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Killing Eve: Sandra Oh parla della sua nuova serie TV

jodie comer killing eve

Killing Eve è una nuova serie drammatica in onda da BBC America, ed essendo stata rinnovata per una seconda stagione prima del debutto del primo episodio, promette di tenere i telespettatori allerta per molto tempo.

Sandra Oh, dopo 10 anni a Grey’s Anatomy e una stagione in American Crime, interpreta il personaggio principale di questa serie, creata da Phoebe Waller-Bridge (già creatrice del pluripremiato Fleabag).

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Killing Eve

L’attrice canadese interpreta in Killing Eve, Eve Polastri, una burocrate dei servizi segreti britannici, che farà di tutto per identificare e neutralizzare un’assassina (Villanelle, interpretata da Jodie Comer), che colpisce indisturbata in tutta Europa; questo gioco del gatto e del topo si differenzia da altre serie incentrate sullo spionaggio per il distinto e a volte macabro senso dell’umorismo.

In un’intervista a Variety, Sandra Oh parla della sua esperienza riguardante Killing Eve e di come ha ottenuto il ruolo.

Cosa ti ha convinto a proporti per questa serie?

Phoebe. Conoscevo Fleabag e sapevo che faceva per me, poi sono stati Phoebe e il copione. Ho pensato fosse molto, molto, interessante: una donna che cade a spirale su se stessa e finisce, emotivamente, in un luogo oscuro; penso che entrambi i personaggi diventino ossessionati l’uno con l’altro: Eve si fissa su Villanelle e viceversa; credo che le persone iniziano dei percorsi impossibili da fermare e possono rovinare se stessi e le persone a loro intorno; c’è un’energia inarrestabile tra le due; devono scontrarsi e vedere quello che succede.

Il tono della serie è molto delicato; come avete trovato il giusto equilibrio?

E’ molto speciale e ci abbiamo lavorato duramente; non è stato facile, ma alla fine siamo riuscite a esprimere l’ambiguità giusta, una linea sottile tra relazione sentimentale e ossessione, già presente nel pilot.

Il titolo è Killing Eve; come dobbiamo interpretarlo?

Che sia verbo o aggettivo può cambiare totalmente il significato: qualcuno mi ucciderà o sono io il killer? Ovviamente non posso dire niente di più.

Le donne della serie non sembrano definite dagli uomini nelle loro vite; è qualcosa che ti ha attratto del progetto?

Di sicuro ne fa parte: ampliarsi non solo come artista, ma essere coscienti della società in cui viviamo; bisogna pensare anche a cosa dedicare il proprio tempo, perché questo non è un lavoro part-time; se mi dedico completamente a un progetto che richiede la lontananza da casa e tutti i miei sforzi, deve essere qualcosa per cui valga la pena, che vada verso l’inclusione, l’accettazione ed una mentalità aperta.

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Continuando sul tuo accenno all’inclusione, il tuo personaggio, nei libri di Luke Jennings su cui si basa la serie, è caucasoide.

Posso dirti che è finalmente ora! Il personaggio non è asiatico, ma ci sono una miriade di esempi in cui avviene l’opposto e nessuno batte ciglio; spero ci sia più pressione e sensibilità a tal proposito; BBC America, Sid Gentle, Pheobe (produttori esecutivi) hanno tutti detto: ‘Hey, Sandra Oh, ma che bella idea’ e se fosse stato un gruppo diverso, magari la decisione sarebbe stata un’altra; è questione di persone interessate a pensare in un altro modo.

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Qual è stata la tua reazione, quando ti hanno offerto la parte?

E’ stato un cambiamento per me, perché mi sono resa conto della mia stessa mentalità: quando ho letto il copione, ho chiamato il mio agente e ho chiesto: ‘Chi sono io? Chi devo interpretare?’ e la risposta è stata: ‘Tesoro, sei Eve’; ‘Ohhh’, ho pensato; ho apprezzato il fatto che ci abbiano pensato, prima che io ci pensassi; mi ha veramente colpito.

Adesso sei più interessata a serie limitate, piuttosto che impegni a lungo termine?

Ho passato il mio tempo in trincea; non ho bisogno di farlo ancora; penso che il modo in cui le persone guardano la TV sia molto cambiato; creativamente, preferisco questo modo. Lo so che può essere difficile, magari devi trovare più progetti all’anno, ma fortunatamente posso permettermi di prendere queste decisioni.

Torneresti mai a Grey’s Anatomy?

Ti dico subito di no; sono passati 4 anni e devo cercare di creare una certa separazione, anche se potrei parlare a lungo di cosa ho imparato su quel set.

Ellen Pompeo ha parlato della disparità di stipendio della serie, tu eri a conoscenza di questo?

La parità di stipendio è un argomento delicato, come quanto è accaduto per The Crown, non è una questione netta e capisco quando le persone commentano con ‘oh questa persona ha preso un dollaro, quell’altra un miliardo’, ma non è del tutto corretto; ci sono dei fattori che hanno portato a quello. Alcuni sono sistemici, ma altri è per il semplice fatto che qualcuno lavora da più tempo, ha avuto x,y e z, e queste cose sono complicate da quantificare; non è solo una questione sistemica tra uomini e donne; lo è, ma ci sono altre cose.

 

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