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Life Goes On, un amore struggente

Ob-la-di, ob-la-da, life goes on, brah! Lala how the life goes on…

Sono cresciuta seguendo moltissime serie televisive incentrate sulla vita familiare. Potrei citare La casa nella prateria (Little House on the Praire) con la famiglia Ingalls, Il mio amico Arnold (Diff’rent Strokes) e il tormentone “Che cavolo stai dicendo Willis”, Casa Keaton (Family Ties) con il grande Michael J. Fox, Genitori in blue jeans (Growing Pains) con il giovanissimo Leonardo Di Caprio oppure ancora Super Vicki (Small Wonder) che fece nascere una delle più famose bufale della storia del piccolo schermo. Ve la ricordate? La “mega balla” che affermava che Jamie Lawson, il bambino protagonista della serie, era in realtà interpretato da Billy Corgan degli Smashing Pumpkins.
Ci sono state moltissime serie televisive che si sono svolte dentro le mura domestiche e questa che ricorderò insieme a voi è decisamente una tra le mie serie preferite.

Una Famiglia Come Tante (Life Goes On) è un telefilm del 1989 che ottenne molto successo in tutto il mondo non solo per aver portato egregiamente sul piccolo schermo uno spaccato di vita quotidiana dell’America degli anni ’90, ma per aver trattato con schiettezza temi caldi e controversi di quell’epoca: l’HIV e la sindrome di down.

La serie si svolge a Glen Brook, una piccola cittadina americana dove vive la famiglia Thacher composta dal padre Drew (Bill Smitrovich), prima caposquadra di un’impresa edilizia ed in seguito gestore e proprietario di una tavola calda, dalla sua seconda moglie Libby (Patti LuPone) e dai loro quattro figli: la 21enne Paige (Tracey Needham), nata dal primo matrimonio di Drew, Charles detto Corky (Chris Burke), ragazzo affetto da sindrome di down come l’attore che ne ha vestito i panni e l’adolescente Rebecca (Kellie Martin).
Nonostante il suo handicap, Corky riesce a frequentare la scuola ordinaria non senza qualche difficoltà, ma la sua grande forza di volontà e il suo impegno negli studi rappresentano un grande esempio per tutta la famiglia.
Becca, che ha 14 anni, frequenta il liceo del quartiere e vive i problemi tipici dell’adolescenza, incluso quelli di cuore. Inizialmente la ragazza si innamora di Tyler (Tommy Puett), campione in tutti gli sport, con il quale vive una storia d’amore ma in seguito arriva Jesse (Chad Lowe), ragazzo affascinante affetto da HIV. Seppur con molti problemi, Becca riuscirà a stare accanto al ragazzo che ama e a vivere con lui la storia più bella ed importante della sua vita.

Da grande romanticona, non potevo non ricordare una delle “love story” più famose e discusse della televisione che, non so voi, mi fece piangere a dirotto. Per coloro che non hanno visto la serie tv, una fan come la sottoscritta non può non raccontare dettagliatamente ogni singolo capitolo di questa immensa e struggente storia d’amore… Forse così capirete perché Life Goes On mi è rimasto nel cuore (oppure perché sono una ragazza così romantica…)

La prima scena “tutta cuoricini” con Becca e Jesse insieme è alla festa per i sedici anni di Becca quando il ragazzo, vedendo la festeggiata seduta triste e sola su un marciapiede vicino a casa, le porta una fetta di torta e la invita dolcemente a spegnere la candelina.
Il primo bacio avviene invece qualche giorno più tardi durante una passeggiata serale. Nonostante provi qualcosa per lei, Jesse allontana Becca e se ne va senza dirle cosa ci sia di sbagliato in una loro possibile relazione. Solo più tardi si verrà a sapere che Jesse è sieropositivo.

