London Spy

London Spy: Recensione dell’episodio 1.05 – If This Is a Lie

London Spy
Verso la metà di questo quinto ed ultimo episodio di Londo Spy ho dovuto fermare tutto per esprimere semplicemente il mio sconcerto alla stanza vuota: “Ma che roba è?
Questa domanda mi ha accompagnato fino alla scena finale, mentre sempre più perplessa aspettavo di scoprire come l’avrebbero finita. Io vi ripropongo la domanda: “Ma che roba è stata questo telefilm?

Tanto superlativo nel lirismo e nell’intensità di alcune scene e straordinario nell’interpretazione dei suoi protagonisti, quanto contorto, manieristico e assurdo nello svolgimento della trama.  Quello che ci aveva tanto impressionato nel primissimo capitolo di questo telefilm, e cioè la freschezza e la profondità di una storia d’amore insolita e inaspettata, mischiata ad un bel mistero, è andato a sgretolarsi velocemente, affondando in tragedie infinite e contorsioni spionistiche che gli sceneggiatori sono stati incapaci di sostenere. Che pasticci che hanno combinato.

Il primo terribLondon Spyile peccato è stato quello di sprecare i propri personaggi trasformando, per esempio, un algido e sperduto Alex, di cui poco sapevamo ma che ci aveva affascinato fin da subito, in un contorto ammasso di torti passati e ben poco altro. Cosa abbiamo scoperto di lui alla fine? Che giocava a fare la spia di mamma? Ma in che modo? Con quali capacità? Era un genio incosciente o una spia scadente? L’aggiungere e togliere continuamente tasselli, al solo scopo di stupire e confondere, non ha fatto altro che allontanare e svuotare il suo ricordo, rendendolo quasi estraneo e irrilevante. E se questo, all’interno di una trama ben costruita, avrebbe potuto avere un senso potente, in questo caso è stato solo un pasticcio.
E anche a Danny non è toccata sorte migliore, quando il suo London Spypersonaggio, da ingenuo entusiasta si è trasformato irreversibilmente in una sospirante vittima di tragedie infinite; come se i tanto temuti servizi segreti semplicemente avessero attaccato sul suo fascicolo una tag #maiunagioia e si fossero divertiti a metterla in pratica con spietata fantasia. Ben Whinshaw è straordinariamente bravo, bravo da perderci la testa, ma anche lui ha poco da fare quando il suo personaggio viene ridotto a infiniti sguardi sperduti e tristi di fronte ad una trama che lo lascia in balia di eventi strampalati.
Non mi auguravo certo che una serie simile si trasformasse in un’improbabile Bourne Identity, ma speravo che gli sceneggiatori, spingendosi oltre al voler semplicemente raccontare una storia intima, fossero pronti a sostenere il peso di una trama thriller credibile e concreta. Invece lungo la strada ci siamo persi tra cammei barocchi (come quello di Mark Gatiss e di Scamarcioassolutamente fini a se stessi e twist che non stavano  in cielo  in terra. Cosa è stato quell’interrogatorio ad Alex chiuso in una scatola? Uno sfoggio della tecnologia dell’MI6 in grado di valutare il dilatarsi di una pupilla anche in una situazione simile? E stavano davvero usando l’algoritmo di Alex contro di lui? Quindi almeno gli inglesi lo avevano? Ero rimasta con l’impressione che tutti i servizi segreti si fossero messi d’accordo per distruggerlo pur di non averlo tra i piedi a minacciare la loro stessa esistenza.
L’interrogatorio improbabile di Alex ad opera della madre va ad aggiungersi all’ostinazione assurda di voler tenere in vita Danny. Sono stati inscenati i più complicati stratagemmi per farlo desistere (pure infettarlo con l’HIV) quando l’unica cosa sensata da fare sarebbe dovuta essere farlo fuori fin da subito o semplicemente rapirlo e strappargli  la chiavetta USB dal collo. Ma se semplicemente avessero reso Alex vittima di un incidente o una finta rapina, non si sarebbero tanto semplificati la vita? Andatelo a dire a Scottie quanto è stato divertente giocare a questo gioco maldestro. O a quel povero impiegato che ha rifascicolato quinLondon Spytali di pagine bianche per poi risigillarle nelle buste e lasciarle beffardamente nel garage di Danny. O a quelle primule ignare che non so quale colpa avessero se non essere state paintate con poca terra dall’MI6.
Questo quinto episodio risulta lungo e contorto, ripieno di scene ad effetto insensate come il già citato interrogatorio di Alex da parte della madre, l’arzigogolata trappola organizzata con i genitori di Danny o la scoperta della stanza-lavagna, dove solo un pazzo furioso si sarebbe ostinato a scrivere sul soffitto facendosi venere un torciollo assassino. Ha poco ritmo e sorprende nei modi più sbagliati. Resta notevole il confronto tra Frances e Danny ma solo perché sostenuto da due bravi interpreti e poco altro. Sulla scena finale non so neanche che dire: preludio orrorifico di una seconda stagione?
Di questo telefilm mi rimarrà la bravura incontrastata di Ben Whinshaw e la luce della fotografia perfetta e delicata delle gite al mare di Alex e Danny. Il resto lo restituisco senza rimpianti.
Per rimanere sempre informati su Ben Whishaw, condividere la vostra passione per Ben e essere sempre al corrente di tutte le novità che lo riguardano mettete mi piace alla pagina Facebook Ben Whishaw Italia e alla pagina London Spy Italia  ricordatevi di mettere like alla nostra pagina Facebook per tutte le novità su tv e cinema.
1.05 – If This Is a Lie
  • Irritante
Sending
User Review
3.5 (2 votes)
Comments
To Top