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Legion

Legion: Recensione dell’episodio 1.07 – Chapter 7

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Cosa si può fare in 43 minuti? Correre all’incirca sette chilometri, nuotare una cinquantina di vasche, preparare e consumare un buon piatto di pasta, si possono leggere una cinquantina di pagine di un buon romanzo, oppure aspettare inesorabilmente il treno in ritardo in qualche triste stazione; se invece siete un condannato alla pena capitale in Oklahoma 43 minuti sono il tempo che ci mettete a morire dopo l’iniezione letale, oppure se siete più fortunati, 43 minuti sono la durata di uno dei migliori episodi televisivi della storia. Il settimo episodio di Legion dura precisamente 43 minuti escludendo i titoli di coda, ed ognuno di questi microscopici attimi ne vale la visione. Se abbiamo detto in passato che Legion non si cura dello spettatore, non lo coccola, non lo aiuta, ma anzi fa di tutto per confonderlo e quasi allontanarlo dallo schermo, ecco che nel pre finale di stagione ogni domanda ha la sua risposta, ma il come questa venga esposta è un’altra storia.

In qualche recensione fa abbiamo paragonato questa serie ad altre opere d’arte pittoriche e letterarie, vedendo in essa una quantità enorme di citazioni da ogni tipo di ambito artistico. Ad oggi possiamo dire che Legion, con la sua forza, la sua capacità di fare l’impensabile e il mai visto ha ufficialmente creato un genere seriale che sarà difficile dimenticare. Perché quando osi, lasciandoti alle spalle le convezioni cinematografiche e televisive e lo fai usando al meglio ogni conoscenza culturale e artistica, non puoi che creare un prodotto meraviglioso.

UNA TRAMA A RITMO DI BOLERO.

La trama di Legion è abbastanza basica se prosciugata dalla modalità di narrazione in cui è immersa: è la storia di un ragazzo mutante posseduto da un parassita cattivo e di come l’amore di una donna riuscirà a salvarlo. Ma la confusione dovuta al sovrapporsi dei piani astrali, e dei ricordi di David potevano aver creato confusione e quindi cosa meglio dell’utilizzo della schematizzazione grafica per sciogliere i nodi della trama e spiegare in modo semplice cosa sta accadendo? L’utilizzo del disegnino è geniale, perché non solo è talmente ovvio da procurare un sorriso, ma ci ricorda che stiamo guardando una serie tratta da un fumetto, che altro non è che un’avventura grafica. La trama di Legion in realtà non è altro che un viaggio convulso nella mente di un uomo che vorrebbe solo guarire, un viaggio circolare che si chiuderà come è iniziato, con il protagonista che apre gli occhi ma questa volta sulla sua vera identità. L’utilizzo del Bolero di Ravel in versione elettronica, nella scena in cui Oliver crea un muro con dei numeri per impedire ai proiettili di toccare David e Syd, vuole proprio sottolineare che la storia che stiamo vedendo è semplice e si è ripetuta per sette episodi aumentando di intensità e follia piano piano, così come la melodia del Bolero aggiunge uno strumento ogni volta che riparte dalle prime note partendo dal flauto e finendo con l’intera orchestra.

LA STORIA DEL CINEMA IN 43 MINUTI

Se da un punto di vista di storia, la trama si fa semplice e conosciamo il temuto cattivo di stagione Shadow King, è l’aspetto visivo che nuovamente sorprende e ammalia. Legion ha creato l’episodio televisivo seriale più stupefacente di sempre, riuscendo a racchiudere nella sua breve durata quasi ogni genere cinematografico esistente. Si parte dal cinema di ambientazione spaziale, con i corridoi che ricordano quelli dell’astronave di 2001 Odissea nello spazio, continuando con il thriller soprannaturale con l’uso degli zombie, e il racconto di avventura con l’evidente richiamo ai film tratti dai libri Jules Verne. La scena ferma con i proiettili sospesi in aria è un rimando ai film di spionaggio anni 70, la scelta dell’ambientazione pop richiama le atmosfere assurde e ironiche della Guida galattica per gli autostoppisti, e infine possiamo notare alcune tecniche di regia che ricordano Kubrick come il percorso di David nella sua mente che ricorda vagamente l’albergo di Shining. Le scene di David intrappolato ricordano Buried di Cortes, e infine la tecnica dell’animazione grafica sopracitata e l’omaggio al cinema in bianco e nero e alle “origini” vere e proprie con l’utilizzo del “muto”. Cosa è possibile fare in 43 minuti vi ho chiesto all’inizio, gli sceneggiatori di Legion hanno deciso di rendere omaggio alle storie passate sul grande schermo che a loro piace ricordare, sottolineando come ad oggi la televisione sia capace di ogni cosa, anche di mettere all’interno di una serie Mervel 6 minuti di “muto” alla Chaplin.

The Shadow King riuscirà ad impadronirsi di David? La divisione 3 li ucciderà? La serie essendo stata rinnovata avrà un finale aperto? Come ha fatto il palombaro a risvegliarsi? Vedremo anche solo di sfuggita Xavier o Magneto? E si ballerà ancora? Ma sopratutto potremo mai rivedere in tv 43 minuti altrettanto spettacolari?

Good Luck!

Angolo della Vipera:

Iron Fist chi?

La mente razionale di David è Matthew… che ne penserà Lady Mary?

Applausi per la meravigliosa Aubrey Plaza.

Legion è l’unica serie in cui la storia d’amore tra i protagonisti non è un problema, ma la soluzione.

Alzi la mano chi alla parola piani astrali non ha urlato Doctor Strange!

1.07 - Chapter 7
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