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Cinema

Kubo e la spada magica: la recensione del film di Travis Knight

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popularmechanics.co.za

Titolo: Kubo e la spada magica (Kubo and the two strings)

Genere: animazione, avventura, fantastico

Anno: 2016

Durata: 101 min

Regia: Travis Knight

Sceneggiatura: Marc Haimes, Chris Butler

Cast principale: Art Parkinso, Charlize Theron, Matthew McConaughey, Ralph Fiennes, Rooney Mara, George Takei

“Se dovete distrarvi, fatelo ora. Fate molta attenzione a tutto quello che vedete, non importa quanto strano possa sembrare. Se battete le ciglia, anche solo per un attimo, il nostro eroe perirà”.

Con queste parole inizia Kubo e la spada magica, il quarto film firmato Laika, casa di produzione di film d’animazione in stop motion. Laika ha un curriculum di tutto rispetto e si è distinta sempre per un tipo d’animazione alternativa, non solo nello stile (romantico-timburtoniano) e nella tecnica (stop motion) ma anche nelle storie e nei loro significati.

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Così come Coraline e la porta magica non era esattamente un simpatico film per bambini o il più recente Boxtrolls – Le scatole magiche mostrasse dei personaggi davvero brutti ed inquietanti, Kubo e la spada magica è nettamente diverso dai soliti cartoni che la Disney ci propone, amorevoli, molto teneri, super carini, belli e decisamente per bambini (vedi Inside Out).

Travis Knight, CEO di Laika, quest’anno debutta alla regia, e ci racconta la storia di Kubo, un ragazzino dai lunghi capelli neri, un solo occhio e tanto coraggio. Kubo è l’uomo di casa, è lui a prendersi cura della madre, che sembra non essere mai davvero presente, persa nella nebbia di quello che ricorda e quello che ha dimenticato. Per guadagnarsi da vivere e nutrire sé e la madre, Kubo scende ogni giorno nella piazza della città e, armato del suo fido shamisen (una sorta di liuto) e di fogli di carta, racconta delle storie incredibili.

Gli origami che Kubo prepara prima di uscire, al suono delle corde del suo strumento prendono vita ed entusiasmano il pubblico che si raccoglie intorno a lui per sapere cosa avrà da dire questa volta. Ma le storie non hanno mai una fine, quando il sole tramonta Kubo corre via, torna immediatamente dalla madre. “Kubo non devi mai rimanere fuori dopo il tramonto. Promettilo”. Una volta che il sole sparisce dietro l’orizzonte, infatti, il perfido nonno di Kubo si aggira per la terra alla ricerca del nipote, per strappargli via l’altro occhio.

Questa sarebbe una minaccia terrificante per tutti i bambini del mondo, ma ovviamente Kubo è diverso, lui vuole sapere di più sul suo defunto padre, di come è morto proteggendo lui e la madre e della sua invincibile armatura da Samurai. Purtroppo però la madre non riesce a ricordare molto e Kubo dovrà trovare la verità con le sue forze.

L’occasione si presenta nei primi minuti del film, quando ovviamente il nostro eroe non torna a casa dopo il tramonto e le perfide sorelle della madre, mandate dal nonno, tentano di attaccarlo. La madre allora interviene e manda via Kubo, ordinandogli di mettersi in salvo.

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Da questo momento in poi comincia l’avventura di Kubo, che al suo risveglio si ritrova di fronte Scimmia: il suo portafortuna di legno è diventato reale, vivo, vegeto e parlante. Scimmia gli spiega, con nessuna voglia di scherzare, che adesso è in pericolo e sua madre le ha dato vita per proteggerlo e per aiutarlo a trovare l’armatura magica del padre.

Lungo la tortuosa strada alla ricerca del “tesoro”, Kubo e Scimmia incontreranno Scarafaggio, un uomo-scarafaggio che non ricorda nulla del suo passato, a parte il suo maestro: il padre di Kubo. Scarafaggio si unirà al gruppo e fornirà il sarcasmo e il brio che decisamente mancano al primate. “Non scherzare con la Scimmia!” dice spesso minacciosa.

L’avventura che affronta Kubo con questi bizzarri personaggi non è affatto quello che vi aspettate. Se da una parte ci sono sempre elementi magici, tesori da trovare, segreti da scoprire, dall’altra ci sono anche terribili verità da sopportare, battaglie pericolose da combattere e prove che nessun bambino dovrebbe affrontare senza i genitori.

Kubo dovrà imparare ad accettare il dolore di vivere senza il padre e la madre, dovrà capire a sue spese, e senza nessun adulto che glielo spieghi, quanto siano importanti i ricordi, e a gestire il potere che si nasconde tra le corde del suo shamisen, per scoprire che la magia più potente è la memoria.

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Con le sue sole forze Kubo combatterà contro il suo stesso sangue e sarà lui a salvare i suoi genitori e a proteggere la sua casa. Kubo è l’eroe vero, quello che lungo il suo viaggio cresce e diventa un uomo, e con tutto il coraggio che un bambino può avere, salva tutti e ha anche la forza di perdonare il più terribile dei cattivi.

Le terrificanti zie, ed il mostruoso nonno non si fermano davanti a niente, e con brutale violenza, quella che non ci si aspetta in un film per bambini, sono pronti a tutto per prendersi quello che vogliono.

Ma Kubo è più potente di loro e, in stile Harry Potteriano, una volta raccolti i pezzi dell’armatura e aver compreso il significato del sacrificio dei suoi genitori, si renderà conto di essere invincibile.

La tecnica in stop-motion rende questo film ancora più unico e sorprendente. Basti pensare che Kubo e la spada magica è il film in stop-motion più lungo mai realizzato, ecco alcuni dati tecnici: il film è composto da oltre 145.000 foto, la sequenza con la barca ha richiesto 19 mesi e lo scheletro è il più grande pupazzo stop-motion mai costruito.

Se avete una sera libera, dunque, andate a guardarlo. Lasciatevi trasportare da questa magica avventura, commovente ed originale, in un Giappone antico diverso dal solito, sulle note di un anti-convenzionale shamisen.

E mi raccomando..“se dovete distrarvi, fatelo ora”.

Regia e fotografia: 4

Sceneggiatura: 4.5

Coinvolgimento emotivo: 5

Recitazione: 5

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