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Killjoys: Recensione dell’ episodio 1.01 – Bangarang

Secondo il National Institute of Bail Enforcement è sufficiente un corso di 23 ore per conseguire un diploma abilitante. E che di un lavoro legalmente riconosciuto si tratti, è stabilito dalla sentenza della Corte Suprema sul caso Taylor vs Taintor del 1873. Magari all’oscuro di questi basilari fondamenti legislativi sono i non pochi spettatori del reality show dedicato a Duane “Dog” Chapman che il quotidiano di questo mestiere ha portato sul piccolo schermo nel 2007 dopo il caso del film del 2005 dedicato a Domino Harvey. Ovviamente ciò solo nella patria delle armi facili per tutti poteva accadere e solo negli Stati Uniti del mito del selvaggio west essere un bounty hunter (cacciatore di taglie) poteva essere una professione gestita da oltre ventimila agenzie autorizzate.

Killjoys1x01DutchNel futuro di “Killjoys” queste ventimila agenzie si sono unite in un’unica organizzazione che fa del rispetto del contratto una legge, una massima da mandare a memoria e rispettare quasi fosse l’unico comandamento di una burocratica religione che minaccia di espulsione immediata o pene ancor più gravi coloro che violano questo voto fondante. E ciononostante la protagonista femminile viene sorprendentemente perdonata con disappunto del suo responsabile affinché questo permetta sia alla serie di andare avanti, che agli autori di aggiungere quel tocco di mistero sul passato della letale cacciatrice che dovrebbe rappresentare probabilmente una parte non trascurabile della trama orizzontale. Ammesso che una trama orizzontale ci sia perché le premesse di questo episodio e la natura stessa del lavoro svolto dai suoi protagonisti lasciano pensare che “Killjoys” sia un procedural in salsa sci – fi il cui successo dipenderà dall’abilità di creare casi della settimana interessanti che il trio formato dalla leader Dutch (Hannah John – Kamen) e dai riottosi fratelli John (Aaron Ashmore, gemello del Shawn Ashmore di “The Following”) e D’avin (Luke McFarlane) dovranno risolvere in giro tra i mondi del sistema planetario Quad, cercando di restare neutrali in quella che si prospetta come una nascente guerra civile. A fare da collante tra i diversi episodi la ricerca della verità sul perché D’avin sia tanto inviso alla onnipotente Compagnia e sul passato misterioso di Dutch.

Killjoys1x01JohnTutte supposizioni nate dopo la visione di un pilot che si limita a svolgere con diligenza il compito piuttosto scontato di presentare la serie riunendo il team dei protagonisti e presentando i principali personaggi di contorno. Un tema scritto con sufficiente cura e pedante attenzione che riesce tuttavia a non annoiare grazie alla innata curiosità di ogni appassionato di fantascienza di scoprire quale sia il tipo di futuro immaginato dagli autori (che devono probabilmente avere problemi di budget dal momento che non si notano grandi invenzioni o una particolare cura di ambientazioni che dovrebbero essere futuristiche ma molto assomigliano ad una versione electro punk di quelle odierne) e ad una innegabile velocità nel presentare eroi e villain mostrandone le abilità in combattimento e le spigolature del carattere. Ma un tema che pecca di originalità andando a ripescare la classica multinazionale proprietaria di un sistema multi planetario simile ad una Terra con più lune e in lotta sotterranea contro una classe di ribelli pronti a scatenare una guerra civile con motivazioni non prive di elementi misticheggianti (come la figura di God e la presenza dei suoi monaci simil buddisti suggerisce). Su questo sfondo si muovono i cacciatori di taglie avidamente alla ricerca di contratti da onorare seguendo regole proprie che permettono loro di agire al di fuori delle leggi della Compagnia grazie ad una garantita impunità. Una premiere che ha il difetto di aver quasi paura di allontanarsi troppo da un bignami per sceneggiatori di serie sci – fi finendo quindi per non avere grossi difetti tecnici (in quanto tutto ciò che ci si aspettava ci fosse in effetti c’è), ma che non sa cosa replicare alla domanda principale a cui ogni premiere è obbligata a dare una risposta convincente: perché  seguire la serie ?

Killjoys1x01DavnPerché Dutch è tanto bella quanto ferale in combattimento? Sebbene entrambe queste cose siano innegabili (ed anche la collana di finte perle che si trasforma in ragni meccanici esplosivi è un gadget ben fatto), non sono tuttavia motivazioni sufficienti e neanche affiancarle un ambiguo maestro (così pare di capire) che le lascia inquietanti regali che le ricordano un’infanzia negata da lame scintillanti e gentili inviti ad uccidere aggiunge particolare interesse perché di belle e letali dal passato tormentato ne è pieno il mare delle serie tv. Perché Dutch e D’avin sono la coppia ideale da shippare? Anche questo è sicuramente vero e gli scambi di battute acide e gli sguardi nascosti tra i due sono come i cartelli catarifrangenti che anche sulla più scalcinata delle autostrade indicano le uscite previste. Ma anche qui è difficile capire cosa non abbia il gusto scontato di un piatto già troppe volte gustato (e non è che la pietanza servita sia dal sapore tanto sopraffino da non stancare). Oppure dovrebbe appassionare la sotterranea rivolta che cova tra i limacciosi bassifondi di una città caotica tra monaci ribelli dalle tuniche shaolin e un ceto dirigente tanto opprimente (con poliziotti dalle divise para naziste) quanto astrattamente distante? Troppo di sfuggita è presentata questa sottotrama per poter credere che rivestirà un ruolo davvero importante nel seguito.

Questa premiere di “Killjoys” è, in fondo, come il suo titolo. “Bangarang” è un termine dello slang giamaicano per indicare frastuono e disordine ed un po’ così è questo episodio dove si vuole annegare nel caos ad alta velocità di combattimenti e caccia all’uomo la mancanza di originalità di cui si macchia questo pilota. Ma “Bangarang” è anche il grido di battaglia che i “Ragazzi perduti” lanciano prima di accompagnare Peter Pan nei suoi duelli infiniti con i maldestri pirati di Capitan Uncino. I Ragazzi perduti le loro battaglie finivano comunque per vincerle. Speriamo che anche i bounty hunters di “Killjoys” sappiano trovare le armi giuste per non sfigurare nella guerra dei rating o, perlomeno, rispettare il contratto con gli spettatori.

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