantellina rossa da vescovo scomunicato, per giunta perfino corta di un paio di centimetri, si esibisce in mantelline unicolor dello stesso taglio, quasi esclusivamente nere. Quando poi si trova al sicuro tra le mura del proprio palazzo, camicia bianco-sporco spiegazzata, collarino con gioielli rubato al re di Francia e giacchetta dello stesso rosso sopra citato. Magari si salvano i pantaloni di pelle ma, parliamoci chiaro: non stanno bene a nessuno come a Leonardo!

 Lucrezia Borgia/Papa Alessandro VI – The Borgias

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Viaggiando da Firenze a Roma, Holliday Grainger interpreta la candida Lucrezia Borgia, ed è perfetta nella parte della protagonista femminile dei Borgias. Il viso che ricorda le donne di Raffaello, la pelle candida e gli occhi luminosi rendono ogni abito che porta ancora più bello.Bellissima con il rosso e il verde, ha sfoggiato in tre stagioni abiti da mille colori diversi, il più bello è quello del matrimonio bianco e oro pieno di dettagli minuscoli e raffinati. Accessorio preferito: la croce appesa al collo ogni volta dello stesso colore del vestito che porta.

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Potevamo non inserire Jeremy Irons tra i migliori? Certo che no! Rodrigo Borgia si guadagna in tutto e per tutto il titolo del Meglio vestito del Rinascimento e il fatto che stiamo parlando di un Pontefice rende bene l’idea dei tempi che furono. I vestiti papali sono perfetti, accurati, sfarzosi, usano sfumature di rosso che non sono mai scontate e che brillano al contrasto con l’oro degli ornamenti. Anelli, grosse collane, guanti, pastorali e oltre rendono questo personaggio il più storicamente accurato tra quelli fino ad ora esaminati. Accessorio preferito: Lo sguardo di Irons…potente e severo.

Juan Borgia/Caterina Sforza– The Borgias

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Il figlio minore nonché il prediletto del padre, il papa Alessandro VI, Juan Borgia non ha mai condiviso la passione per il buon gusto della sorella o il senso del decoro dell’odiato fratello. I suoi abiti giornalieri erano sempre quelli della ‘stagione precedente’ e nelle rare volte in cui si è trovato a dirigere un esercito (prima di essere rovinosamente sconfitto da qualche Sforza) il rosso del piumaggio del suo elmo e il porpora del suo mantello alludevano ad un vittorioso augusto, quando di vittorioso non aveva praticamente nulla. Povero David Oakes: oltre ad essere ucciso dal fratello, disprezzato da sua sorella e sua madre, ha dovuto anche sopportare le risate di scherno di mezza Roma. Altro che Augusto!

In una lista di peggior vestiti tutta al maschile (una volta tanto), spicca per il suo carattere inadatto Caterina Sforza e il suo guardaroba. Quando non esibisce genitali all’esercito papale, l’antafonista dei Borgias con tanto di elmo e armatura, la signora di Forlì sfoggia vestiti che non solo non si adattano al suo fisico ma, se possibile, peggiorano i pochi pregi che ha. Se poi vogliamo citare il vestito nero ed ocra di quando viene condotta a Roma in una gabbia dorata… maniche a sbuffo, lady, seriously?!

Zoroaster/Girolamo Riario – Da Vinci’s Demons

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Spostandoci di qualche chilometro a nord, arriviamo alla Firenze di Lorenzo il Magnifico (che, come tra poco vedremo, di magnifico aveva tutto tranne che il guardaroba). Uno dei suoi sudditi, fedele amico di Leonardo, è il malvivente Zoroaster. La ricercatezza dei suoi abiti fa davvero dubitare che si tratti di un poveraccio e l’eccesso di colori e materiali utilizzati lo fa sembrare vagamente un clown caduto in rovina. Quando si dice ‘ti sei sforzato troppo’… e, purtroppo per lui, si vede eccome.

Ultimo signore di Firenze che metteremo sotto la lente d’ingrandimento, o forse ‘di Roma’ sarebbe più corretto dire, è il nipote del papa Sisto IV Girolamo Riario. Nero come la morte, di giorno o di notte non importa, non si mai in grado di capire cosa stia indossando, al di là delle giacchette orripilanti che non indosserebbe neppure Zoroastro (il che, signori, è tutto dire). Il tocco di classe del suo stile impeccabile? Gli occhiali, naturalmente.

Anche per questa settimana è tutto. Speriamo che, come sempre, le nostre considerazioni vi abbiano fatto riflettere e – più importante ancora – divertire. Ringrazio la mia socia, Cate, che riesce sempre a trovare quella mezz’ora nella sua piena scaletta giornaliera per le mie proposte e idee: come faremmo senza di lei? Dunque ci si rivede tra due settimane e, come sempre, ricordate:

Stay turned… Stay fashion!

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