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Looking: Recensione dell’episodio 2.08 – Looking for glory

Giunti all’ottavo episodio di quella che potrebbe essere, visti gli ascolti molto deludenti, l’ultima stagione di Looking, si può ormai fare  il punto di questa serie che era stata presentata, fuorviando lo spettatore, come la versione gay di Girls.
Perché Looking è stato un flop in termini di ascolti? Si attendeva una serie che mettesse al centro della narrazione la comunità LGTB dai tempi di Queer as folk: l’aspettativa e il potenziale pubblico c’erano ma allora cosa è accaduto che ha portato il pubblico a non affezionarsi ai personaggi e alla serie?
Looking-208-2Looking for glory secondo me riunisce in sè e rappresenta a pieno la forza, ma anche la debolezza di questa serie. Appare chiaro dopo ben due stagioni che il problema centrale sia stato proprio quello di trasformare quella che doveva essere sulla carta una serie realistica su un gruppo di amici che vivono a Castro, in un drama romantico in cui il centro nevralgico della storia è diventato il triangolo tra Patrick, Kevin e Richie. Il triangolo romantico è inflazionatissimo e si sa che quando lo spettatore sente odore di storie in cui i protagonisti sono tre non dura molto, soprattutto considerato il target cui è indirizzata questa serie.
Looking è più di questo e lo si capisce facilmente dall’interesse che suscita la sfida lavorativa di Dom e dalla crescita emotiva di Augustin e da Doris che finalmente sceglie di innamorarsi di un uomo buono, tutti temi interessanti ma troppo marginali, quasi di sfondo rispetto alla prepotente centralità che sempre più è stata data a Patrick.
Se per certi aspetti è da apprezzare la scelta degli sceneggiatori di accogliere le critiche e aggiustare il tiro su alcuni aspetti, dimostrando di essere pronti e aperti, dall’altro credo che proprio la paura di vedersi cancellata la serie dopo solo due stagioni, li abbia portati a cambiare troppo della linea narrativa che avevano scelto all’origine. Basta pensare che Kevin non sarebbe dovuto neanche rimanere e ora ce lo ritroviamo come co-protagonista.
Looking-208Sia chiaro da fan della serie e shipper ufficiale di Kevin e Paddy, nonché affezionata sostenitrice di Russel Tovey, io sono molto felice della scelta di trattenerlo, anche solo per la chemistry formidabile che i due attori hanno e che rende ancora più reale la serie e quasi un vero docufilm. Resta il fatto che in questo modo le basi su cui poggiava la serie si sono modificate in corsa.
Looking for glory, infatti, ci mostra il dilemma di Augustin nell’instaurare una relazione seria con un ragazzo siero positivo, Dom alle prese con i lavori nel locale in cui sorgerà il suo ristorante, ma poi si concentra principalmente su Kevin e Patrick ufficialmente coppia davanti al mondo che si concedono il loro prom. Ovviamente i due decidono di organizzare un’uscita a quattro proprio con Richie e il suo ragazzo.
Patrick dichiara il suo amore a Kevin, ma pare chiaro che né lui né Richie abbiano dimenticato come la loro storia abbia avuto quasi nessuna opportunità di crescere.
Spero di sbagliarmi ma credo proprio che gli sceneggiatori torneranno nuovamente su questo triangolo nei prossimi episodi e ritengo che questa sarà una scelta deleteria per la narrazione della stagione. La dimostrazione di questo sta nella costatazione che gli episodi più belli di Looking sono quelli corali, dove Patrick non è centrale o meglio dove i suoi drammi sentimentali non lo sono.
In conclusione Looking for glory rappresenta a pieno quel senso di non completa soddisfazione che è poi quello che si prova quando si valuta Looking nella sua completezza.
Un vero peccato perché i temi da sviscerare ci sarebbero, gli attori eccezionali pure. Analizzando la serie in modo distaccato e non da fan per ora però Looking rappresenta un’occasione mal sfruttata.

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