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LFFEC17: Willem Dafoe, l’attore al servizio del cinema

Il Lucca Film Festival Europa Cinema 2017 ha ospitato Willem Dafoe che ha portato nella città toscana la sua esperienza da attore di teatro e di cinema.

Presenti alla conversazione anche Emanuele Vietina, direttore di Lucca Comics&Games e il giornalista del Manifesto Gianluca Pulsoni.

Willem Dafoe a Lucca

Un faccia da villain e uno spirito da conversatore, Willem Dafoe ha portato a Lucca tutto il suo entusiasmo. A differenza dei suoi ruoli, l’uomo che si è presentato al Teatro del Giglio il 7 aprile è entusiasta, sorridente e non vede l’ora di ascoltare le domande dal pubblico. Proprio lui chiede ripetutamente che siano i presenti in sala a condurre la conversazione.

Tra esperienze personali e il suo approccio verso la recitazione, l’attore di Platoon, si presenta come un uomo tranquillo, con le idee ben chiare su cosa significhi il lavoro di attore.

Voce controllata e battuta pronta, ecco cosa abbiamo scoperto grazie alla conversazione con Willem Dafoe.

Willem Dafoe e la recitazione al servizio del film

La differenza tra teatro e cinema è data dal ritmo, secondo l’attore.

Nel teatro è l’attore a dare il ritmo alla scena, nel cinema è il montaggio. Sono interessato alla tensione creativa che dà l’immediatezza della recitazione.

Ma come si diventa un attore come Willem Dafoe?

Non ho un metodo, ogni lavoro richiede ricerche diverse. Con il tempo ho imparato il piacere di perdermi nei ruoli.

 Sono una persona semplice, nel modo in cui non ho imparato nulla. So solo che sono già stato sul palco o sul set, ho esperienza in questo.

Decido i miei lavori in base alla mia attrazione per il regista. Perché divento la loro creatura, sono lì per aiutarli.

Willem Dafoe e Gene Hackman

Willem Dafoe e Gene Hackman

In parte fa eccezione Missipi Burning del 1988 dove ha partecipato proprio per recitare accanto al grande attore Gene Hackman.

Ho lavorato a Mississippi Burning per Gene Hackman che è un gigante. Il mio ruolo non era interessante ma il regista lo era [Alan Parker], così alla fine ho amato anche quel ruolo.

Willem Dafoe ha un’idea ben precisa riguardo alla professione dell’attore e non lo applica solo sul suo lavoro, ma anche quando va al cinema.

L’attore ha continuato:

Non sono un interprete, sono un danzatore. Ma ci vuole intelletto, puoi flirtare con la cosa più bella del cinema: la poesia. 

Mi piace sparire, per entrare in qualcos’altro, sono fatto dalla mia esperienza teatrale. Questo rappresenta la differenza tra interpretare e agire.

Parla anche del suo interesse verso i film internazionali, non solo americani. 

Adoro lavorare ai film che non appartengono alla mia cultura. Devo immergermi, è una bellissima esperienza da cui impari molto.

Si definisce anche un po’ italiano, con un passaporto che prova la sua cittadinanza. Dafoe ha comparato le due cose: Non posso essere italiano perché non sono nato qui, ma ho l’intenzione, la voglia di esserlo. Voglio scivolare dentro la cultura come faccio per le produzioni internazionali.

willem dafoe in pasolini

Willem Dafoe in Pasolini di Abel Ferrara

L’attore ha poi posto una domanda per il pubblico: Pensate  che ci possa essere una buona interpretazione in un brutto film? Io non credo, perché gli attori sono al servizio del film.

Scherzando ha aggiunto “Ci può essere una brutta interpretazione in un bel film, è successo anche a me“.

Gli altri progetti

Quando lavora da doppiatore si concentra la sua performance – che richiede la stessa energia della recitazione – anche se si rivela solo attraverso il mezzo della voce. ‘È come cantare‘ ha dichiarato Dafoe.

Come attore ha anche collaborato al videogame Beyond: Due anime dove è stato utilizzata la motion capture.

Non conosco i videogame, ma ho lavorato con David Cage, un pensatore indipendente, e mi è piaciuto specialmente perché non mi sono mai sentito così libero.

Abbiamo assistito alla conversazione di due ore tenuta al Teatro del Giglio di Lucca dove l’attore Willem Dafoe si è rivelato un uomo appassionato, conquistando il pubblico grazie alla sua filosofia sul lavoro di attore: un mestiere al servizio del cinema.

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