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Lance Reddick si dedica al genere sci-fi

Fringe recensione 3.07

Lance Reddick, una delle star indiscusse del nuovo serial di J.J. Abrams, ci parla dei suoi ruoli in “Fringe” e “Lost”.

 

Non potevamo non tradurre e condividere con voi due mini interviste trovata in Rete e dedicate a Lance Reddick, uno dei personaggi più misteriosi dell’universo telefilmico creato da J.J. Abrams nonchè probabile perno di due serial cult in questo momento: “Lost” e “Fringe”.
In “Lost”, Lance è l’attore che veste i panni di Matthew Abaddon, l’enigmatica figura che ha reclutato Naomi, Daniel, Miles, Charlotte e Frank per la missione cargo volta a giungere sull’agognata isola. Successivamente, l’uomo è aparso anche a Hurley, in visita mentre l’ex isolano è ricoverato all’Istituto di Igiene Mentale Santa Rosa, dichiarando di essere un avvocato della Oceanic Airlines. Ma sulla vera identità di Matthew Abaddon ancora nulla è certo…
Stesso discorso per quanto riguarda il ruolo che Lance interpreta in “Fringe”, il nuovo serial sci-fi creato dal guru cine-televisivo americano. In questa serie Lance è Phillip Broyles, un agente della Homeland Security incaricato di guidare il team della divisione Fringe in cui lavora l’agente dell’FBI Olivia Dunham. L’obiettivo del gruppo è quello di indagare sul Pattern, una serie di brutali crimini commessi da misteriosi scienziati che utilizzano il mondo come se fosse il loro personale laboratorio e l’ignara popolazione come se fosse la cavia dei loro raccapriccianti esperimenti.
Anche in questo ruolo Lance sta riscuotendo moltissimo successo tanto da esser diventato uno degli attori più amati dai fan telefilmici. Ecco cosa racconta l’attore in due interviste rilasciate a Tvaddict.com e Fringefanatic.com

 

Da TVAddict.com

Permettimi di incominciare dicendo che tu vesti i panni di due personaggi tra i più misteriosi del piccolo schermo. Da “Lost” a “Fringe” non ho assolutamente idea di cosa stiano facendo i tuoi due personaggi e dove vogliano arrivare. E tu?
In “Lost” posso sicuramente dire che non ho la più pallida idea!

Ricevi questo tipo di commento e reazione da tutte le persone che incontri?
Un po’. Devo ammettere che non ci sono molte persone che mi fermano per parlarmi di “Lost”, soprattutto dopo l’uscita dell’ultima stagione di “The Wire”. La gente mi fermano molto di più per chiedermi informaizoni su quest’ultima serie.

Hai ottenuto il ruolo in “Fringe” grazie all’acclamazione di pubblico e critica per la tua partecipazione a “The Wire”e per il tuo personaggio in “Lost”?
Riguardo “Fringe”, questa è stata la cosa più divertente… Io non ho dovuto fare audizioni per ottenere la parte in “Lost,” ma al contrario ne ho fatte per “Fringe” dove però ho partecipato ai provini per ottenere un altro ruolo…

Quale ruolo?
In realtà quando ho letto la sceneggiatura ho pensato che il ruolo per cui potevo andare meglio era Broyles. Ma quando mi sono recato a sostenere il provino mi avevano chiesto di leggere la parte di Charlie. In seguito nessuno si è fatto più sentire per oltre un mese sino a quando ho ricevuto una chiamata in cui mi si chiedeva di tornare nuovamente per sostenere il provino per Broyles. Una settimana dopo ero già a Toronto per le riprese del “pilot”.

Che coincidenza, Toronto è la mia città natale! Che cosa pensi di questa città?
Io amo Toronto, in realtà ho girato un paio di film lassù. Ma ora stiamo filmando a New York.

Credi che ora inizierà una sfida a livello organizzativo per fare in modo che tu possa tornare alle Hawaii in tempo utile per le riprese di “Lost”?
Come tutti gli aspetti legati a “Lost”, proprio non lo so. So solo che tornerò nella serie ma non so quando e per quanti episodi.

Come attore preferisci lavorare in uno show realistico come “The Wire” oppure in serie sci-fi come “Lost” e “Fringe”?
La mia preferenza è sempre stata quella di partecipare a show realistici. Ma ho partecipato talmente tanto a prodotti di questo genere che ora mi sento pronto per un po’ di divertimento. Sia con “Lost” sia con “Fringe” è come leggere un’opera di Alexander Dumas. Sono pronto per l’azione, l’avventura e il divertimento.

