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iZombie: Recensione dell’episodio 2.01 – Grumpy old Liv

L’appuntamento settimanale del martedì con la season two di iZombie, la serie televisiva della The CW, è cominciato. La scorsa stagione si era conclusa con il botto. Letteralmente! La protagonista Olivia Moore, Liv (Rose Mclver), ha fermato Blaine (David Anders) iniettandogli la cura non ancora sperimentata sugli umani, di Ravi (Rahul Kohli), così da poterlo fermare e renderlo inoffensivo. Le era rimasta un ultima cura da utilizzare,  forse l’unica possibilità per lei per ritornare umana e l’ha donata all’amore della sua vita che non voleva di certo essere zombi ma voleva condurre una vita normale. Blaine, incorreggibile come sempre nella sua attitudine da “boss della mala-zombi“, non si è smentito nel provocare ugualmente parecchi danni e visto l’inizio della seconda stagione sappiamo che Blaine non si smentirà nell’essere quel criminale che nella vita è sempre stato. Fra le sue cattiverie è riuscito a far del male al fratello di Liv, uno dei pochi personaggi che forse, meno centrava con questa battaglia ma che inevitabilmente è rimasto coinvolto.

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La premiere di questa stagione si apre nuovamente con i sensi di colpi della protagonista, convinta che tutto ciò che le sta capitando sia solo colpa sua. In realtà è la sua natura a pesare su di lei e non le sue scelte. Si vuole illudere di essere un mostro, di non meritare l’affetto dei cari, quando in realtà nelle sue azioni c’è tutto ciò che può essere considerato umanamente buono. I famigliari di Liv sono ignari di tutto ciò che le stia succedendo e di come invece, cerchi di proteggerli e Liv si porta questi segni di sofferenza su di sé.

Sembrerebbe che sia rassegnata a rimanere da sola e che, man a mano che vive la sua nuova vita, ne perda un pezzetto di quella precedente. Non si rende conto che nonostante sia diversa esteriormente, la vera Liv, quella buona, quella altruista, quella donna che nel suo piccolo e nel suo grande mostra sempre il suo lato umano, esiste ancora, emerge sempre anche fra un nuova personalità e l’altra, al contrario invece della sua nemesi, Blaine. Entrambi mantengono le loro caratteristiche pur con diverse sembianze. Lo stesso Blaine che è ritornato umano, rimane la stessa canaglia di sempre senza quell’umanità che Liv pur essendo un “mostro”, dimostra sempre.

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Major è sicuramente cambiato nel corso della stagione. Il suo personaggio, come lo stesso attore ha dichiarato in un intervista, non doveva essere solo colui che sarebbe stato strettamente ed affettivamente legato alla figura della protagonista, ma bensì doveva essere un personaggio che avesse una personalità e una storyline comunque interessante e che non fosse solo “l’amore della sua vita”. Ed effettivamente non c’è solo questo, c’è ancora molto da vedere in Major e già da questo episodio possiamo vedere come lo stanno mettendo alla prova nell’affrontare situazioni che non ha mai vissuto prima.

Sicuramente non mancherà del tenero fra lui e Liv. Sono entrambi ancora innamorati, nonostante abbiano provato a voltar pagina ma le situazioni li spingono a doversi concentrare su di un nemico e di un problema comune. “Il ritorno dei morti viventi” è qualcosa che deve essere fermato prima che diventi troppo tardi. Ravi, dopo mesi, non è riuscito a ricreare la cura e la diffusione degli zombi metterebbe a rischio la sopravvivenza della specie umana.

Se il Karma facesse il suo corso ripagando il male che Blaine ha causato agli altri, probabilmente dovrebbe ricevere ciò che ha dato e verrebbe quindi ucciso da uno zombi, situazione che penso molti gradirebbero. Ma tornando a Major sarà interessante vederlo da personal trainer a cacciatore di zombi, sicuramente ci sarà molta più azione e con il detective Babineaux che gli sta alle calcagna si creeranno nuovi intrighi.

