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Looking: Recensione dell’episodio 1.06 – Looking in the Mirror

Siamo quasi giunti alla fine di questa prima stagione di Looking, mancano solo due episodi alla conclusione, ma tutti i fan possono stare tranquilli per il fresco rinnovo per una seconda annata dello show che vede Jonathan Groff come protagonista.

looking 106eLooking in the Mirror richiama l’ultima scena dell’episodio e da qui possiamo partire per andare a vedere a ritroso cosa e quanto ha cambiato questo sempre troppo breve spezzone di narrazione (concordo con i colleghi che mi hanno preceduto, 25 minuti sono insufficienti per questo stile narrativo). Patrick si guarda allo specchio, si vede nella sua nuova immagine di boyfriend, si convince guardandosi, ma sarà tutto vero?

Se guardiamo indietro nell’episodio vediamo che Patrick, così come i suoi amici Dom e Agustin, non sono esattamente come li credevamo: nel confronto con loro stessi, davanti al proprio riflesso si rivelano persone immature e deboli, persone che si sono costruite un personaggio e ci vivono dentro, ma faticano ad uscire dagli schemi che si sono imposti.

looking 106aPatrick, dopo l’episodio/giornata che aveva fatto nascere e crescere la sua relazione con Richie, si trova davanti al classico secondo step della relazione: far collidere i due mondi in cui si trova a vivere, il suo fidanzato e i suoi amici e, come qualsiasi novello innamorato (sopratutto se giovane), è spaventato a morte da cosa potrà uscirne. In effetti il danno è dietro l’angolo, ma la causa non sono i suoi amici, ma lo stesso Patrick. La scena in cui non presenta Richie al suo capo e si giustifica goffamente per il suo “umile” lavoro è decisamente più disturbante dello stesso dialogo che avviene poco dopo con Augustin. Comprendo pienamente l’amarezza di Richie che si trova ora con una bella gatta da pelare. La stessa reazione di Patrick a fine episodio, con il desiderio di introdurre Richie alla sua famiglia è palesemente sproporzionata, segno di un’immatura confusione.

Augustin non sta messo meglio. Oltre al tasso di fastidio che genera in questo episodio con la sua supponenza e arroganza, possiamo notare anche in lui una grande immaturità. looking 106gAugustin vuole essere artista provocante e trasgressivo ad ogni costo e vuole trasportare questo concetto di provocazione e trasgressione in ogni aspetto della sua vita. Si atteggia, ma dimostra solo che sta provando a costruirsi una maschera, perché evidentemente manca in sicurezza verso l’immagine che ha di sé. In alcuni passaggi, comunque, è fin troppo rimarcata, quasi didascalica, l’insofferenza che prova verso il suo stesso atteggiamento.

Dom dovrebbe essere quello più maturo, ma ha vissuto la sua vita fino a questo momento come un gioco ma senza mettersi veramente in gioco, senza impegno ed ora si appresta a vivere il suo quarantesimo compleanno quasi come fosse una condanna a morte (ok, su questo posso anche dargli atto che non sia “facile” vederlo arrivare il quarantesimo) e ora che ci sta provando davvero va a tastoni, non sa bene cosa deve provare per il suo mentore Lynn, si fa in parte condizionare dalla sua ex Doris, vive in ambascie per il suo progetto piri piri chicken.

Fortunatamente per tutti e tre, sembra che abbiano qualcosa al di là della propria immagine che possa o potrà guidarli e riportarli in carreggiata: Patrick ha Richie, Dom ha Lynn e anche Augustin potrebbe trovare riparo in O.T. Staremo a vedere se le loro “guide” e “corde di sicurezza” riusciranno a tirarli fuori dal pantano dell’immaturità o se verranno risucchiati.

looking 106dCome abbiamo guardato indietro nell’episodio, volevo farlo anche nella stagione finora: abbiamo tutti concordato che i primi due episodi probabilmente avevano avuto un approccio sbagliato, ma io credo che la narrazione abbia preso spessore soprattutto con l’introduzione della figura di Richie che ha permesso alla storia di concentrarsi principalmente sulla coppia nascente Richie-Patrick e su quello che ci gira intorno come amicizie e lavoro e sui sentimenti che stanno dietro a tutto questo, gay o etero non fa alcuna differenza, tralasciando quel voler costruire un esagerazione, come quella vista agli albori della serie, che rendeva lo spettatore eccessivamente distaccato.

Manca poco alla fine di questa troppo compressa prima stagione, non resta che vedere quali sorprese avrà in serbo Looking per noi.

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