Come per la maggior parte dei telefilm di J.J. Abrams, le motivazioni e intenzioni del tuo personaggio in “Fringe”, l’agente Phillip Broyles, non sono molto chiare. Sai cosa farà il tuo personaggio in questa stagione?
No.

Broyles è buono o cattivo? Quanto incidono le motivazioni del tuo personaggio sulle tue modalità nell’affrontare il ruolo?
Mentre è un po’ difficile dire la stessa cosa riguardo “Lost” dove ignoro tutto sul futuro, per “Fringe” la questione è diversa. Non posso dire che gli ideatori del serial mi abbiano detto che sono un personaggio buono, ma confido comunque nel fatto di esserlo.

Vero, una cosa che adoro in tutti gli show di J.J. Abrams è che c’è sempre una linea tra il bene e il male ma è sempre piuttosto oscura.
Esattamente. Permettetemi di metterla in questo modo: la differenza non è così marcata, c’è sempre più di una dimensione…

Non sei mai preoccupato di poter accidentalmente smascherare qualche segreto dello show a un componente della stampa? Oppure sei abbastanza bravo a mantenere i segreti?
Sono preoccupato, soprattutto per quanto concerne questo telefilm in cui conosco qualcosa di più sulla trama futura rispetto a “Lost”. Per questo motivo sono sempre sulle spine perchè non vorrei dire cose sbagliate.

Immagino che non sarebbe bello svegliarsi una mattina con una chiamata di J.J. Abrams che dice “Lance, hai rovinato la stagione! Non posso credere che tu abbia detto tutto…. ”
Proprio per questo motivo conosco solo quello che leggo nell’ultimo copione che mi arriva.

 

Da FringeFanatic.com

Cosa pensa Broyles degli avvenimenti legati al Pattern? E’ una persona fredda e scientifica oppure il tuo personaggio crede che ci sia una sorta di aspetto soprannaturale legato a questi strani avvenimenti?
Ok, non credo che Broyles pensi che vi sia qualcosa di soprannaturale dietro al Pattern. D’altro canto però, vista la condizione della scienza nel mondo odierno… Il Pattern potrebbe essere davvero una cosa puramente scentifica e questo risulterebbe spaventoso.

I fan si domandano se Broyles è una persona buona oppure se segretamente complotta con il nemico. Come decidi di interpretare le scene in cui Broyles si comporta in un modo così ambiguo?
Prima di tutto penso che Broyles sia una persona buona. D’altra parte con J.J. Abrams mai dire mai perchè conosciamo come l’evoluzione della trama possa andare, con lui, in qualsiasi direzione… Guardate il mio personaggio in “Lost”, lui sì che è molto più ambiguo di Broyles! Credo comunque che il mio personaggio in “Fringe” sia buono e ogni volta che gli interessi del Governo e quello economici si incontrano, un aspetto che credo sia il tema principale del serial, bisogna spesso scendere a dei compromessi.

Credi che i temi del serial siano vicini alla realtà?
Bene, i temi dello show sono molto vicini alla realtà, nello stesso modo in cui anche la scienza che appare nel serial si avvicina a quella reale. E’ comunque vero che questa vicinanza spesso è sottile mentre altre volte più lontana… I temi del telefilm sono molto vicini alla realtà ma guardiamo all’episodio pilota, a quello che capita quando la scienza e la tecnologia iniziano ad avanzare con una tale velocità che diventa quasi impossibile regolarle e controllarle. Ecco che ti trovi ad avere multinazionali con molto potere e molta ricchezza e molti paesi interessati a quel che sta accadendo.

Quanto ti piace lavorare con Walter Bishop? I contrasti tra i due personaggi sono interessanti tanto che possiamo dire che la scena del sedile riscaldato, ad esempio, è diventato subito un classico.
Wow, intendi la relazione con il personaggio oppure con l’attore? Perchè sono due punti di vista molto differenti.

