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Cinema

La musica del silenzio: recensione del film biografico su Andrea Bocelli

la musica del silenzio

Titolo: La musica del silenzio

Genere: film biografico

Anno: 2017

Durata: 114 minuti

Regia: Micheal Radford

Sceneggiatura: Anna Pavignano, Michael Radford, Andrea Bocelli 

Cast principale: Toby Sebastian, Luisa Ranieri, Jordi Mollà, Ennio Fantastichini, Nadir Castelli, Antonio Banderas

A volte la vita ti sorprende e le cose che un tempo davi per scontate, ad un tratto non sono più così ovvie: questo biopic è uno di quei casi. Film in programmazione solo per tre giorni, età media degli spettatori pari a 65 anni e sala semi vuota: le premesse per due ore di tollerabile noia ci sono tutte. Poi lo schermo s’illumina ed ogni pensiero viene offuscato dalla storia di un bambino che perde la vistaIl pianto disperato della madre alla notizia è sicuramente la scena più forte e dolorosa del film. “Mamma aiutami, il sole è sparito.”

Ci si dimentica dei pop-corn, del cinema e si fatica persino a ricordare che quello stesso bambino di lì a qualche manciata di scene diventerà un famoso cantante lirico. Il protagonista non è più né Bocelli, né il suo alter ego Amos Bardi: la protagonista è la musica

Desiderio e tormento, letizia e dipendenza, che riesce a dare un nuovo colore e una nuova forma al mondo. Dolci melodie fanno da sfondo alla vita di Amos, vengono alternati brani inediti e grandi classici.

L’italiano medio non è certo un melomane, questo si sa, ma la visione del film è piacevole anche per chi non è appassionato al genere lirico. La musica è infatti un leggero sottofondo che va di pari passo con la trama e al contempo ne è parte integrante.

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la musica del silenzio

L’uomo dietro la voce

Il racconto della gioventù del protagonista non tralascia le sue avventure, gli sbagli e le delusioni. Il carattere introverso ne mette a rischio la vita sentimentale e, contemporaneamente, gli studi di giurisprudenza non procedono.

Grazie ad una forte dose di perseveranza e all’aiuto di un amico-lettore che registra in nastri i testi dei libri universitari, Amos riesce a conseguire l’agognata laurea, sotto forti pressioni del padre. Dopo aver esercitato la professione per diverso tempo però, la passione per la musica bussa di nuovo alla sua porta.

La musica del silenzio è un film sincero, che riesce a portare sul grande schermo un romanzo biografico, senza nascondersi dietro un nome noto. Forse è proprio per mettere in luce la vicenda in sé piuttosto che il protagonista VIP, quest’ultimo prende il nome di Amos (nome del figlio primogenito) Bardi (camerata fiorentina presso la quale ebbe inizio il recitare cantato tra la fine del 1500 e l’inizio del 1600).

Andrea Bocelli viene interpretato in età adolescenziale ed adulta da Toby Sebastian, conosciuto ai più per il ruolo di Trystane Martell nella serie Il Trono di Spade. L’attore impersona perfettamente il personaggio, sia fisicamente che, soprattutto, tramite l’ottima performance recitativa. La fotografia e le tecniche di ripresa hanno un ruolo discreto e ben riuscito, però ciò che fa davvero la differenza in questo film sono senza dubbio la sceneggiatura, la regia e la recitazione

Micheal Radford, celebre per il film Il postino, conferma ancora una volta la sua abilità nella direzione della regia e la collaborazione con Anna Pavignano e lo stesso Andrea è risultata vincente anche nell’ambito della sceneggiatura. Il tenore supera con coraggio i pregiudizi e le difficoltà che la sua cecità comporta, sorretto prima dalla “mano calda e generosa” del nonno, poi dell’amico Adriano ed infine del maestro di musica, interpretato da Antonio Banderas.

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Il voto del silenzio

Quest’ultimo insegna al protagonista il valore del silenzio, vocale, per poter rilassare le corde vocali prima di una esibizione, ma soprattutto spirituale. Tale “voto” viene difficilmente compreso a pieno dai suoi cari.

Di primo impatto, sembra impensabile che un uomo cieco rinunci anche alle parole eppure Amos ci riesce. Il film non lascia spazio alla sfera religiosa di Bocelli, per parlarne invece solo in un breve cameo finale. In una lettera agli spettatori il cantante conclude realmente la storia, che si era fermata al suo debutto a Sanremo del 1994. Bocelli parla dell’Amore, quello vero, che ha guidato la sua esistenza. Si tratta dell’Amore di Dio che, come una melodia, si può sentire solo facendo un po’ di silenzio dentro se stessi.

La musica del silenzio
  • Regia e fotografia
  • Sceneggiatura
  • Recitazione
  • Coinvolgimento emotivo
3.5

Riassunto

Contro ogni pronostico e pregiudizio, un film da vedere.

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