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Love All Play: poco badminton e molta tragedia ingiustificata – Recensione del drama coreano di Disney+

Love All Play è l’ennesimo buco nell’acqua di Disney+ che, nonostante la sua determinazione nel ritagliarsi una fetta del mercato dei drama coreani, per ora ha collezionato solo fallimenti: prima con le polemiche intorno a Snowdrop (che ha il peccato di essere stato anche un drama noioso), poi con l’imbarazzo di un brutto Rookie Cops, infantile e recitato male.

Ad accumunare Rookie Cops e il recente Love All Play ci sono un cast giovane, un tono leggero ma con virate drammatiche improvvise e soprattutto delle sceneggiature carenti che hanno reso entrambi i drama davvero deludenti.

Eppure i primi otto episodi di Love All Play ci avevano fatto innamorare

Sì perché il drama nella sua prima metà si era presentato molto bene. Arrivando dopo quel capolavoro che è stato Twenty Five e Twenty One che ci aveva lasciato con la voglia di sport e storie giovani ma profonde, Love All Play si presentava come il fratellino più leggero e spensierato.

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E infatti la prima metà del drama si è lasciata guardare con molto piacere, soprattutto grazie a due protagonisti bravi e affiatati (un Chae Jong Hyeop davvero brillante e adorabile) che hanno retto sulle loro spalle il drama. Soprattutto grazie a una forte intesa e al nascere di un primo amore fresco e sincero, privo di grossi patemi e arzigogolamenti di trama. E poi il badminton, uno sport molto in voga in Corea e da noi praticamente sconosciuto, prometteva di bilanciare la trama romantica donandole ritmo ed energia.

E’ pur vero, alcuni aspetti della trama lasciavano un po’ a desiderare fin dall’inizio. Con i compagni di squadra eccessivamente bulli e gli adulti da prendere a sberle ogni volta che aprivano bocca, ma per otto episodi deliziosi Love All Play è stato quel drama allegro e particolarmente adorabile in grado di regalarci un sorriso e una coccola alla fine di una lunga giornata.

Love All Play drama coreano
Love All Play

E poi tutto è andato a rotoli

Le cose sono drasticamente peggiorate quando è apparso il personaggio di Joon Young sulla scena, interpretato da una Park Ji Hyun che sembra essere ormai destinata a personaggi scontenti, molesti e vendicativi.

Se è vero che per noi occidentali è a volte difficile comprendere a pieno alcune sfaccettature della cultura coreana che è molto improntata sull’apparenza e il rispetto di rigide regole sociali, in questo caso è stato praticamente impossibile digerire le ragioni del conflitto al centro di questo drama.

Due atlete giovani si ubriacano e, per colpa di un comportamento poco prudente e un po’ immaturo, una delle due si infortuna e rovina la sua scintillante carriera d’atleta. Comprensibile il senso di colpa di una, immaginabile la delusione e la disperazione dell’altra. Ma il gonfiare l’evento smodatamente per sorreggere la tragedia greca che occupa la seconda metà di Love All Play è stata davvero una scelta infelice.

Improvvisamente il drama, che era stato spensierato e leggero, si trasforma in una catastrofe umana, dove la protagonista, con la sua sindrome da martire, sembra cadere in una spirale di disperazione e depressione di una pesantezza impossibile da concepire in un drama simile.

Avendo avuto la storia altre premesse e una sceneggiatura seria e profonda a sorreggerla, forse sarebbe stato possibile rendere credibile il dramma interiore della Tae Yang. Ma in questo caso il suo continuo piangere, fuggire, disperarsi e supplicare l’hanno resa velocemente una lagna insopportabile, distruggendo tutto il lavoro fatto con il suo personaggio nei primi episodi.

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Colpa della mancanza di approfondimenti psicologici

Non aiuta il fatto che nessun personaggio affronti durante la storia un qualsiasi percorso di maturazione. Joon Young è lo stereotipo del personaggio femminile rancoroso e vendicativo: la cattiva senza alcuno spessore. Non ci viene mai detto cosa abbia fatto nei tre anni in cui è svanita nel nulla e cosa le abbia fatto decidere di ritornare a casa di punto in bianco. Il suo comportamento è così destabile e odioso da rendere impossibile capire come così tante persone l’abbiano ammirata e adorata in passato.

Non c’è una vera risoluzione tra lei e Jung Hwan, nè tra lei e il fratello che si è sempre sentito schiacciato dalla sua figura ingombrante di splendida campionessa. E quel che è peggio è che tutto il suo rancore svanisce nel nulla senza alcuna spiegazione, giusto perché dobbiamo arrivare a un lieto fine.

