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Interviste

L’omosessualità in Tv tra Will & Grace e Queer as Folk: parla Randy Harrison

Quando si pensa all’omosessualità in Tv, le prime due serie che vengono in mente sono sicuramente ‘Will&Grace’ e ‘Queer as Folk’, che hanno rappresentato il primo passo importante verso una cultura sempre più aperta, questo, però, non le rende simili, per niente.

will-and-grace‘Will&Grace’ e ‘Queer as Folk’  non potrebbero essere più diverse non solo nel genere, ma soprattutto nel modo in cui affrontano l’omosessualità e nel modo in cui sono costruiti i personaggi appartenenti alla comunità LGBTQ. ‘Will&Grace‘ ha sicuramente dato grandissima rilevanza all’omosessualità con un personaggio principale e non di contorno, non particolarmente stereotipato, messo nel contesto della sua vita di tutti giorni, ma soprattutto in una serie Tv che ha avuto un enorme successo e che è riuscita a catturare l’attenzione di milioni di telespettatori in tutto il mondo. Forse è anche grazie all’enorme successo che alle serie vengono riconosciuti così grandi meriti per quanto riguarda la sensibilizzazione nei confronti dell’omosessualità.

Queer as Folk‘ dall’altro, a causa del suo essere provocatoria ed esplicita, ha sempre avuto un’audience selezionata, perché il grande pubblico non era ancora pronto per una serie che non avesse paura di mostrare la vita sessuale dei suoi personaggi e che, anzi, fosse incentrata prettamente su di essa. E detto tra noi, probabilmente, il grande pubblico non è pronto nemmeno oggi. Nella sua provocazione ed esagerazione, però, ‘Queer as Folk’ ha raccontato l’omosessualità e la sessualità come pochi ed è stata una serie fondamentale nella vita di molti omosessuali che, finalmente, hanno avuto la possibilità di vedersi e riverse sullo schermo, soprattutto attraverso il personaggio di Justin, che ha rappresentato molti adolescenti gay che si affacciavano alla vita per la prima volta: andare nei nightclub, fare sesso, amare e allo stesso tempo ritrovarsi di fronte l’ignoranza di una grande fetta di87685 mondo.

Lui stesso giovanissimo e gay, Randy Harrison non ha mai avuto problemi nell’interpretare Justin, come lui stesso ha dichiarato a sfgate.com : “Non ha mai avuto riluttanze nell’accettare il ruolo di Justin. Ero già uscito allo scoperto da anni, avevo già interpretato personaggi gay e avevo rappresentato la sessualità sul palco”.

Proprio il modo esplicito con cui la sessualità era affrontata lo portò ad accettare il ruolo: “Ero interessato alla demistificazione della sessualità omosessuale agli occhi del pubblico, anche rendendo la sua rappresentazione noiosa”. Nel dire questo Harrison non può non citare la totale mancanza di tale argomento sia sul piccolo che sul grande schermo.

Nonostante l’attore si sia detto orgoglioso di ave potuto portare sullo schermo un personaggio come Justin e le storyline che a lui erano legate, spesso anche a sfondo politico o comunque molto delicate, come ad esempio il pestaggio o l’omofobia del padre o l’attivismo in tema di diritti, ci ha tenuto a sottolineare come, invece, la relazione tra Justin e Brian, più grande di lui di 12 anni, interpretato da Gale Harold, sia stata difficile da accettare in alcuni momenti: “Ho sembre guardato a questa relazione con grande scetticismo. Lo squilibrio di potere è difficile da correggere”.

Queer as FolkHarrison ha poi rivolto uno squadro a quella che è la rappresentazione odierna dell’omosessualità in televisione dicendosi molto soddisfatto dei progressi fatti: “Una delle cose che rendeva eccitante ‘QAF’ a quel tempo era ricordare come nei primi anni ’90 fosse terribilmente difficile trovare delle storie gay in TV e come quelle che c’erano fossero spesso molto offensive. Ci sono così tante sfumature nella nostra comunità e sono felice di vedere come le nostre storie continuino ad espandersi e ad evolversi. Adoro queste serie”.

La cosa che sicuramente ha rappresentato il maggior risultato ottenuto da ‘Queer as Folk’, secondo Randy Harrison, è l’aver portato all’attenzione di tutti molte delle difficoltà che i membri della comunità LGBTQ dovevano affrontare: “Ho incontrato così tante persone che non capivano le difficoltà che molti omosessuali dovevano affrontare. Sapere che QAF ha risvegliato la consapevolezza e l’attivismo è stato molto gratificante”.

L’intervista coincide, proprio, con la rimessa in onda di alcuni episodi della serie, in occasione del Gay Pride.

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