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Il caso dell’episodio ruota attorno ad un signore anziano, odiato dai parenti e da tutto il vicinato, che viene ucciso. Per molti il fatto che sia morto è segno di sollievo ma non restringe il campo dei sospettati. Con le visioni di Liv e l’astuzia del detective nel risolvere i casi, si scopre che è stato proprio un vicino ad uccidere l’antipatico signore. E’ proprio la mutabilità del personaggio in certe sfumature che rende interessante e non noiosa Liv. I problemi rimangono sempre, la sua vera natura altrettanto, ma il fatto di poter cambiare e sperimentare diverse personalità è sempre piacevole da vedere (oltre alle ricette originali che prepara). Il povero Babineaux che lavora con lei e non è al corrente del perché Olivia spesso si comporti in modo bizzarro, inizierà a pensare che sia bipolare, considerato come si comporta. La scena migliore nell’interpretazione dell’attrice nel dover rappresentare un vecchio scorbutico è sicuramente quando si è addormentata e Babineaux la disturba oppure quando a casa del sospettato, lo deride per la sarcastica maglietta.

Fra le novità di questa stagione non si può non citare gli uman-zombie, cioè coloro che possono percepire come una specie di radar gli zombi che sono attorno a loro. Certamente è un vantaggio che Major può sfruttare essendo obbligato a lavorare per Max Reger. C’è da chiedersi quali altre conseguenze potrà portare la cura di di Ravi. Sarà permanente? Si può supporre che avranno visioni come gli zombi, magari al contatto con loro? E perché Major non riesce a sentire quella sensazione sulla pelle in presenza di Liv? Forse perché essendo un allarme, un istinto primario che avverte del pericolo, con Liv non è in pericolo? Anche se questo non spiegherebbe perché la ribattezzata “New Hope” lo senta nei confronti di Liv.

Potrebbe essere un po’ estremo dirlo ma forse essendo stata lei a trasformarlo in zombi questo problema non si crea. Come una sorta di imprinting alla Twilight (inteso come legame fra loro) o alla true blood o the vampire diaries, inteso come il legame instaurato fra creatore e progenie. Sono tutte supposizioni ma qualcosa deve pur significare.

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Nelle novità entra in gioco anche un altro personaggio, il braccio destro, la segretaria di Max Rager, Gilda (che sembra un po’ la versione rossa di Claire Holt in Aquarius). Nei modi che ha di fare, le riuscirà benissimo essere una doppiogiochista cosa che l’ingenua Olivia, non sospetta e le costerà sicuramente molto caro il non essere prudente con chi le sta attorno. E’ un personaggio che non si farà scrupoli per ottenere ciò che vuole e distruggerà senza ritegno tutto ciò che avrà davanti per ottenerlo.

Liv in quanto astuzia dovrebbe prendere esempio perché quell’ingenuità le costerà caro sopratutto con Blaine che è esperto in sotterfugi, mentre Liv, è ancora troppo alle prime armi ed essendo troppo buona si fida anche troppo che le cose si svolgeranno al meglio. E’ come se sapesse come stanno davvero le cose ma facesse fin troppo poco per renderle come lei vorrebbe. Se vorrà davvero fermare l’apocalisse zombi dovrà diventare molto più forte di come è stata fino ad adesso ed avere fiducia in se stessa. Fra i vecchi personaggi è sicuramente mancata la presenza dell’amica di Liv che in seguito alla scoperta degli zombi non ha accettato di rimanere un minuto di più con lei. Bisogna dare credito agli scrittori che hanno ritenuto più opportuno ricreare una vera reazione difronte ad una notizia del genere. Sono diversi anni che il genere fantasy appassiona molti telespettatori e spesso quando viene fatta una rivelazione come questa, l’umano/a in questione reagisce fin troppo bene alla notizia come fosse una cosa normale. Un’aspetto in cui questo show si distingue da altri è la mancata esistenza di altri esseri sovrannaturali. Spesso nelle serie dedicate ad un solo genere di “mondo sovrannaturale” se ne sovrappongono altri, mentre in questo no. Forse l’unica cosa che mancherebbe sarebbe esplorare maggiormente questa natura e vedere fino a che punto si può spingere.

2.1 - Grumps old Liv
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