Lo stesso Tae Joon, che così tanto si era fatto amare per la sua gentilezza e maturità, non ottiene mai una vera rivalsa personale. A servizio di tutti e irrealisticamente troppo generoso e comprensivo, accetta ogni conflitto con pazienza da santo, senza mai provare ad affermare con decisione il suo valore e i suoi bisogni.

Love All Play drama coreano
Love All Play

E poi c’è il badminton

E va bene, forse il badminton potrà non essere lo sport più entusiasmante del mondo (ma ogni sport può esserlo se raccontato bene), ma in questa storia sicuramente viene relegato sullo sfondo in modo imperdonabile. Love All Play è una storia di giovani atleti che ritrovano la passione per lo sport e la competizione, eppure praticamente non li vediamo mai giocare.

Prima di tutto non c’è modo di capire chiaramente se la Yunis sia una squadra seria o una squadra di scarti. Tanto che il drama non prova neanche a sfruttare la classica trama dei perdenti che devono lottare per riguadagnare la vittoria. Gli stessi “gemelli” Park non riescono mai a dimostrare di essere degli atleti davvero di talento perchè passano metà del drama infortunati o in preda a crisi esistenziali e ogni scusa è buona per non giocare.

L’idea di far giocare i due protagonisti insieme in un improbabile quanto contrastato doppio misto, che sembrava così promettente, non si concretizza mai. Tanto che neppure nell’ultimo episodio abbiamo la soddisfazione di vederli giocare insieme come si deve.

E non aiuta il fatto che la regia non sia mai in grado di valorizzare gli scambi in campo e creare della vera tensione durante le rare partite.

Una delusione che non si estingue nel finale

Tae Yang continua a supplicare il perdono di tutti fino all’ultimo episodio. Così come Tae Joon continua a mendicare il rispetto e l’affetto che ha sempre desiderato. Tutti e due avrebbero dovuto, per il loro benessere interiore, conquistare una propria indipendenza emotiva dagli adulti infantili, egoisti e meschini che popolano questo drama. Cercando e trovando forza e determinazione in se stessi. Ma purtroppo questo non avviene mai.

Anche l’infortunio del protagonista negli ultimi episodi appare come una forzatura per creare ulteriore e non necessario dramma. Tutto si risolve quando il Tae Joon fa rotolare giù dalle scale la protagonista che, confermando il suo ruolo di martire, ottiene finalmente il perdono tanto agognato. Una risoluzione forzata quanto ridicola.

Il finale ovviamente risolve ogni conflitto perché così deve essere. Incoronando Jung Hwan come il personaggio più riuscito di tutta la storia. Ma si arriva in fondo stanchi e irritati da una sceneggiatura che è avanzata senza alcun equilibrio e coerenza. Una grande delusione per un drama che, pur non avendo le ambizioni o la sostanza per essere indimenticabile, avrebbe comunque potuto ritagliarsi il suo posticino nei nostri cuori.

Recensione Love All Play

Giudizio

Grande delusione

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Lalla32

Il punto d'inizio è stato X-Files. Poi saltando di telefilm in telefilm ho affinato una passione per quelle storie che hanno in sé una punta di stranezza e di fantastico. Recensisco e curo news di serie sci-fi, ma un'altra mia passione sono i period drama, visto che sono un'avida lettrice di classici. Ultimamente mi sono avvicinata ai drama coreani e me ne sono innamorata e qui su Telefilm Central curo la rubrica Daebak, piena di consigli, spunti e amore per questo mondo.

2 Comments

  1. Rispetto la tua opinione, ma non sono assolutamente d’accordo con quello che hai scritto
    Ognuno di noi ha una sensibilità diversa e diversamente recepisce quello che un drama voglia trasmettere, ma da lì a definirlo un buco nell’acqua ce ne vuole
    Drama godibile e leggero, senza noia, pieno di sentimenti, dolore e voglia di realizzare i propri sogni.
    Amato i protagonisti principali, la loro forza, tenacia e resilienza. Il loro amore ogni puntata più forte. Bravi tutti gli attori ognuno nel proprio ruolo, sia chi si doveva far amare che chi si diveva far odiare, c’è riuscito bene.
    Non sarà un capolavoro, ma una volta per me va assolutamente visto

  2. Assolutamente. Sono contenta che a te sia piaciuto 🙂 Io l’ho trovato molto poco equilibrato e ci ho sofferto molto perché i primi 8 episodi mi erano piaciuti tantissimo <3

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