Beh, cosa ne dici di parlarci di entrambi?
Ok. Come personaggio, è molto interessante lavorare con Walter perchè qualcosa accadrà nei prossimi episodi, un qualcosa che cambierà inevitabilmente il mondo con cui Broyles si interfacerà con Walter… Non posso dire altro purtroppo. Ma l’atteggiamento del mio personaggio nei confronti di Walter è molto simile a quello che intercorre tra Broyles e Nina. Broyles non vuole avere nulla a che fare con Walter perchè lo considera un pazzo ma allo stesso tempo Walter è al centro della soluzione di tutti i casi, quindi…
Lavorativamente parlando, lavorare con John è assolutamente un piacere. E’ davvero fantastico, è così bravo ad interpretare il suo personaggio! Il problema più grande che ho con lui è che ogni volta che dobbiamo recitare delle scene insieme mi fa sempre ridere. Mentre cerco di dare delle istruzioni al team, Walter se ne esce sempre con questi “non sequitur”, questi strani ragionamenti… Devo rimanere nella parte di Broyles e non posso scoppiare a ridere, ma è davvero difficile non farlo!

Hai interpretato una serie di personaggi dai sentimenti davvero intensi, cosa che sembra diversificarsi dal vero Lance Reddick. Da dove vengono tutti qusti sentimenti?
Wow – ho appena realizzato che nessuno mi ha mai posto questa domanda prima d’ora. E’ strano parlare di me in questi termini, ma lasciami pensare… Da dove vengono questi sentimenti? Dalla rabbia.

Veramente?
Molto deriva dal fatto che da piccolo ero un nerd. Non sono mai stato grande ed atletico sino a quando non sono cresciuto. Da piccolo ero un ragazzino gentile e timido. Dunque per me iniziare a recitare è stata un’opportunità per esprimere tutti quei sentimenti che avevo, sino a quel momento, paura di esprimere, sia che si trattasse di vulnerabilità sia che si trattasse di violenza. Dunque se dovessi analizzarmi, potrei dire che il mio comportamento deriva da quel che sono sempre stato e dalla volontà di concentrazione e di focalizzazione, nel senso che lavoro molto duramente per rimanere sempre concentrato su tutti i ruoli e tutte le scene che interpreto.

Un aspetto che mi ha sopreso è scoprire che ami la musica… Sei fantastico!
La cosa strana è che per me la recitazione è una seconda carriera. Sono sempre stato un musicista, sin da quando avevo sei anni. Ho cominciato a suonare il piano, a cantare nel coro quando avevo sette anni e i miei studi erano incentrati sulla composizione musicale. Pensavo di diventare da grande un compositore e ho lasciato il Conservatoiro perchè credevo di voler diventare un musicista pop. Ho vissuto la maggior parte della mia vita con quest’idea e ho iniziato a recitare perchè pensavo che questo avrebbe potuto aiutare la mia carriera musicale. Poi la recitazione ha soppiantato la musica prendendo, possiamo dire, il controllo della mia vita. Dunque ho cominciato a recitare professionalmente all’età di 27 anni e a 29 anni ho deciso di tornare a scuola per studiare recitazione. Possiamo dunque dire che in questo ambiente sono giunto tardi. Ma la musica è per me un vecchio amore a cui sono potuto tornare solamente ora…

Non ti ho ancora chiesto nulla di “Lost”…
Dunque, posso dirti due cose:
1)è ancora presto per parlare di “Lost”
2)non so molto su quel che succederà in questo telefilm. Nel senso che conosco molte meno cose di “Lost” rispetto a “Fringe”, compreso quel che succederà e farà il mio personaggio, se è buono o cattivo… Quello che posso dire riguardo Abaddon è che quell’uomo crede in quel che sta facendo e non crede di essere cattivo.

Com’è lavorare con gli altri attori di “Lost”? Mi sembrano così rilassati e calmi…
Devo dire che è stato fantastico, specialmente negli ultimi episodi. Precedentemente giravo solamente una scena e me ne andavo, ma questa volta ho lavorato per una settimana intera dunque mi sono davvero goduto il fatto di essere su un set così rilassato e divertente. Devo inoltre dire che le scene con Terry O’Quinn sono state fantastiche! Terry è un musicista fantastico e si portava tutti i giorni la chitarra sul set… Suonava sempre, era come avere ogni giorno una serenata. Era strano, irreale perchè mi trovavo in un paradiso naturale e ogni giorno sentivo suonare prima di andare al lavoro… Era davvero fantastico!

Puoi raccontarci qualcosa riguardo l’episodio di questa sera di “Fringe” intitolato “In Which we Meet Mr. Jones”?

Wow, non sono sicuro di quel che posso dire. L’unica cosa che posso dirvi è che il caso che si seguirà sarà un qualcosa di molto personale per Broyles. Non vi sto dicendo troppo, perchè questa cosa risulterà evidente ancor prima della sigla iniziale.

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