Come in tutte le storie d’amore che si rispettano, la bella eroina non sa scegliere tra i due pretendenti: Tyler non ne vuole sapere di chiudere la loro storia mentre Becca vuole stare con Jesse che, in pochi giorni, le ha trafitto decisamente il cuore. Nel frattempo Jesse e Becca passano del tempo insieme, come amici. Becca decide di aiutare Jesse a cercare la ragazza che lo ha fatto ammalare, ma arrivati davanti alla porta della sua casa, vengono a sapere che la giovane è purtroppo già morta. E’ così che Jesse, camminando in un cimitero (luogo che è solito definire come la sua prossima dimora), dice a Rebecca che non potrà mai averla nonostante lui lo voglia intensamente e con tutto se stesso. Becca è risoluta, è follemente innamorata di Jesse e non le importa quanto la loro storia possa durare. L’unica cosa che le interessa è far parte della sua vita.

Il 50° anniversario dei nonni di Becca si avvicina e la ragazza decide di cogliere l’occasione per chiedere a Jesse di sposarla. In un primo momento lui accetta, ma torna presto sui suoi passi quando un ammalato di Aids del centro in cui fa volontariato muore e capisce che l’unica cosa che desidera è non far soffrire la sua amata. E’ in questo momento che Jesse decide di allontanare Becca, ma il tentativo è inutile in quanto entrambi non riescono più a vivere lontani l’uno dall’altra.

Non è solo la malattia di lui a creare difficoltà alla coppia, ma anche la gente comune che non riesce a comprendere cosa sia l’HIV e cosa comporti questa malattia. Una sera uscendo dal centro, Jesse viene infatti assalito e picchiato da alcuni skinhead. Quando trova il suo ragazzo a terra, sanguinante e privo di sensi, Rebecca lo stringe fra le braccia non curandosi del fatto di poter entrare in contatto con il suo sangue. Arrivata a casa, la ragazza parla dell’accaduto con i suoi genitori che la consigliano di fare immediatamente gli esami del sangue. Fortunatamente il primo risultato è negativo e anche se dovrà ripetere le analisi dopo sei mesi, lei e la sua famiglia tirano decisamente un sospiro di sollievo.

Con il passare del tempo, i due ragazzi sono sempre più innamorati e nonostante i vari problemi decidono di avere rapporti sessuali protetti. Poco dopo aver compiuto 18 anni, Jesse viene però colpito da un infarto. E’ in questo momento che il ragazzo viene travolto da un’altra dura notizia: la sua sieropositività si è evoluta in Aids. Come se non bastasse, la sua assicurazione scade perciò viene trasferito all’ospedale della contea dove, vista la triste situazione, inizia a manifestare un carattere scontroso. Jesse tenta nuovamente di allontanare Rebecca ed appare sempre più deciso a lasciarsi morire e a farsi consumare lentamente dalla malattia.

L’episodio conclusivo della serie ci porta a vivere un salto temporale di quattro anni e a vedere i due innamorati sposarsi. In seguito ad un ennesimo salto temporale di dieci anni, ci troviamo con la 27enne Becca che parla con un bambino e gli racconta cosa le sia successo dopo il diploma. Corky non è riuscito a completare gli anni scolastici, mentre Jesse le ha spezzato il cuore lasciando l’America per recarsi in Europa. Dopo quattro anni di “esilio”, il ragazzo ha deciso però di ritornare tra le braccia della sua amata.
Non sappiamo se il bambino con il quale Becca stia parlando sia figlio di Jesse, ma in questa scena capiamo, ancora una volta, l’immensa voglia della donna di avere un figlio dal suo grande amore.

Intervistati sul finale della serie, i produttori hanno voluto precisare che il bambino non era di Jesse anche se aveva due bellissimi occhi azzurri proprio come il protagonista. Le ultimissime parole di Becca al bambino non lasciano, in ogni caso, dubbi sul grande amore della ragazza: “Ti voglio bene Jesse”.

The joy in life is not in hearing the wordsI Love You“, but in being lucky enough to say them.

Life Goes On è dunque una storia d’amore struggente con un finale alquanto triste che ha fatto però sognare molti fan di tutto il mondo, riuscendo a conquistare il cuore del pubblico giovane ed adulto.

