fbpx
News Serie TV

Limiti e difetti di Caprica, dopo la partenza di Caprica 1.5

Dopo una prima parte della stagione molto promettente e anche bella sì, ma dove in pratica è successo poco e niente (sul serio, gli eventi dei primi 9 episodi di questo Caprica 1.0 sarebbero facilmente riassumibili in poco più di tre righe), personalmente le aspettative per la partenza di Caprica 1.5, ovvero la seconda parte della prima stagione, erano molto alte. Anche perchè – con quel trailer rilasciato pochi mesi fa – e con le varie dichiarazione da parte di cast e autori, che lasciavano intendere una nuova (promettente) direzione che Caprica 1.5 avrebbe intrapreso, c’erano tutte le ragioni per aspettarsi un ritorno coi fiocchi.

 

Potete quindi immaginare l’eccitazione quando ho appreso che SyFy avrebbe anticipato la premiere ad Ottobre, piuttosto che a Gennaio 2011. Certo, la mossa mi preoccupò anche non poco. Visto che Caprica non ha mai brillato dal punto di vista degli ascolti, il voler anticipare la seconda parte della stagione, suonava un po come un “o la va o la spacca”. E il fatto che gli ascolti di Unvanquished non abbiano toccato neanche il milione, non raggiungendo quindi neanche i risultati del finale dello scorso Maggio, beh, è abbastanza preoccupante. Ma c’è davvero di cui sorprendersi?

Messi da parte i primi nove episodi, la sensazione che ho avuto dopo la conclusione del decimo episodio è che Caprica ancora non ha una propria identità. E che gli autori forse, dovendosi destreggiare tra diversi elementi (universi virtuali e alternativi, questioni etico-teologico-politiche ecc), in più portando il peso della parternità di BSG, non hanno ancora ben chiaro quello che vogliono fare.

Unvanquished ha introdotto quello che dovrebbe essere il nuovo corso della serie, ma senza alcun coraggio: praticamente si ricomincia da dove lo scorso capitolo si è chiuso, e in maniera neanche tanto brillante, a dire il vero. Spero davvero che in futuro gli autori mi sorprendano e mi faccia ricredere, ma per il momento non vedo un futuro per Caprica. Più che altro perchè non riesco a dare un’identificazione a questo serial. Cos’è Caprica? Un serial action? Un drama? Un serial in cui sono preminenti discussioni e problematiche di tipo etico-teologico-politiche? Una serie fantascientifica e un po’ fumettistica? E lo so che non è giusto etichettare, e io sono il primo ad amare quando nei serial si mescolano più generi. Ma il problema con Caprica è un altro: è che sulla carta la mescolanza di tutto ciò si presenta brillantemente, ma poi nel complesso, sinceramente, non funziona.

Le varie storie dei personaggi – per quella che dovrebbe essere una serie corale – risultano tremendamente distaccate, nonostante gli autori si sforzino prepotentemente di inserire un filo conduttore. Il binomio Daniel Graystone/Sam Adama, su cui la serie sembrana inizialmente basarsi, è fallito miseramente. Non si capisce dove gli autori vogliano andare a parare con la storia di Zoe, che almeno all’inizio era molto interessante. Come l’intera storia della realtà virtuale, che col tempo però ha perso il suo perchè. E il finale di Unvanquished mi ha confuso ancora di più da questo punto di vista (senza contare che tutta la storia di Tamara Adama versione vendicatrice non sono mai riuscita a digerirla). Del rapporto tra Amanda e Clarice sinceramente m’interessa poco. Amanda è sempre stato uno dei personaggi meno interessanti del serial, e farla morire col tentato suicidio sarebbe stata una scelta più opportuna. Non capisco quindi la necessità di farla tornare, e di darle anche spazio. Clarice all’inizio era uno dei personaggi più ambigui e interessanti, e col tempo si è sbiadita. Rispetto agli ultimi episodi di Caprica 1.0, però in questa puntata almeno mi è piaciuta di più, quindi una nota positiva c’è: il suo viaggio su Gemenon, e quella nota di ambiguità nelle sue azioni, sono stati forse il punto di forza della premiere. Un ruolo maggiore, sinceramente, mi aspettavo da Barnabas, e invece a lui e alla sua setta hanno riservato pochi minuti. Come a dire: ci siamo. Graystone e il suo piano di allearsi con l’Ha’l’tha’, allo scopo di creare una tecnologia che darebbe ai morti una seconda vita “virtuale”, è un passo indietro più che in avanti, visto che era da queste premesse sostanzialmente che Caprica si è mosso lo scorso Gennaio.

Insomma, io ero partito entusiasta più che mai con Caprica, ma ora come ora non so che dire. Caprica è ancora un serial che mi affascina, e che ha una serie infinite di potenzialità, ma è snervante il modo in cui le cose – semplicemente – non si smuovano. E’ come se gli autori fossero alla guida di una macchina potentissima, ma abbiano troppa paura di metterla veramente in moto. Di rischiare un po’.

Aspetto la prossima settimana, comunque. Sperando che un po’ di cose cambino, altrimenti mettiamoci in pace e prepariamoci definitivamente a salutare Caprica.

Cristiano

Fondatore

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Pulsante per tornare all'inizio