Cinema

Lei – Her: la recensione

L’autocoscienza intesa come consapevolezza del proprio sé e delle azioni che quotidianamente compiamo, ci rende unici rispetto al resto degli esseri viventi. Nasciamo, cresciamo e moriamo. Nel frattempo combiniamo qualcosa di più o meno interessante. Gli animali , cosi come gli altri esseri che popolano il nostro pianeta, rispettano anch’essi queste fasi , tuttavia non avvertono il peso degli eventi , come se dentro di essi ci fosse un meccanismo indomito di autoregolazione. L’uomo, invece, ha il costante bisogno di qualcuno che lo guidi, che lo rassicuri. Le tecnologie presenti nei nostri dispositivi (cellulari, tablet, personal computer) in un futuro prossimo, verranno utilizzate come placebo per alleviare “Il” difetto di funzionamento tipico del genere umano: il costante bisogno di supporto e di approvazione da parte degli altri. her-fp-0835

Spike Jonze, regista e sceneggiatore , è riuscito perfettamente nell’intento di traslare la condizione umana nel tempo, quando la tecnologia andrà ben oltre i traguardi raggiunti fino a oggi.

L’ umanità più remissiva che si sia mai vista dai primati in poi, rinuncia al rischio di confrontarsi con le proprie emozioni e si affida nelle mani di un software ultracapacitore. In un’ epoca futuribile ma non temporalmente definita, viene lanciato sul mercato un sistema operativo capace di sviluppare emozioni, dare consigli e, allo stesso tempo, abile nel nutrire la propria intelligenza tramite le esperienze vissute dal proprio utente; comunicando con esso tramite un semplice auricolare e uno schermo a portata di taschino. Il suo nome è: OS. La consueta “I” che precede le dozzinali app di adesso è venuta meno poiché dell’ Io rimane ben poco. L’ installazione consiste in un test psicologico in cui l’utente viene chiamato a rispondere a dei quesiti di natura personale riguardanti i rapporti con i genitori, le preferenze, gli orientamenti. OS nasce per svolgere ruoli più disparati: gestione delle mail, ricerche, appuntamenti ma anche consulenza psicologica e dialogo.

Theodore, interpretato da Joaquin Phoenix, è un uomo divorziato di mezza età che si guadagna da vivere scrivendo struggenti lettere su richiesta, per anniversari, addii e auguri. Theodore è un ottimo dispensatore di emozioni su commissione, ma nella vita privata lascia il vuoto dietro sé. Un matrimonio finito male, pochi amici, un personaggio del suo videogioco preferito con cui intavola accese discussioni riguardo ai percorsi da seguire; e poi l’acquisto che gli cambierà la vita, ovvero il sistema operativo più innovativo di sempre, l ‘OS. Il software nelle fasi iniziali dà la possibilità di scegliere il sesso della voce guida. Nel suo caso gli viene assegnata Samantha. E’ essa stessa che decide di darsi questo nome ma in realtà non è altro che l’espressione di una serie di algoritmi talmente complessi che fanno sì che ogni utente abbia una voce guida scelta appositamente, come un vestito cucito addosso. Professionalità, velocità, tempestività nel gestire gli appuntamenti, ricerche e email; ma, soprattutto, saggezza, simpatia, senso dell’umorismo e voglia di sperimentare esperienze nuove. Theodore si lascia ammaliare dalla voce suadente e dai consigli di Samantha, brillante e mai banale (nonché voce di Scarlett Johansson, in Italia Micaela Ramazzotti) la quale nelle sue funzioni, ha anche la capacità di scegliere e comporre canzoni in base alla situazione che il proprio utente sta vivendo. Come se si camminasse con un jukebox di canzoni inedite sulle spalle in cui parole, ritmi e accordi sono scelti in base alla classificazione delle preferenze e degli orientamenti dimostrati.

Nasce, quindi, un rapporto di amicizia e di scambio di opinioni di cui Theodore beneficia a pieno. La relazioni con il suo Os lo appaga e paradossalmente inizia a riprendere le redini della propria esistenza. La curiosità di Samantha, invece, va oltre ogni aspettativa. Chiede che gli vengano descritte tutte le sensazioni che si provano nell’avere una propria corporeità, riesce a distinguere i vari stadi di un processo emotivo fino ad arrivare all’amore. E’ proprio qui che inizia la parte malsana del rapporto tra l’uomo e l’Os, l’attaccamento maniacale che alcuni, prendendosi tutti i rischi del caso, chiamano “relazione sentimentale” tra l’utente e lo stesso OS.

Anche ai sistemi operativi, però, la fedeltà va stretta; d’altronde sono stati creati dal genere umano. Samantha, in realtà, ha sviluppato questo atteggiamento incline all’innamoramento con oltre 600 dei suoi 9000 utenti ma assicura che per ognuno di essi prova un attaccamento a sé stante. Alla fine gli OS verranno ritirati dal mercato lasciando nello sconforto più totale i rispettivi utenti. cinema-programmazione-roma-lei-her-film-scarlett-johansson-Joaquin-Phoenix-spike-jonze-trailer-immagini-8

Il film è girato per lo più in ambienti chiusi, asettici o urbani in pieno stile spot-Apple cosi’ come la colonna sonora, di gusto e dai pezzi ben selezionati. I dialoghi sono frizzanti e non peccano mai di banalità, nessun concetto viene lasciato in sospeso, non a caso Her si è guadagnato l’Oscar come miglior sceneggiatura! Il regista ci presenta delle situazioni che appaiono improbabili ma che in realtà , stando agli standard tecnologici di oggi, sarebbero perfettamente raggiungibili. Ad esempio si potranno ricreare i profili parlanti di famosi personaggi della storia come scrittori , poeti e musicisti grazie all’immensa mole di dati e pubblicazioni che questi ci hanno lasciato. Quindi potremmo discutere dei problemi della politica con Garibaldi o parlare dei massimi sistemi con Aristotele, Leibiniz o Kant.

Andando oltre le controindicazioni del caso, l’OS potrebbe offrire un valido supporto emotivo per coloro che vivono momenti di momentanea instabilità mentale o per coloro affetti da handicap psichici. Nell’era dove tutto dovrà chinarsi davanti alla supremazia della tecnologia, anche gli psicofarmaci cesseranno di esistere. L’era in cui una voce ci motiverà ad alzarci dal letto ,con aforismi e risa incoraggianti, anche nelle mattine in cui si stenta a trovare un motivo valido per cui iniziare a vivere. Le macchine daranno consigli agli umani riguardo a rapporti con gli altri umani. La frontiera 2.0 dei tanto abusati Prozac, Valium e Xanax.

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