Uno tra gli aspetti più interessanti del serial è stata la coerenza nel casting anche per quanto riguarda i ruoli secondari. Dall’episodio pilota a quello finale, il preside della scuola ha sempre avuto il volto di Gloria Ford, mentre il prete che ha seguito le vicissitudini della famiglia Thacher è sempre stato lo stesso sino al matrimonio tra Becca e Jesse. Tale coerenza ha reso ancor più veritiero il serial, mostrando i Thacher proprio come una vera famiglia e Glen Brook come una vera cittadina. Intervistato a riguardo, il produttore esecutivo Michael Braverman ha dichiarato: “Sono sempre stato, e lo sono tuttora, un grande credente della scelta dei migliori ed appropriati attori anche per i personaggi secondari”.

Svariati attori importanti hanno trovato, sulla strada verso la loro fama, la piccola città di Glen Brook. Dean Cain ha vestito i panni di un surfista nell’episodio “Corky e i delfini” giusto pochi anni prima del conseguimento del ruolo di Superman in Lois & Clark. Prima di entrare nel cast di Friends (e prima ancora di tingersi di biondo), Lisa Kudrow è stata Stella nell’episodio “Becca e la Band”. Greg Kinnear, candidato al premio Oscar come miglior attore non protagonista per Qualcosa è cambiato, ha vestito i panni di un boyfriend di Paige nell’episodio “Break a Leg Mom” e Shannon Doherty (Beverly Hills 90210, Charmed) ha colpito il cuore di Corky in “Crush Corky’s”. Altri ospiti di rilievo che hanno partecipato al serial sono Quincy Jones, conosciuto al grande pubblico per aver prodotto l’album più venduto della storia, Thriller di Michael Jackson, e la canzone evento “We Are the World”, il cantante e chitarrista Leon Redbone ed Elizabeth Berkley (Showgirls).

La decisione di introdurre un personaggio positivo all’HIV è stata presa da Michael Braverman, preoccupato perchè molti adolescenti dell’epoca non conoscevano adeguatamente l’AIDS. Nei focus group condotti durante lo show, il produttore aveva infatti scoperto come i ragazzi avessero idee sbagliate sull’AIDS e sulle sue modalità di trasmissione. Visto il successo della serie e la sua popolarità tra i ragazzi, Michael si è sentito in dovere di fare qualcosa e di trasmettere un messaggio importante dedicato a questa malattia. “Credo che parte della nostra funzione sia quella di educare” ha dichiarato l’uomo durante un’intervista dedicata al fenomeno Life Goes On. “Ovviamente la nostra prima preoccupazione è l’intrattenimento. La seconda è certamente educare”. La trama dedicata all’AIDS era stata concepita inizialmente come una storia da otto episodi ma, vista la grande importanza e il grande seguito, ha dominato immediatamente il resto della serie diventandone il cuore centrale.

Nell’ultimo episodio di Life Goes On, Libby dice a suo figlio “Il mondo è un posto migliore grazie a te Corky”. Per i fan che sono cresciuti con questa serie televisiva e che si sono sentiti ispirati proprio grazie alle vicissitudini della famiglia Thacher, potremmo dire che il mondo è un posto migliore grazie a serial come Life Goes On.

Curiosità
Life Goes On è stata la prima serie televisiva ad avere tra i protagonisti principali un attore affetto dalla sindrome di down.

Lo show ha vinto due Emmy Awards: uno per Chad Lowe (Jesse) nel 1993 e uno per Viveca Lindfors (Mrs. Doubcha) nel 1990.

Il produttore esecutivo Michael Braverman aveva scelto Chris Burke nel 1987 per un film tv intitolato Desperate e basato su uno dei libri preferiti dello stesso Michael: Lord Jim. Dopo aver visto l’attore al lavoro, i capi della ABC chiesero a Braverman di creare uno show televisivo con Burke protagonista.

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